14 novembre 2019

Il nuovo Guardian Art Center di Pechino

È il team pechinese di Ole Scheeren a firmare il Guardian Art Center – inaugurato a maggio –, il nuovo quartier generale di China Guardian Auctions, casa d’aste specializzata in arte e antichità cinesi. Oltre a ospitare le sale d’asta della società, l’edificio comprende una serie di spazi aperti al pubblico, tra cui gallerie, ristoranti, un hotel e sale modulabili per eventi.

Perché una casa d’aste è un progetto così affascinante? Perché è un ibrido tra museo, galleria e mercato − ossia una virtuosa combinazione di cultura e commercio. Unisce passato, presente e futuro. Celebra e tramanda storia e tradizioni. Offre un palco a valori come rispetto e responsabilità, valutazione e predizione, bellezza e significato. Una casa d’aste attrae e raccoglie persone e le aste sono eventi sociali in cui si interviene per conosce e apprezzare arte e cultura. L’edificio, dunque, funge da catalizzatore sociale per scambi culturali e si figura come una casa per l’arte nel senso più ampio del termine – una casa per chi la realizza (gli artisti) e chi la custodisce (i collezionisti).

Così, il Guardian Art Center rappresenta un nuovo concetto di istituto culturale, che supera le definizioni tradizionali di spazio d’arte contemporaneo. Al centro dell’edificio, uno spazio espositivo privo di colonne della superficie di 1.700m2 permette massima flessibilità e versatilità, mentre le ampie aree espositive al secondo piano ampliano ulteriormente il museo. Due grandi sale per aste nel seminterrato creano un ambiente specifico e formale, andando a completare la varietà tipologica degli spazi. La rete circostante formata da stanze più piccole e interconnesse, come fossero pixel della struttura architettonica, ospita funzioni di supporto e libera le sale centrali dell’edificio da obblighi secondari. L’integrazione fluida di ristoranti e di un hotel da 116 stanze con vista sulla Città Proibita crea un concetto di lifestyle immersivo incentrato sulla fruizione d’arte e cultura. Grazie all’aggiunta di ulteriori strutture nella centrale ‘club tower’ e di dipartimenti di conservazione delle opere d’arte nei seminterrati, il Guardian Art Center si attesta come prima sede al mondo di una casa d’aste progettata su misura.

Ma come ha risolto Ole Scheeren la perenne tensione tra vecchio e nuovo, antico e contemporaneo e il contrasto di scale architettoniche e linguaggi che questo edificio poteva innescare in una città come Pechino? Il progetto prende spunto dall’interrogativo su come si possano sintetizzare la presenza e i valori del passato con i potenziali e le realtà del contemporaneo. Il design inscrive delicatamente l’edificio nel contesto che lo circonda, in una sensibile interpretazione architettonica che fonde storia e tradizione a una visione contemporanea per il futuro di uno spazio artistico culturale. I volumi ‘pixelati’ della porzione inferiore dell’edificio si rifanno discretamente al tessuto urbano storico adiacente, riflettendo la grana, il colore e la scala intricata degli hutong di Pechino, basandosi su ciò che lo circonda e ‘stratificando’ nella sua base i sedimenti della storia. La porzione superiore dell’edificio risponde alla scala più grande della città contemporanea circostante sotto forma di ‘anello’ galleggiante che crea un cortile interno e si allinea ancor più con la tipologia prevalente di case con cortile. Unendo l’intimo e il monumentale e creando una collezione diversificata di spazi all’interno della struttura, il volume dell’edificio si integra nel delicato ambiente storico e culturale per evocarne la forza e il fascino.

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