17 marzo 2020

La filiera del legno secondo Formafantasma

Se ci chiedessero, oggi, quale sia la forma vivente dominante sulla Terra, probabilmente risponderemmo in modo corretto: le piante. Complici le svariate campagne di informazione “green” in tutto il mondo e la XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano che hanno sedimentato nell’immaginario collettivo questa consapevolezza. E, sulla scia di questa nuova sensibilità ambientale, si moltiplicano presentazioni, mostre e rassegne che le vedono protagoniste.

Ultimo in ordine di tempo, il progetto Cambio di Formafantasma per le Serpentine Galleries di Londra che analizza il ruolo che il design può svolgere nel tradurre l’emergente approccio e atteggiamento ecologico in risposte informate e collaborative. La mostra si concentra sulle pratiche forestali e sulle strategie di produzione del legno e dei prodotti in legno e cerca di tracciare la tentacolare catena di approvvigionamento del settore dagli exploit coloniali del XIX secolo fino alla deforestazione di massa di oggi. L'industria del legname è una delle più grandi al mondo, sia in termini di entrate aziendali coinvolte, sia in termini di entità del suo impatto sulla vita quotidiana. Abbigliamento, mobili, carta, carburanti, fertilizzanti, sono solo alcune delle migliaia di utilizzi a cui sono destinati gli alberi, molti dei quali sono stati abbattuti in alcuni degli ecosistemi più fragili del mondo in termini di biodiversità.

Invitando il duo italiano − che vive e lavora ad Amsterdam −, Hans Ulrich Obrist, direttore creativo delle Gallerie, ha chiesto loro di andare oltre il semplice prodotto per mettere in scena un modo di vedere, pensare e agire. Così, Simone Farresin e Andrea Trimarchi hanno deciso di focalizzarsi sugli alberi e sull’economia che li sfrutta, dando vita a uno spettacolo pionieristico che collega scienza, conservazione, ingegneria, politica e riflettendo su come il design possa plasmare un futuro migliore.

In mostra, tutto ciò che riguarda il legno: dalla sua struttura molecolare al suo utilizzo quotidiano, dalle responsabilità ecologiche e politiche delle industrie globali che consumano risorse naturali alle pratiche di estrazione, produzione e distribuzione degli oggetti in legno (anche quelli realizzati a partire dagli abeti abbattuti in val di Fiemme dalla tempesta Vaia nell’ottobre del 2018).

L'organizzazione dell’esposizione riproduce idealmente la struttura concentrica del tronco dell’albero: al centro della galleria, due sale presentano interviste di specialisti e film realizzati da Formafantasma che esaminano il legno come archivio biologico che memorizza dati e narrazioni. Gli spazi più esterni propongono una selezione di oggetti provenienti da collezioni storiche e prodotti contemporanei che esemplificano l’organizzazione attuale della filiera del legno. Accanto, progetti che guardano oltre, alla vita interiore degli alberi in cui, secondo i designer, convivono vita e morte ma anche interessanti casi-studio che esplorano i modi con cui gli alberi danno vita agli ecosistemi forestali.

L’effetto? Uno su tutti è certo: dopo aver visitato Cambio, sarà impossibile guardare con gli stessi occhi “vergini” un qualsiasi oggetto in legno. Alla mente, si augura il duo italiano, tornerà la lunga scia di (più o meno buone) decisioni e pratiche − politiche, sociali, industriali − che ne hanno permesso la nascita. E se non si pretende di salvare il mondo, almeno “riuscire a infondere nei nostri prodotti piccole idee, ecco, questo (speriamo) possa avere un'influenza".

Formafantasma: Cambio

Serpentine Galleries
4 Marzo - 17 Maggio 2020
www.serpentinegalleries.org

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