18 giugno 2020

Il “non luogo” secondo OMA

Gwanggyo è una “nuova” città a sud di Seul, fatta di grattacieli che sembrano nascere dal nulla in un tessuto urbano che non ha ancora definito i propri confini. È qui che Eun Soo Kim, presidente del gruppo Hanwha Galleria, sostanzialmente la Rinascente coreana, ha deciso di costruire quello che vuole essere il negozio più prestigioso della catena. Data l’importanza dell’opera, si è rivolto a OMA, uno degli studi di progettazione più famosi, eclettici e immaginifici al mondo. Il risultato? “Un punto di gravità naturale per la vita pubblica a Gwanggyo” come lo ha definito Rem Koolhaas, un meteorite, un diamante nero grezzo o una pietra lunare scolpita secondo il giudizio dei “non addetti ai lavori”. In ogni caso, un edificio che si fa notare sia per l’originalità dell’architettura in relazione al paesaggio contemporaneo in cui è immerso sia per la commistione di funzioni, non fungendo solo da mall commerciale ma anche da hub culturale e artistico.

Il concept sviluppato da OMA, infatti, aspirava alla realizzazione di una struttura che fosse in equilibrio tra natura e urbe post-moderna e mixasse più funzioni. In effetti, questo monumentale cubo lapideo, le cui facciate sono rivestite da un mosaico composto da oltre 125.000 tessere di granito, si erge in maniera del tutto inaspettata presso un importante incrocio urbano ed è avvolto da un nastro vetrato che ne contrasta l’opacità e permette di raccontare all’esterno le attività che si svolgono all’interno della Galleria. Nella mente degli architetti i nove piani di questo edificio nascono prima come luogo per la comunità e poi come centro commerciale. É proprio attraverso le parti vetrate, le cui cromie iridescenti passano dal giallo al viola al blu, che le attività commerciali incontrano quelle culturali, e, insieme, si rivelano alla città. Questo nastro costituisce di fatto un percorso pubblico che solca il volume, partendo dalla passeggiata pubblica che porta al mall, è costellato da terrazze a cascata e si snoda lungo i piani dell’edificio fino a un giardino pensile. Il ruolo duplice di questo percorso rappresenta, dunque, una novità sostanziale nella storia dei centri commerciali: oltre a includere un percorso arricchito da attività culturali rivolte ai visitatori, l’edificio si apre all’esterno permettendo delle viste inedite anche sul vicino lago Suwon, diversamente dai grandi magazzini tradizionali che, per antonomasia, sono sprovvisti di superfici vetrate per evitare di distrarsi dall’acquisto.

L’ultimo progetto di casa OMA è quindi destinato a diventare un caso da manuale di architettura perché, in sostanza, offre una fuga dalla prevedibilità e dalla monotonia dello shopping (seppur luxury).

https://dept.galleria.co.kr/en

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