30 luglio 2019

Agosto in agenda
Eventi, news, curiosità, oggetti, libri e tutte le novità in breve del mese

Di passaggio a Napoli, tra Capri, Ischia o la Costiera, chi fosse nei paraggi fino al 30 di settembre non può perdere la grande antologica sul lavoro di Pier Paolo Calzolari, al Museo Madre. Esponente fondamentale dell’Arte Povera, Calzolari caratterizza le sue opere sul concetto di “trasformazione” degli elementi, celeberrime le opere con il giacchio e il piombo fuso. A Napoli, in modo del tutto inedito, è stata preferita la sua produzione “pittorica”, e le sorprese non mancano!
www.madrenapoli.it/mostre/calzolari/

“Il tempo è un fiume che mi trascina e io sono il fiume”: basterebbe il titolo (una frase di Borges), anche senza conoscere il lavoro ceramico di Miquel Barceló, per decidere di recarsi a Faenza, al Museo Internazionale delle Ceramiche per visitare questa mostra in programma fino al 6 di ottobre. Non solo negli spazi dedicati alle temporanee, ma in tutto il museo si allunga la mano di Barceló a creare dialoghi inaspettati tra i suoi pezzi e le grandiose collezioni del MIC (museo sconosciuto ai più, esattamente come il fratello minore MIDeC a Cerro di Laveno).
www.micfaenza.org/it/

Ricordare Aldo Rossi: a Padova al Palazzo della Ragione fino al 29 settembre 2019 si potrà vistare la mostra “Aldo Rossi e la Ragione. Architetture 1967-1997”, a cura di Cinzia Simioni e Alessandro Tognon con la Fondazione Aldo Rossi. Schizzi, disegni, modelli e arredi originali (prodotti da Molteni) a ricordare il grande, e controverso, architetto italiano a 22 anni dalla scomparsa. Intellettuale sofisticato (sulla sua “Autobiografia Scientifica” si è formata più di una generazione), disegnatore particolarissimo (i suoi schizzi sono valutati come opere), autore di capolavori quali il cimitero di san Cataldo a Modena, fu anche il propugnatore di una tendenza post-modernista assai pervicace. Ecco un’occasione di bilancio!
padovacultura.padovanet.it/it/musei/palazzo-della-ragione

Preraffaelliti da amare: alzi la mano chi non è stato, in qualche misura, innamorato delle donne dipinte da Dante Gabriel Rossetti o da Edward Burne-Jones? Rinnegando Raffaello, accusato di aver dato origine al manierismo (di qui il nome del gruppo), i giovani Preraffaelliti, protetti dal potente critico John Ruskin, propongono, in piena epoca vittoriana, un’idea sottile, e fiabesca, di bellezza. Da riscoprire a Palazzo Reale di Milano attraverso 80 opere, fino al 6 Ottobre.
www.palazzorealemilano.it/

Panchine lontane: il villaggio di Fiskars in Finlandia, conosciuto nel mondo intero per le celebri forbici dal manico di plastica, lì disegnate e prodotte dal 1967 (sempre esposte nei musei di design), presenta, in occasione della “Fiskars Village Biennale 2019”, una serie di panchine per esterni progettate da importanti designer contemporanei selezionati da Jasper Morrison, Anniina Koivu and Jenni Nurmenniemi. Passeggiare lungo il piccolo fiume Fiskars e “riposarsi su” Martino Gamper, Inga Sempé, Cecilie Manz, Harri Koskinen, Simo Heikkilä, Klaus Hackl, Keiji Takeuchi e altri 18 designer è un’esperienza da fare, fino al 15 settembre 2019.
fiskarsvillagebiennale.com/

Villa Paloma, Montecarlo: lasciato il frastuono e il lusso del centro e saliti verso i Jardin Exotique (assolutamente da visitare, comprese le spettacolari grotte) si scopre il silenzio irreale di Villa Paloma, recentemente trasformata in museo (Nouveau Musée National de Monaco). Ogni estate una mostra imperdibile: quest’anno Ettore Spalletti con Ombra azzurra, trasparenza. Un titolo che da solo sintetizza la poetica dell’autore (e ben si sposa con l’astrazione del luogo).
www.nmnm.mc

Leggere Sottsass: niente di meglio, in vacanze, che leggere le parole profetiche di Ettore Sottsass. Grazie al prezioso lavoro di Matteo Codignola, editor di Adelphi, continua la pubblicazione di testi inediti o introvabili di Ettore. Dopo “Per qualcuno può essere lo spazio” (1940-1956), uscito nel 2017, ecco ora “Molto difficile da dire” (1960-1975): “Finito di fare cannoni, bisognava fare prodotti da vendere nelle case…”. “Guardate le ceramiche e c’è tutto, come nelle poesie e nelle canzoni. C’è tutto e basta”. “…ma questa storia dei musei non l’ho mai capita, voglio dire non ho mai capito che cosa sono i musei: non ho capito se sono magazzini di documenti da esaminare con gli occhiali, o se sono depositi di reliquie da commiserare come le tombe nei cimiteri, se sono lì per insegnare la storia degli stili … o se sono simboli di orgoglio nazionale o se sono tutte queste cose insieme o anche altre. E a ogni modo, come si incastrano nella vita?”

L’arte è ricucitura? Alla domanda, attualissima, ha risposto in realtà per tutta la sua vita Maria Lai (1919-2013), artista straordinaria e lungamente sottovalutata. Fino al 12 gennaio 2020, in occasione del centenario della nascita, il MAXXI di Roma le dedica una grande mostra (“Tenendo per mano il sole”) a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Luigia Lonardelli. Profondamente legata alle specificità del territorio sardo, Maria Lai ha “cucito” sulle sue opere poetiche parole.
www.maxxi.art/

Tornare alla Tate Modern: chi non ricorda il sole che, alcuni anni fa, sorgeva e tramontava nella grande navata della Tate Modern? 16 anni dopo, Olafur Eliasson torna con l’impattante mostra “Real Life” (fino al 5 gennaio 2020). In realtà la mostra era stata annunciata, fino al 14 dicembre 2018 e in concomitanza con la Conferenza Mondiale sul Cambiamento Climatico di Katowice, dalla installazione “Ice Watch” (enormi blocchi di ghiaccio a sciogliersi lentamente proprio di fronte alla Tate Modern). Una sensibilità quella di Olafur assolutamente ambientale, ma che riesce a evitare ogni schematismo pedagogico usando con forza gli strumenti dell’arte.
www.tate.org.uk/

Per chi vuole essere fuori dai circuiti: ben lontana dallo status delle “grandi” mostre, questa piccola sofisticatissima rassegna torinese (Musei Reali, sala Chiablese fino al 3 novembre) affronta, raccontando la figura di Riccardo Gualino, il tema del mecenatismo. Cosa ne sarebbe stato degli architetti razionalisti torinesi, tra cui Pagano, Levi Montalcini e Busiri Vici, o dei pittori della Scuola dei Sei senza Gualino? Con il rimpianto di non sapere come sarebbe proseguita la vicenda se il duce non avesse fatto arrestare e mandare al confino questo straordinario collezionista (che comunque, si riprese, anche se perdette tutto, e, trasferitosi prima a Parigi e poi a Roma, si lanciò nella produzione cinematografica). Una storia da riscoprire.
www.museireali.beniculturali.it

#agenda, #Pier Paolo Calzolari, #Museo Madre, #Napoli, #Miquel Barceló, #Faenza, #Museo Internazionale delle Ceramiche, #Fiskars, #Jasper Morrison, #Anniina Koivu, #Jenni Nurmenniemi, #Martino Gamper, #Inga Sempé, #Cecilie Manz, #Harri Koskinen, #Simo Heikkilä, #Klaus Hackl, #Keiji Takeuchi, #Villa Paloma, #Montecarlo, #Nouveau Musée National de Monaco, #Jardin Exotique, #Ettore Spalletti, #Aldo Rossi, #Padova, #Palazzo della Ragione, #Preraffaelliti, #Dante Gabriel Rossetti, #Edward Burne-Jones, #John Ruskin, #Palazzo Reale di Milano, #Ettore Sottsass, #Matteo Codignola, #Adelphi, #Molto difficile da dire, #Maria Lai, #Maxxi, #Tate Modern, #Olafur Eliasson, #Musei Reali, #Torino, #Riccardo Gualino, #mecenatismo