25 maggio 2021

La sedia con la maniglia

Vico Magistretti li disegnava sui biglietti del tram, Jorge Pensi sui tovaglioli di carta. Che cosa? Gli schizzi, quelli che, fortunati, nascono già come progetti. Proprio come questo, buttato giù in aeroporto, per ingannare la lunga attesa di un volo in ritardo, per ritornare a casa, a Barcellona, proprio dopo un incontro con Giuseppe Pedrali, CEO dell’azienda di Mornico al Serio, in provincia di Bergamo.

Viene concepita così Ara, nel 2011. Pensando al briefing ricevuto – una seduta monoblocco in polipropilene, con e senza braccioli – nella fantasia creativa dell’esuberante designer argentino-spagnolo emerge, quasi casualmente, una maniglia: in primis, elemento funzionale per poterla spostare con naturalezza, ma da subito tratto caratteristico del pezzo e dell’intera collezione che ne seguirà, composta da poltrona e lounge. “E nel preciso momento in cui l’ho disegnata”, precisa Jorge Pensi “ho subito pensato che la maniglia dovesse diventare il suo elemento distintivo in modo da connotarla rendendola sempre attuale”. Un qualcosa in più, un valore aggiunto, per un gesto naturale e intrinsecamente composto.

I Maestri del Paesaggio, Bergamo, Italia - Photo by Davide Forica

Ara – fra l’altro, la prima seduta realizzata da Pensi per Pedrali, che in catalogo aveva già un suo pezzo, il tavolo Ypsilon del 2008 – si fa notare per le gambe affusolate e leggere. È assertiva e decisa e, allo stesso tempo, neutra. “Generalmente essendo posta sotto il tavolo”, spiega il suo autore “la prima cosa che si nota di una sedia è la parte posteriore. Così abbiamo deciso che lo schienale dovesse necessariamente essere elegante, ponendo in risalto la maniglia e celando al contempo alla vista la possibilità di impilarla”. Qualità formali che rendono la seduta ancora molto desiderata e attuale, complice anche l’estremo confort. La prova del nove? Nessun aggiornamento di dettagli o della cartella colori – bianco, nero, due tonalità di grigio, blu, verde salvia, marrone, sabbia, rosso e arancione – per festeggiare questo decimo compleanno.

Ara è una seduta molto versatile, utilizzabile anche outdoor grazie a un cuscino in termoformato, imbottito e rivestito nella parte superiore in tessuto poliestere idrorepellente e antimacchia e in quella inferiore in tessuto velcrabile nero, fissato al sedile con nastri a strappo. In virtù di questa personalità disinvolta e del suo minimalismo espressivo, è stata impiegata in progetti sia home sia contract e in spazi molto differenti fra loro: dalla Starfield Library di Seoul nel CEOX Mall, il più grande shopping centre del continente asiatico, realizzato da Gensler; al chiostro esterno del Convento della Ripa ad Albino, vicino a Bergamo; al cortile del Primo Restaurant a Lecce o alle terrazze degli esclusivi chalet del Whitepod Eco-Luxury Hotel in Svizzera, nel Cantone Vallese.

Park Hotel Casimiro Village - Blu Hotels, Lago di Garda, Italia

Un pezzo che rispecchia chiaramente la filosofia progettuale di Pensi: prodotti senza tempo, tra poesia e realismo, materia e spazio, astrazione ed emozione. Oggetti che sfidano la consueta logica per provare a immaginare qualcosa di nuovo.

E lo strano nome? Ara in catalano significa “ora”, “adesso”. Il briefing dato a Pensi comprendeva anche l’idea di una seduta adatta a soddisfare le esigenze di spazi diversi – da quello domestico come una cucina, a quello di un ufficio o di una sala conferenza, fino all’outdoor. Riuscire, quindi, a interpretare ambienti vari, invitando i fruitori a godere dell’istante. Un invito a sedersi in quel preciso momento, a cogliere l’attimo. Adesso, ora. Pardon, Ara!

Jorge Pensi

#design, #Pedrali