20 giugno 2019

Living in a box: Design and Comics

Avreste mai immaginato affinità elettive tra i comics – i fumetti – e il design? Se aveste colto questa sottile ma costante relazione, sareste degli ottimi osservatori. Le abitazioni e i paesaggi urbani in cui si muovono personaggi come Nemo, Charlie Brown, Tintin, ma anche Diabolik, Eva Kant, Dick Tracy e Batman sono, infatti, costellati di oggetti di design che le stesse “strisce” hanno contribuito a trasformare in icone. A svelarci questa connessione è Living in a Box: Design and Comics, la nuova mostra del Vitra Schaudepot che porta alla luce la conversazione creativa che, da sempre, le due discipline intrattengono.

Charlotte Perriand, Ray e Charles Eames, Eero Saarinen, Robert Mallet-Stevens, Mies van der Rhoe, ma anche i fratelli Castiglioni, Rodolfo Bonetto, Jean Prouvè, Thonet e Alvar Aalto: gli autori di fumetti li hanno citati tutti. E non solo perché il design fatto di sedute, luci, tavole è parte integrante della nostra quotidianità – e, di conseguenza, anche di quella dei personaggi fantastici che popolano le storie illustrate – ma soprattutto perché gli oggetti di uso comune, anche quelli disegnati da designer di indiscusso talento, sono funzionali alla rappresentazione di una situazione, di un luogo, di un interno, di uno stato d’animo, di una condizione sociale. Così, quando un personaggio elegantemente vestito poggia i piedi sul pouf della sua “Eames Lounge Chair”, immaginiamo subito che sia un tipo moderno e dinamico; quando, invece, un altro personaggio critica la “Butterfly Chair” del Grupo Austral definendola scomoda, deduciamo che tanto giovane e brillante non debba essere.

Ma lo scambio tra le due arti non è mai stato a senso unico: non solo le icone del design si trovano in alcune tra le più famose strisce, ma queste ultime sono state fonte d’ispirazione per moltissimi designer che hanno dato vita a oggetti pensati, in primis, per un mondo di carta. Esempio perfetto dell’incrocio fra questi due campi è Javier Mariscal, illustratore e designer spagnolo, che traduceva in realtà alcuni degli oggetti con cui popolava i suoi mondi fantastici: lo sgabello Dùplex, per esempio, nasce per un bar sulla spiaggia del suo fumetto Este Verano te vas a enamorar. Oppure, il vignettista e grafico olandese Joost Swarte, che è stato recentemente ingaggiato dall’italiana Cassina per progettare un pattern-tributo per la Beugel Chair di Gerrit Rietveld lanciata dall’azienda a fine 2018.

Curata da Erika Pinner, Living in a Box: Design and Comics, contemporaneamente giocosa e introspettiva, accosta fumetti contemporanei di vario genere – tra cui anche i manga giapponesi – con oggetti della collezione del museo che sembrano prendere vita proprio dalle nuvolette in esposizione. In questo percorso, oltre all’evoluzione dei fumetti – a livello di linguaggi, formato, pubblico, tematiche – avvenuta nel corso del Novecento, un’attenzione specifica viene riservata ai manga giapponesi, indagati come fenomeno culturale globale, a cui sono accostate tre Manga Chairs, progettate dallo studio Nendo.

Una mostra da vedere per capire come il design abbia la rara facoltà di dare credibilità anche alle storie, ai personaggi e agli ambienti più fantastici, ossia ai nostri sogni.

Living in a Box: Design and Comics

24 Maggio – 20 Ottobre 2019

Vitra Schaudepot
Weil am Rhein – Germany

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