26 maggio 2020

Human Technopole Headquarters

È stato annunciato in conferenza stampa online, il 3 aprile scorso, il vincitore del concorso internazionale per la progettazione della sede e del Campus di Human Technopole, l'istituto italiano di ricerca per le scienze della vita.

È stato il pluripremiato studio milanese Piuarch (Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario) ad aggiudicarsi questo ambizioso progetto, situato a Milano nel cuore di MIND Milano Innovation District, l’ecosistema dell’innovazione scientifica che si sta realizzando nell’area di Arexpo. Il progetto, pronto fra tre anni, già si annuncia come un nuovo landmark iconico nel panorama architettonico della città con il suo profilo spezzato e dieci piani di altezza, oltre 16.500 mq dedicati a laboratori per la ricerca scientifica e 3.000 mq di terrazze e coperture verdi. L’edificio, nel suo totale 35.000 mq, diventerà l’headquarter dei laboratori scientifici di Human Technopole nonché punto focale del Campus, comprensivo a oggi di alcuni fabbricati di Expo Milano 2015: Palazzo Italia, il Padiglione Nord e il Padiglione Sud. E proprio per Expo – pura coincidenza – lo studio Piuarch aveva realizzato due padiglioni, di cui quello Enel viene qui riproposto e approfondito nello spazio fluido e continuo che ne fa un luogo di connessione e interazione. Una rivisitazione della tradizionale piazza italiana, una riproposizione contemporanea dei suoi valori umanistici e di sostenibilità ambientale. Un tema d’altronde molto caro allo studio vincitore, quello della compenetrazione tra il pieno del costruito e lo spazio pubblico che lo modella e lo attraversa, già brillantemente espresso nel Business Center Quattro Corti di San Pietroburgo (2006-2010) e nel Porta Nuova Building di Milano (2006-2013).

L’edificio sarà composto da due volumi paralleli, funzionali e flessibili, la cui spina dorsale saranno i tre spazi principali, pubblici o collettivi: un parterre attrezzato, una piazza coperta e un giardino pensile a formare una sequenza ininterrotta dal piano terra fino alla sommità dell’edificio.
A livello terreno, il parterre mette in relazione lo Human Technopole Headquarters con le architetture preesistenti del Campus. La piazza coperta è invece il vero e proprio cuore del progetto a livello funzionale, relazionale e simbolico. Da un lato, questo gigantesco vuoto a tutt’altezza, inondato di luce naturale, è attraversato da un sistema di rampe e passerelle che connettono tutti i livelli dell’edificio. Al tempo stesso, la piazza coperta è uno spazio cruciale d’interazione, la trascrizione architettonica dei valori di un’istituzione quale la Fondazione Human Technopole, che promuove la ricerca scientifica come attività etica e “trasparente”.
Il giardino pensile, infine, è il naturale complemento della piazza coperta. Sulle falde asimmetriche si alternano pendii verdi e piantumati, gradinate e ampie piattaforme in legno. Attorno alla spina dorsale, gli uffici e i laboratori sono organizzati in due blocchi compatti e distinti, entrambi paralleli alla piazza coperta. I primi nove piani saranno dedicati a laboratori e uffici mentre l’ultimo ospiterà zone ristoro, aule per attività formativa, sale riunioni di rappresentanza, uffici dirigenziali e le terrazze con diretto accesso alla copertura verde accessibile, vero e proprio paesaggio in quota.

L'area del Campus è stata pensata per mantenere una continuità con gli spazi circostanti del Decumano e del Cardo e preservare al contempo il rapporto visivo con Palazzo Italia, che diventa così parte integrante dello spazio pubblico. Il progetto dell’edificio è stato, invece, l’occasione per mettere a sistema una riflessione sul rapporto tra funzionalità e qualità degli spazi. Così gli architetti: “La nuova sede è stata progettata innanzitutto come luogo d’incontro, grazie all’architettura in grado di interconnettere funzioni pubbliche e di ricerca, e dalla cui sequenza spaziale continua, scaturisce un paesaggio fluido e fortemente iconico, funzionale e adattabile, sostenibile e d’avanguardia. Per progettare dei laboratori scientifici e garantirne la massima efficienza è necessario dare una priorità assoluta all’aspetto funzionale, in maniera più stringente rispetto ad altre occasioni (il progetto di un museo, ad esempio). Questo vincolo, però, non deve comportare la rinuncia a una soluzione anche architettonica del problema, dotata di una propria qualità spaziale e di una propria “poesia”.

E la poesia, intesa come un elemento linguistico, un immaginario di riferimento di origine artistica trova la sua traduzione architettonica nei frangisole che scandiscono le facciate dell’edificio, elementi funzionali in primis ma carichi di una loro poesia, una partizione memore delle sperimentazioni dell’arte cinetica.

Lo Human Technopole Headquarters è concepito come un ecosistema altamente sostenibile. Le superfici verdi al livello del suolo e in quota permettono la gestione corretta delle acque piovane e contribuiscono alla produzione di energia rinnovabile in coerenza con l’approccio green progettuale perseguito grazie all’impianto fotovoltaico installato sulle pensiline al piano terra, in facciata e in copertura contribuendo al fabbisogno energetico dell’edificio.

Un progetto importante, dunque, che ambisce a mettere scienziati e ricercatori nelle condizioni di poter lavorare al meglio. Un investimento – da 94,5 milioni di euro – per il benessere e la salute dei cittadini e un modo concreto per rafforzare la comunità scientifica in Italia e preparala alle sfide future. Un polo all’avanguardia dove verrà formata la prossima generazione di ricercatori.

https://piuarch.it/it/

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