05 marzo 2020

Among the trees

Un viaggio attraverso il pianeta di foresta in foresta, di bosco in bosco, di albero in albero, di opera d’arte in opera d’arte. Dalle foreste pluviali colombiane alle giungle giapponesi, dagli uliveti di Israele ai boschi della Scandinavia fino alle foreste sotterranee del Sud Africa. Attraverso fotografie, video, sculture, disegni, acquarelli, dipinti. La parola albero è – meravigliosamente – inflazionata ed è finalmente sulla bocca di tutti. E l’albero, in persona, prolifera ultimamente in tanti progetti: dai Boschi Verticali di Stefano Boeri a Milano, Losanna, Nanjing, Utrecht, Parigie Eindhoven alla Smart Forest City a Cancun, in Messico, sempre firmata dallo studio dell’architetto milanese, che restituirà al verde con 7.500.000 di piante un terreno su cui avrebbe dovuto sorgere un grande centro commerciale; ai programmi di nuove piantumazioni in varie città europee – basti pensare a Milano dove il Sindaco ha annunciato che entro il 2030 l’obiettivo è quello di piantare in città e nell’area metropolitana un totale di 3 milioni di nuovi alberi.

La mostra Among The Trees nella prestigiosa Hayward Gallery londinese, inaugurata da Sua Maestà Elisabetta II nel luglio del 1968, presenta, dunque, il pianeta arboreo attraverso tre percorsi mettendo in questione il tradizionale modo di considerare questi organismi viventi e proponendo invece un nuovo tipo di relazione tra uomo e pianta e, in particolare, come spiega Ralph Rugoff, direttore della galleria, “un nuovo senso di apprezzamento sia della bellezza sia della complessità di questi organismi indispensabili”.

Nella prima sezione sono raccolte opere raffiguranti alberi e foreste caratterizzati dalla complessità strutturale e dall’interconnessione a esplicitare le recenti scoperte scientifiche sulla “wood wide web”, la rete fungina degli alberi che vive nel suolo in simbiosi con le radici, trasferendo loro acqua e nutrenti. Troviamo così il grande carboncino di Robert Longo che immortala un albero monumentale esasperandone l’intreccio di rami e radici, l’imponente albero-porta in cedro di Giuseppe Penone alto 6 metri e l’abete rosso di 16 metri ripreso nel video dalla finlandese Eija-Liisa Ahtila.

Le opere raccolte nella sezione successiva sottolineano invece la sottile dicotomia tra natura e civiltà: il celebrato fotografo di paesaggio Robert Adams fissa l’impatto dell’attività umana sulla natura raffigurando allevamenti e agricoltura industriale sottolineando così la palese e conseguente diminuzione di aree libere; l’americana Zoe Leonard sottolinea invece come gli alberi si adattino ai contesti urbani, ovvero come gli alberi diventino fonti di sostentamento e allo stesso tempo elementi decorativi. Altri alberi, invece, sono i testimoni silenziosi di un passato dimenticato, come nell’immagine di Steve McQueen scattata a New Orleans: un semplice albero, un tempo forca per i linciaggi dei neri americani.

E infine, nel terzo percorso, si incontra l’albero come rappresentazione del tempo e simbolo della mortalità. Le sculture di antichi olivi realizzate in alluminio da calchi di esemplari viventi si stagliano come memoriali contorti di un tempo compresso, mentre le fotografie a colori di Rachel Sussman documentano alcuni tra gli esemplari più antichi, tra cui spicca un abete di 9500 anni nella Svezia del Nord; e il video di Jennifer Steinkamp proiettato su uno schermo di 15 metri conduce lo spettatore in un bosco di betulle nell’arco delle quattro stagioni.

La mostra è una triplice pausa: culturale, ambientale e ambientalista. Un invito a riconsiderare il ruolo fondamentale degli alberi e delle foreste nelle nostre vite e nelle nostre menti.

Among the Trees

4 marzo - 17 maggio 2020

Hayward Gallery
Southbank Centre, Belvedere Road
London SE1 8XX

www.southbankcentre.co.uk

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