05 dicembre 2019

Génération Africaine, la force du design

Il Continente nero, lo era e lo è stato, ma oggi quando si parla di Africa si parla unanimemente di un continente multicolor. Un grande puzzle di culture, riti, gente, tradizioni, lingue (2.200) e linguaggi differenti. E tra questi ultimi quello del design è forse l’ultimo arrivato in termini di attenzione da parte di chi africano non è.

Nel 2015 lo ha celebrato nella sua autorevolezza una grande mostra organizzata dal Vitra Design Museum, mentre due anni dopo, allargandoci all’architettura, lo Smithsonian National Museum of African American History and Culture di Washington DC firmato dal ganese David Adjaye è stato insignito del premio Design of the Year. Sempre nel 2017, la Fondation Louis Vitton di Parigi ha presentato la grande mostra “Art/Afrique: le Nouvel Atelier”. Nel 2018, infine, il SaloneSatellite ha dedicato il tema della manifestazione al Sud del Mondo grazie alla mostra multimediale “AFRICA & LATIN AMERICA Rising Design / Design Emergente”. Curatore della sezione africana è stato il marocchino Hicham Lahlou, una delle voci più autorevoli del panorama creativo e intellettuale africano, nonché coautore del volume Génération Africaine, la force du design insieme a Mugendi K. M’Rithaa, designer industriale, professore e ricercatore alla Cape Peninsula University of Technology.

Con la prefazione di Cher Potter, ricercatrice presso il Victoria & Albert Museum e l’UAL di Londra e pubblicato da Langages du Sud, casa editrice francese nata dall’amore per il Marocco della sua fondatrice, il volume (in versione inglese e francese) invita a un viaggio iniziatico in Africa accompagnati dai mondi creativi di una cinquantina di designer che ben riflettono lo stato dell’arte del design africano: la sua molteplicità di culture, l’espressione della sua giovane forza, delle sue straordinarie risorse e del suo formidabile potenziale. C’è chi si ispira a oggetti d’uso comune per poi trasformarli in potenti oggetti d’arte o in oggetti dall’uso alternativo. Un design che si distingue anche per la stretta collaborazione con artigiani locali, facendo del design un sinonimo di atto solidale che allea creazione, industria e artigianato. Designer che appartengono comunque alla contemporaneità facendo interloquire il design con il digitale, aprendosi quindi a una community sempre più ampia.

Potenza e forza, dinamismo ed effervescenza, ricchezza singola e plurale: questo il dna del mondo del progetto africano e quello che emerge dal volume che valorizza ogni singolo suo rappresentante ma anche la coralità della potenza creativa del continente.

Sfogliando le 216 bellissime pagine, si va dagli studi sui manufatti di perline del ganese Sir David Adjaye applicati poi alla costruzione di edifici veri e propri, al minimalismo sensuale dell’archistar egiziano Karim Rashid, agli originali tessuti delle senegalesi Johanna Bramble e di Aissa Dione, che incorporano la tradizione Manjak in tessuti per l’alta moda e l’arredo, ai pezzi di design di Charles Job che ha debuttato al SaloneSatellite nel 2002 e a chi, come Lani Adeoye vi parteciperà nel 2020. Oppure chi, come i due designer appena nominati, erano presenti al SaloneSatellite 2018 attraverso la mostra multimediale: Ifeanyi Oganwu, Dzeta, Audrey Forson, Faty Li, People of the Sun, Jean-Servais Somain, Jomo Tariku, Vakay. Fino alle nuove voci, come Tosin Oshinowo, che sottolineano il rinascimento creativo delle nuove generazioni.

Che siano quindi tessuti o arredi, ceramiche o vetri, opere in metallo o di grafica, prodotti industriali o manufatti artigianali, il mondo africano si disvela con una doppia identità: quella di ricomporre, da un lato, una memoria storica dei materiali e quella, dall’altro, di immaginare alternativi scenari futuri dimostrando – super partes – quanto la tradizione artigianale abbia arricchito il design di oggi e quanto il design di oggi sia un combinazione di artigianato e innovazione critica.

Hicham Lahlou -Mugendi K. M’Rithaa
Génération Africaine, la force du design
African generation, the power of design

Langages du Sud
www.langagesdusud.com

Immagini in apertura:
Testata: Yinka Ilori, A large chair doesn't mak a king - © Andrew Meredith
Destra: Reform Studio, Re stool - © Reform studio

#Africa, #David Adjaye, #Hicham Lahlou, #Mugendi K. M’Rithaa, #Cher Potter, #design africano, #produzione industriale, #artigianato, #Karim Rashid, #Johanna Bramble, #Aissa Dione, #Charles Job, #Lani Adeoye, #Ifeanyi Oganwu, #Dzeta, #Audrey Forson, #Faty Li, #People of the Sun, #Jean-Servais Somain, #Jomo Tariku, #Vakay, #Tosin Oshinowo