24 marzo 2020

Eco Park Stadium

Anche il calcio si tinge di green. Sport ed ecosostenibilità hanno fatto un doppio gol da record: il primo stadio al mondo di legno e a impatto zero. Ad avere raggiunto tale primato è lo studio Zaha Hadid Architects che per la Forest Green Rovers, squadra di calcio della città di Nailsworth, nel Gloucestershire, firma l’Eco Park Stadium. Con al suo attivo lavori non dissimili come l’Aquatics Center per le Olimpiadi di Londra del 2012 e l’Arena Stadium per la FIFA World Cup del 2022 in Qatar, Zaha Hadid Architects, gareggiando con altri 50 altri studi, si è aggiudicato nel 2016 il progetto interpretando appieno i valori etici del team sportivo, a partire dal suo presidente, fondatore di Ecotricity, la principale società di energia elettrica verde in Gran Bretagna. Impegnato in prima persona nella lotta contro l’inquinamento, Dale Vince non poteva non volere per il suo team una struttura sportiva che riducesse al minimo le emissioni. Un team molto particolare e già venuto alla ribalta per la sua totale formazione di atleti vegani che hanno contribuito attivamente alle battaglie ecologiche della zona, fino alla creazione del proprio stadio.

L’Eco Park Stadium è stato pensato, dunque, con un approccio olistico del sito per mantenerne vivo il carattere rurale e in maniera assolutamente sostenibile. Proprio per questa peculiarità è stato il primo progetto ad aver ricevuto una certificazione di neutralità climatica da parte delle Nazioni Unite. Il concept progettuale si ispira idealmente allo stadio Allianz Riviera di Nizza, progettato da Jean-Michel Wilmotte come impianto ecocompatibile caratterizzato da tecnologia green e materiali riciclabili. Va, poi, oltre trovando soluzioni green anche per i minimi dettagli. Dalla struttura al tetto a sbalzo, dal rivestimento a lamelle agli spalti fino alla soletta e agli arredi tutto è in legno, proveniente esclusivamente da fonti sostenibili e in grado, quindi, di ridurre al minimo le emissioni di carbonio nell'ambiente. Una membrana trasparente serve invece da copertura, minimizzando in tal modo l’impatto del volume sul territorio e integrandolo nel paesaggio circostante, ma anche garantendo ombreggiatura per gli spettatori e facilitando al contempo la crescita omogenea del manto erboso del campo di gioco.

Zaha Hadid Architects non si è focalizzato esclusivamente sulla progettazione dello stadio, 5000 posti ampliabili a 10.000, bensì ha immaginato una prospettiva di forte crescita –100 milioni di sterline il valore dell’investimento – che contribuirà alla vita della comunità non solo nei giorni delle partite ma durante tutto l’anno. Il progetto accoglierà un centro dedicato alla scienza e spazi commerciali e nel suo complesso la struttura produrrà energia rinnovabile in loco. A completare l’Eco Park Stadium ci saranno anche impianti sportivi aperti al pubblico, un parco tecnologico dedicato al business, uffici e ristoranti realizzati secondo i criteri della bioarchitettura e, persino, una riserva naturale. Il tutto servito da un efficiente trasporto pubblico e con la potenzialità di offrire 4000 posti di lavoro. Non ci resta che aspettare un altro gol!

#Zaha Hadid, #architettura