14 luglio 2020

Big Book of Design

Architetto, designer ma anche storico, teorico e docente, Andrea Branzi è autore di alcuni tra i volumi più interessanti e acuti sul design italiano, e non solo. Sua anche la curatela del testo, fresco di stampa, Big Book of Design, un ricco volume enciclopedico dedicato alla storia del design internazionale, dagli anni Venti a oggi. Tra gli interpreti più lucidi e sensibili della società, della realtà e della cultura del progetto contemporanee, Branzi è convinto che sia fondamentale insegnare a ogni sorta di studenti a essere autodidatti, capaci di formare sé stessi, più che apprendere formule consolidate, perché siano in grado di avvicinarsi al mondo del design con atteggiamento critico, mettendone in discussione i miti consolidati. Nasce, forse, da questa convinzione, Big Book of Design che vuole offrire una divulgazione accurata, destinata a chiunque sia interessato a conoscere il design – non solo studenti, ma anche professionisti o semplicemente cultori e appassionati – offrendo un’analisi e informazioni di base ma anche un orientamento per eventuali approfondimenti. Un volume indispensabile per conoscere chi sono stati i grandi maestri del Design internazionale, per seguirne il percorso creativo e rispondere a domande come Perché gli oggetti hanno la forma che hanno? Come nasce la ricerca di un equilibrio tra funzionalità ed estetica? Quali sono gli oggetti-culto del design del nostro tempo?

Da Gio Ponti a Philippe Starck, da Ettore Sottsass ai fratelli Castiglioni, questa antologia raccoglie tutti i maggiori creatori di oggetti ormai entrati a far parte del nostro quotidiano. Saggi introduttivi raccontano ciascun designer fornendo le principali chiavi di lettura della loro opera secondo la storiografia o la produzione critica corrente, mentre una selezione di scritti autografi o un’intervista spiegano il pensiero e la poetica sottesa alle creazioni, permettendo di comprendere più chiaramente le principali correnti che hanno caratterizzato la storia del design. Un atlante degli oggetti illustra, inoltre, alcune tra le icone del design che hanno profondamente influenzato il nostro modo di vivere e che, ancora oggi, rimangono ben salde nell’immaginario collettivo. Attraverso brevi schede, bozzetti, disegni e fotografie che ne svelano il percorso dalla loro ideazione al prodotto finito, è possibile ripercorrere la storia e le creazioni di celebri designer che, spesso partendo da una semplice intuizione, hanno realizzato oggetti-simbolo del vivere quotidiano: dalla Chaise Longue di Ludwig Mies van der Rohe (1886-1969), la prima a seguire le linee ergonomiche del corpo umano piuttosto che quelle razionali e geometriche del funzionalismo tedesco, all’Abitacolo di Bruno Munari (1907-1998) realizzato nel 1971 e premiato con il Compasso d’Oro nel 1979. E ancora il telefono Grillo progettato da Marco Zanuso (1916-2001), anticipatore del moderno cellulare caratterizzato da linee compatte ed essenziali e, soprattutto, tecnicamente innovativo, o la lampada Pipistrello disegnata da Gae Aulenti (1927-2012), un oggetto assolutamente originale per il sottile richiamo figurativo alla creatura notturna e per la base telescopica che permette di regolarne l’altezza, rendendo così possibile una duplice funzione sia come lampada da tavolo che da terra.

Da leggere per comprendere meglio il progetto di oggi e decodificare la complessa realtà in cui viviamo.

Big Book of Design
a cura di Andrea Branzi
edito da 24 ORE Cultura

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