29 settembre 2020

Expormim: la manualità come mezzo espressivo

Esplicita fin dagli esordi, nel nome, la sua vocazione: quella di esportare vimini. “La Exportadora del Mimbre” viene fondata nel novembre 1960 da un avvocato, Miguel Laso Tortosa, che dopo lunghi soggiorni e viaggi nei paesi europei decide di avventurarsi in questa impresa per due semplici ragioni. La prima, la scarsità di prodotti realizzati in materiali naturali in Europa; la seconda, la necessità di industrializzare e modernizzare l’area agricola intorno a Mogente, nella comunità autonoma Valenciana, nota per la lavorazione artigianale di due fibre naturali: il vimini, per le ceste usate nella raccolta dell’uva, e lo sparto, per le suole delle espadrillas, i materassi e i ventagli per camini.

Miguel Laso Tortosa si impegna a fare arrivare a Mogente dalla vicina regione della Cuenca il materiale grezzo trasformandolo in ceste, paraventi pieghevoli, culle e vassoi. Prodotti artigianali, altamente considerati nel resto d’Europa. Nel 1964, raddoppia le forze con l’arrivo del figlio Miguel Laso Llopis, che decide di lasciare il suo impiego di ingegnere nel settore telecomunicazioni in Germania per affiancare il padre nella sua impresa. Miguel Laso jr, apporta fin da subito una ventata di innovazione, riorganizzando l’impianto di produzione e dando vita, nel ‘68, al primo catalogo, estendendo la produzione a poltrone e chaise-longue che fino ad allora venivano realizzate con rami di castagno. Naturalmente, mantenendo sempre alta la qualità dell’offerta e gli standard di comfort richiesti dai nuovi mercati.

Gli anni d’oro del turismo in Spagna, tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi dei Settanta, corrispondono alla piena affermazione dell’azienda a livello europeo. I turisti che arrivano sulle coste spagnole dalla Francia, Germana e Paesi scandinavi sono affascinati dai mobili per esterni e dai materiali naturali: si iniziano, così, a produrre arredi anche con canne di giunco e gli ordini salgono alle stelle.

Il decennio successivo vede un forte calo delle materie prime e quindi l’azienda è costretta a rivolgersi a mercati esteri, come l’Indonesia con le sue miriadi di coltivazioni di rattan di altissima qualità. La produzione si espande ulteriormente con nuovi impianti sul territorio spagnolo, aggiungendo anche la realizzazione di arredi in metallo, per soddisfare le tante richieste di una clientela sia locale, in particolare per le seconde case, sia internazionale. Nel frattempo, viene semplificata anche la ragione sociale trasformandola in quella attuale, Expormim, più incisiva e contemporanea ma sempre con un rispettoso omaggio alle sue origini.

Ai mutamenti degli scenari di gusto corrispondono cambi di produzione: negli anni Novanta, il rattan perde, in alcuni mercati, l’appeal che lo aveva contraddistinto a favore di materiali sintetici dalle linee più semplici e pulite e di più facile manutenzione. L’azienda si rilancia, nel 2005, con il nuovo settore di R&D con l’obiettivo di creare prodotti che incontrino i nuovi desiderata del pubblico, più interessato ora a un equilibrato rapporto tra qualità-stile-prezzo. Inizia, in quegli anni, anche una interessante collaborazione con l’IGD del Politecnico di Valenza in Design Strategico. Il valore dell’artigianalità rimane comunque un tratto distintivo della produzione industriale aziendale, un know-how tramandatosi di generazione in generazione al pari dei valori di creatività e innovazione trasmessi dal fondatore alle due generazioni successive, che continuano a incarnare i suoi ideali.

La scuderia creativa vede architetti e designer della portata di Benedetta Tagliabue, Jaime Hayon, Manel Molina, Mario Ruiz e Oscar Tusquets Blanca, che nel 2008, riporta in auge il rattan nelle collezioni, nel nome di una tradizione mediterranea mai sopita: a tutti loro spetta sicuramente il contribuito al successo internazionale dei prodotti di design, dal gusto contemporaneo ma con un minimo comun denominatore di “autenticità”, come amano definirla i vertici aziendali.

Tradizione e innovazione, artigianalità e sostenibilità, qualità e buon design. Questi sono i tratti caratteristici di questa importante realtà, che vede i suoi pezzi esposti in musei e oggetto di riconoscimenti e premi. Arredi per interni e outdoor, per residenze private e progetti contract, in particolare per alberghi, ristoranti, caffè e gastropub esclusivi. Suoi, fra l’altro, gli interni del padiglione spagnolo a EXPO 2015 a Milano.

Mantenere vivi i valori culturali del proprio patrimonio e affermare la propria identità per resistere ai continui cambi, spesso imprevedibili della nostra società: il credo della famiglia Laso è proprio questo, oltre ai propositi di assimilare il buono ed eliminare il superfluo e il brutto, con la volontà di voler affrontare il futuro.

“Ci piace che i nostri arredi parlino bene di noi. Vogliamo esprimere quella purezza, semplicità, confort ed etica associati alla nostra regione. Desideriamo aiutare i nostri clienti a vivere meglio e a godere dei cambi che le stagioni ci offrono. Intendiamo promuovere prodotti caratterizzati da un forte segno mediterraneo, che diffondano la cultura che contengono”.

Buoni 60 anni!

#Expormim, #design, #Spagna, #materiali naturali