17 dicembre 2020

Lumiere

Nomen omen. Una lampada che si chiama Lumiere è una lampada che ambisce a dichiarare onestamente la sua identità. Che non si nasconde dietro l’ombra di nomi esotici o di fantasia, evocando suggestioni di terre lontane o spaziando verso situazioni immaginifiche. Né tantomeno si cela dietro a sigle per evidenziare la capacità di utilizzo di tecnologie complesse.

Lumiere ha solo un vezzo, quello di avere un nome francese. Vezzo però mitigato perché senza l’accento grave sulla “e”. Forse, il nome, è anche una semplice eco della Ville lumière, la città che ebbe la prima illuminazione a gas, a esprimere la volontà di essere qualcosa di utile, funzionale e speciale.

Lumiere si presenta come una rilettura della classica abat-jour: il tratto fluido ed essenziale e l’accostamento tra il vetro del diffusore e il metallo del treppiede rendono omaggio a tutti i suoi antenati, tra storia e innovazione. Su disegno di un giovane Rodolfo Dordoni, nasce nel 1990 e fin da subito si rivela un oggetto d’arredo unico e prezioso, ma familiare e riconoscibile al tempo stesso.

In questi trent'anni si è vestita di varie finiture e colori – dal ciliegia al turchese –, mantenendo il bianco come cromia dello strato interno del diffusore per favorirne la luminosità, e ha aggiunto un secondo formato e le versioni da terra e a parete, senza mai sacrificare la propria personalità. L’originalità del linguaggio formale e la freschezza del design senza tempo, la rendono perfetta in ambienti diversi per stile e gusto.

Lumiere è già stata doverosamente celebrata per i suoi venticinque anni con la mostra “Lumiere’s journey through 25 years of history” a cura di Michele Calzevara ed Elisa Ossino alla Triennale di Milano. Oggi, per festeggiare la piena maturità dei trent’anni anni, si veste di nuovo con Pastilles e Bulles, proposte in edizione speciale da 1.000 pezzi, numerati e autografati da Rodolfo Dordoni. In entrambe le versioni il diffusore bianco lucido si arricchisce di due storiche lavorazioni artigianali del vetro soffiato a bocca.

La versione Pastilles, ossia la soffiatura della pasta incandescente all'interno di un apposito stampo a losanghe, rende la superficie tridimensionale, conferendole la classica sfaccettatura a “ballotton”, un rilievo incrociato ben percepibile al tatto.

La Lumiere Bulles viene, invece, realizzata tramite uno stampo a punte, che permette di ottenere una miriade di piccole bolle d'aria racchiuse tra gli strati di vetro del diffusore. Le due versioni sono accomunate dalla base in alluminio color champagne, che le vede in piena armonia quando accostate.

In questi tre decenni, Lumiere è divenuto un classico, un best e long seller di gran temperamento, che è riuscito a mescolare la nobile tradizione artigianale muranese a industrialità e tecnologia contemporanee, tra passato e futuro, continuando a reinterpretare, in maniera sempre nuova, se stesso.

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