27 giugno 2019

L’estate di Friche de l'Escalette

A sud di Marsiglia, nella regione delle Calanques, il sito Friche de l'Escalette è appena percettibile. Si tratta di una cava abbandonata oggi convertita da un gallerista tenace e appassionato in un parco di archeologia industriale, sede di esposizioni d’arte moderna e contemporanea. Eric Touchaleaume, antiquario di Parigi, ha acquistato nel 2010 questi tre ettari di terreno roccioso e calcareo insieme al piccolo stabilimento di estrazione del piombo che lì sorgeva e, dopo anni di pulizia, è riuscito a trasformare quella che era diventata una discarica a cielo aperto nel suo sogno: un’oasi di macchia mediterranea in cui rosmarino, cactus, bouganville e fichi d’india a tratti celano, a tratti svelano sculture e architetture di Jean Prouvé, Le Corbusier, Perriand e Jeanneret, i quattro moschettieri del modernismo francese.

Jean Prouvé è il protagonista dell’allestimento estivo del parco che accoglie due padiglioni mobili da lui disegnati, considerati edifici centrali nella storia dell'architettura contemporanea. Il primo, il modello 6x9, fu progettato nel periodo immediatamente successivo alla guerra per ospitare il popolo della Lorena (regione storica del nord-est della Francia al confine con Belgio, Lussemburgo e Germania) le cui case erano andate distrutte sotto i bombardamenti. Affermava l’architetto: “Io non sono che un operaio. In fondo sono partito da lì e penso che tutto quello che ho fatto nella vita, l’ho fatto molto semplicemente, senza pormi interrogativi profondi”. Proprio la sua semplicità e il suo pragmatismo vengono tradotti materialmente in questa abitazione, trasportabile e smontabile in poco tempo: una struttura che rimane all’avanguardia anche all’occhio contemporaneo e viene considerata l'antenato delle case prefabbricate. All’interno, Eric Touchaleaume colloca un ufficio di Pierre Jeanneret, lo studio di Le Corbusier a Chandigarh e una scultura di Parvine Cury.

L'atmosfera è radicalmente diversa nel secondo padiglione, struttura progettata per ospitare scuole in Camerun (1962). L’ambiente è più fresco grazie all'ingegnosità dei pannelli laterali in alluminio che, oltre alle loro qualità estetiche, comprimono l'aria prima di spingerla all'interno dello spazio, creando così una aerazione molto naturale e gradevole anche sotto il sole del sud della Francia. Quasi tutti gli elementi architettonici sono originali, comprese le porte scorrevoli realizzate interamente in legno. All’interno, un tavolo dello stesso Jean Prouvé realizzato per la propria abitazione tropicale a Niamey (1957) e due poltrone di Pierre Jeanneret.

Altrettanto suggestiva l’esposizione Transmissions di Myriam Mihindou, artista d'origine franco-gabonese che, nei suoi lavori, affronta questioni sociali importanti come lo statuto delle donne, il post-colonialismo o la crisi ambientale. Concepita ispirandosi al capolavoro di Picasso, La Guerra et la Pace, questa mostra esplora il tema dell'impegno con curiosità ed empatia e dimostra la grande abilità di Myriam nel trattare la materia prima. Composta da diverse steli modellate in gres di chamotte bianco e ravvivate con tocchi di smalti colorati, Transmissions rimanda a molteplici livello di significato. Concepite come oggetti viventi e potenti, queste aste fanno pensare a rami di alberi il cui colore rivela, all’interno, una linfa fertile. Materializzano la necessaria trasmissione della storia, del sapere e del savoir-faire per fare emergere un mondo più giusto, basato sullo zoccolo di una memoria che innerva la creazione dei nuovi principi di vita. Ciascuna stele porta in sé una mitologia propria, un invito a riprendersi e appoggiarsi su uno dei bastoni del sapere che, come il tutore di una pianta, ci permette di stare dritti e fiduciosi in un mondo che chiede solo di essere percorso. Nel contesto di questa terra, ricca della memoria della sua attività passata, questo lavoro sembra essere naturalmente in sintonia con lo spirito del luogo.

Infine, un percorso più ampio consentirà agli appassionati del patrimonio industriale di scoprire aree precedentemente inaccessibili a Friche de l’Escalette nonché i resti dell’impianto di lavorazione del piombo attivo dal 1851 al 1925. I colonnati, gli enormi bacini e le pareti ciclopiche, invasi dalla vegetazione costituiscono un impressionante complesso architettonico e, con le esposizioni, concorrono a conferire a Friche de l'Escalette una grandiosa poesia.

FRICHE DE L’ESCALETTE

Route des Goudes, impasse de l’Escalette
13008 Marseille

Aperto tutti i giorni — 4 visite al giorno

http://friche-escalette.com/

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