11 giugno 2019

AT HOME. Progetti per l'abitare contemporaneo

La casa è il luogo più intimo ma anche il più sociale in cui viviamo le nostre vite, specchio non solo di tendenze estetiche ed espressive, ma anche, soprattutto, dei nostri comportamenti e stili di vita. Stili che sono, inevitabilmente, in continua evoluzione e che proprio nella casa – teatro e palcoscenico delle esperienze quotidiane – rivelano le trasformazioni sociali, tecnologiche, economiche e culturali, più rilevanti, frutto del presente avanzato in cui viviamo e dell’immaginario del futuro.

Al MAXXI di Roma, il nuovo allestimento della collezione di architettura vuole proprio raccontare l’evoluzione del concetto di abitare dal dopoguerra a oggi attraverso le opere dei grandi maestri del Novecento accostate a quelle di nuove figure emergenti nel panorama architettonico internazionale. AT HOME. Progetti per l’abitare contemporaneo mette in scena, dunque, lavori lontani nel tempo e nello spazio ma assonanti e affini per metodo applicato, per contesto in cui sono collocati o per ricerca formale perseguita. I progetti sono messi in diretta relazione visiva per offrire suggestioni e spunti di riflessione, in un ardito “gioco delle coppie”.

Ecco, allora, la celebre Villa Malaparte a Capri in dialogo con il rifugio sulle Dolomiti dei giovani DEMOGO; i Collegi universitari di Urbino di Giancarlo De Carlo con il progetto Sugar Hill di David Adjaye, ad Harlem; la Casa Baldi di Paolo Portoghesi a Roma con la casa “spaziale” di Zaha Hadid in Russia; il Bosco Verticale di Stefano Boeri a Milano con la Moryama House di Tokyo; la casa del film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto a Roma con un’edifico progettato a Johannesburg da Jo Noero. A cura di Margherita Guccione, Direttore del MAXXI, Architettura e Pippo Ciorra, Senior curator del MAXXI Architettura, la mostra offre diverse chiavi di lettura: dal singolare al collettivo, il percorso si snoda attraverso i “duetti”, i padiglioni site specific, il racconto per immagini attraverso la fotografia d’autore.

Indagando la dimensione singolare e collettiva dell’abitare, AT HOME passa in rassegna abitazioni monofamiliari e quartieri intensivi, valorizzando l’attitudine alla sperimentazione tipica delle prime come la Casa Baldi a Roma, opera prima di Paolo Portoghesi, progetto del 1959 messa in relazione con The Capital Hill, la casa “spaziale” progettata da Zaha Hadid Architects per il miliardario russo Vladislav Doronin, che svetta nel mezzo della foresta appena fuori Mosca.

Il percorso si snoda poi attraverso una ricognizione della dimensione intermedia dell’abitare collettivo, con un affondo sui materiali degli archivi di Giulio Gra e Monaco Luccichenti, autori tra gli anni ’30 e ’50 delle più celebri palazzine romane che vengono messe in relazione, tra le altre, con quella progettata a Joannesburg da Jo Noero.

Un settore urbano più ampio, costituito dal quartiere, è esplorato attraverso l’esperienza dell’INA Casa nella ricostruzione del Paese e nel processo di inurbamento degli anni ’50 e ’60. Il percorso termina nell’esperienza del mega-laboratorio urbano e sociale rappresentato da quell’edificio-città che è il Corviale di Roma, ripensato alla luce dei nuovi progetti per la sua rigenerazione.

Da vedere perché tutte le opere in mostra (disegni, modelli, fotografie, video, documenti) riflettono tanto sulle forme quanto sui materiali dell’architettura, in stretto rapporto con l’ambiente naturale o con le richieste di identità espresse dai committenti e perché l’allestimento offre l'occasione di un ragionamento sul confine tra l'esperienza individuale dell'abitare e il suo innesto nella dimensione comunitaria.

AT HOME. Progetti per l’abitare contemporaneo

Fino al 22 Marzo 2020

MAXXI. Museo Nazionale delle arti del XXI secolo
Roma

www.maxxi.art

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