24 marzo 2020

Il valore dell’Hygge al tempo del COVID-19

Lo ricorderemo così, un tempo terribile e inaspettato ma che, senza troppa retorica, può (e deve) essere sfruttato come una grande opportunità. Questo virus ci costringe, infatti, a vivere la nostra quotidianità in maniera diversa, a tratti “più normale”: ci obbliga a rallentare, a ri-appropriarci di rituali dimenticati, ci permette di capire l'importanza dei rapporti umani e familiari spesso trascurati, del valore del silenzio e della riflessione e soprattutto degli abbracci, delle strette di mano e delle relazioni “fisiche”, quelle vere (che ora non possiamo dare, ricevere e avere). Il tutto tra le mura di casa, luogo di coesione, microcosmo di possibili felicità, dimensione protetta che sa di sicurezza, comfort e accoglienza.

E, allora, costretti a vivere a un metro e mezzo dal mondo, perché non riscoprire il valore dell’hygge, termine danese di difficile traduzione ma che sostanzialmente indica la propensione allo stare bene con sé e con gli altri all’interno della propria abitazione?

Se da una parte l’hygge si iconizza in immagini tra il conviviale e il sentimentale − sorseggiare vin brûlé davanti al fuoco di un camino, leggere un libro su un comodo divano accanto al bovindo che dà sul giardino, assaporare un dolce in un servizio di fine porcellana – dall’altra, viene sempre più spesso utilizzato per indicare una tendenza estetica dell’abitare contemporaneo, molto presente nel design di arredi e interni. Potremmo dire che questa parola rappresenta un “certo” modo di vivere la casa, il cui progetto e design sono funzionali all’agio e al benessere che vogliamo raggiungere, e uno stile abitativo che predilige la dimensione dell’autenticità, per cui ci si circonda di oggetti-affetti. Di tutti quegli elementi, cioè, che insieme ai gesti e alle ritualità, permettono a una qualunque casa di diventare il “nostro” spazio.

Se, in queste settimane, ci sentiamo obbligati a rimanere a casa per un’emergenza sanitaria, in realtà, nella società contemporanea, sta emergendo sempre più l’attitudine del vivere la domesticità non come spinta isolazionista ma come scelta consapevole, dettata da una ricerca di qualità della vita e di gratificazione personale. Oggi, in casa si può fare tutto, dallo shopping alle esperienze culinarie e di intrattenimento, dal relax alla socializzazione, con il valore aggiunto del massimo agio e intimità – che nessun luogo pubblico, pensato come one size fits all, riesce a ricreare in pieno – e della massima personalizzazione. Valori che incidono profondamente sulle nostre scelte come individui e consumatori.

Così, anche il design e il progetto si sintonizzano su questa lunghezza d’onda, trasformando le cucine − luoghi deputati al piacere che passa attraverso il cibo – nel centro della vita domestica e relazionale, i bagni − fulcro dell’indulgenza più intima e personale, della cura di sé e del benessere psicofisico – in vere e proprie spa e proponendo un arredo comodo, accogliente e confortevole, giocato su linee curve e avvolgenti ma anche divertente e scanzonato, che da prodotto si fa bene-simbolo, ricordandoci affetti e oggetti della nostra infanzia.

Tuttavia, l’obiezione può sorgere spontanea: oggi che la nostra casa è già organizzata, come renderla più (o davvero) hygge? Vivendo il momento, spegnendo smartphone e televisioni, regolando le luci, creando uno spazio dove fermarsi per ascoltare musica o leggere, sistemando nel modo più comodo divano e poltrone, vivendo la cucina, provando tutti gli elettrodomestici di casa per preparare del cibo che sia realmente comfort food, allestendo il terrazzo con plaid e cuscini per accoccolarvici nelle ore più tiepide, organizzando il verde e preparando i vasi per i fiori che a breve potranno sbocciare, dedicandosi più allacura del nostro corpo, disponendo nella stanza dei più piccoli temporanei percorsi danger off per arrampicarsi, saltare, strisciare ed esplorare. Insomma, creando uno spazio in cui le vite possono realizzarsi, i bambini crescere, i cani correre liberi (e non se ne abbia Tyler Brûlé per la citazione).

#Hygge