14 aprile 2020

Architettura, sostantivo femminile

“Mi chiamerebbero diva, se fossi un uomo?” si chiedeva Zaha Hadid − e probabilmente non solo lei − sfidando più di un secolo di stereotipi su architetti donne. Tante sono le icone che hanno progettato edifici incredibili in tutto il mondo nell’arco del secolo scorso. Con lo stesso piglio vivace ed energico, le racconta, o meglio, illustra e descrive i loro progetti, Jane Hall. Il suo libro Breaking ground. Architecture by women è, infatti, un’antologia e un manifesto visivo pioneristico di oltre 200 straordinarie costruzioni al femminile. Non solo nomi illustri come Lina Bo Bardi ed Eileen Gray ma anche firme contemporanee come Kazuyo Sejima e Elizabeth Diller, e figure quasi dimenticate da Mary Medd, icona del design del dopoguerra, a Margaret Kropholler, la prima professionista dei Paesi Bassi. Poi ancora: Itsuko Hasegawa, vincitrice dell’Inaugural Royal Academy Architecture Prize of 2018; Frida Escobedo, la persona più giovane scelta per progettare il Serpentine Pavilion di Londra, e ovviamente Zaha Hadid.

Il volume è organizzato in ordine alfabetico e ogni edificio – dai grattacieli agli spazi culturali alle abitazioni private – viene presentato attraverso un’immagine di grande potenza comunicativa e un conciso ma pregnante testo descrittivo. L’arco temporale preso in considerazione − il Novecento − è significativo in quanto colloca l’opera di queste donne nell’epoca della professionalizzazione dell'architettura e dell'ascesa del Modernismo, di fatto dominato dagli uomini.

Se da un lato, l’intento dell’autrice è quello che il libro finisca in mano a ogni giovane studentessa o architetto donna per incoraggiarla a lasciare il proprio segno nel mondo, dall’altra vi è anche l’auspicio che presto si passi da un discorso incentrato sul raggiungimento della parità in termini numerici come mezzo per dimostrare un certo progresso a una riflessione su come vivono, oggi, gli individui al fine di comprendere meglio come architetti − uomini, donne, (dis)abili − possono produrre un’architettura migliore.

Da sfogliare accuratamente.

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