23 gennaio 2020

Manifattura Tabacchi di Firenze

Non è il primo esempio di riutilizzo di un sito di archeologia industriale – dai Magazzini del Sale di Punta Dogana a Venezia trasformati in Centro d’Arte contemporanea a una distilleria milanese dei primi Novecento ora Fondazione Prada, solo per citarne alcuni – né sarà l’ultimo, ma è certo che questo progetto è uno fra i migliori interventi di recupero degli ultimi anni votato alla contemporaneità e aperto alla città. E ha immenso valore aggiunto: la particolare cura nella progettazione del verde, inteso come dispositivo di rigenerazione che si riappropria dello spazio per creare aree comuni accoglienti, confortevoli e favorevoli all’aggregazione.

La Manifattura Tabacchi di Firenze è tornata così a vivere – era in disuso dal 2001 dopo essere stata attiva per circa settant’anni. Era stata, infatti, realizzata tra il 1933 e il 1940 dall’architetto, ingegnere e costruttore Pier Luigi Nervi, che a Firenze pochi anni prima aveva realizzato una delle sue opere importanti – lo Stadio comunale – esempio di una nuova architettura in cui il cemento lasciato a vista faceva risaltare la sua potenza espressiva. Mantenendo quindi la sua vocazione produttiva grazie alla presenza di laboratori di makers e a spazi per il co-working, gli oltre 100.000 mq suddivisi in 16 edifici stanno riprendendo vita gradualmente, guardando al futuro ma allo stesso tempo mantenendo inalterate le caratteristiche architettoniche razionaliste.

L’impianto originario si articolava essenzialmente in tre aree: a ovest i magazzini dei materiali greggi; a est, su via delle Cascine, il grande corpo curvilineo che ospitava gli uffici, la direzione, le “sale di maternità per le maestranze femminili” e l’alloggio del direttore; al centro dell’edificio, secondo uno schema rigidamente simmetrico, si apriva l’ingresso monumentale all’intero complesso e i due edifici delle lavorazioni che si sviluppavano in est-ovest, in posizione simmetrica rispetto all’officina a formare una U con l’edificio dei servizi generali − l’attuale terza sede di Polimoda, prestigiosa scuola di moda fiorentina, inaugurata lo scorso 7 gennaio a firma del gruppo olandese Concrete, in collaborazione con Q-bic, studio d’architettura fiorentino fondato da Luca e Marco Baldini che ne ha curato l’esecuzione.

Il complesso, in generale, sarà recuperato secondo un masterplan che si propone di preservare lo spirito industriale dell’architettura storica con interventi di carattere contemporaneo capaci di valorizzare la monumentalità degli edifici e la qualità unica degli spazi e dei materiali. Nel corso del 2021 è prevista, invece, l’apertura della Factory che sarà la vetrina pulsante del progetto pensato per accogliere concept store, atelier, laboratori e spazi espositivi: un luogo dove moda, arte e artigianato contemporaneo, lifestyle e food possano essere un punto di attrazione per la comunità internazionale di professionisti e creativi che lavorano e vivono a Firenze. Dalla città si arriva in dieci minuti di autobus dalla stazione e in cinque a piedi dalla linea T2 della tramvia ed entro il 2022 la Manifattura Tabacchi sarà collegata direttamente al centro città con la linea T4 della tramvia (attualmente in fase di progettazione esecutiva). A completamento dei lavori, entro il 2023, la Manifattura ospiterà anche 28.000 mq dedicati a formazione, uffici e spazi di co-working; 28.000 mq di residenza; 25.000 mq di ospitalità e co-living; 16.000 mq di atelier e laboratori: una piccola città razionalista, nuovo luogo di produzione e aggregazione per Firenze e non solo.

#architettura, #green design, #co-working, #co-housing, #ristrutturazione, #spazi collettivi, #Razionalismo, #Firenze, #Q-bic, #Concrete Amsterdam, #Pier Luigi Nervi, #Manifattura Tabacchi, #Polimoda