17 ottobre 2019

Mondo Mendini - The World of Alessandro Mendini

Total Mendini è proprio il caso di dire. Ovvero Mendini dentro e fuori. Mendini ieri e oggi. Il dentro è la mostra dedicata – come esplicita il titolo – all’architetto scomparso lo scorso febbraio e che dal 12 ottobre, fino ai primi di maggio, sarà protagonista al Groninger Museum di Groningen in Olanda. Curatore Mendini stesso. Il fuori, invece, è il museo vero e proprio che l’architetto ha progettato venticinque anni fa, con il fratello Francesco, concependolo come un insieme di padiglioni separati ciascuno affidato a un architetto-ospite – Michele De Lucchi, Philippe Starck, Coop-Himmelb(l)au e studio Team 4. Un insolito caleidoscopio di forme e colori che si duplica nel riflesso sull’acqua del canale sottostante e che ha suscitato illo tempore non poche polemiche ma che oggi è uno dei musei più amati a livello internazionale. Un museo a cui Mendini è stato chiamato anche nel 2010 per farne il restauro e il restiling: “noi stessi progettisti originari del Museo – scriveva Mendini – ci siamo trovati a ristudiare, a reinterpretare e a restaurare la nostra stessa opera, a cambiarle la pelle come avviene nei templi di legno giapponesi… Ci ha veramente lusingati l’attenzione dei responsabili del Museo verso il nostro progetto originale, che è stato rispettato in tutti i suoi aspetti estetici come fosse un monumento storico”.

Quindi, in sintesi, una mostra inedita: celebrativa del primo quarto di secolo di vita del museo e commissionata proprio a chi il museo lo ha concepito e, poi, restaurato e che, a sua volta, ha voluto nella curatela dell’esposizione non tanto celebrare se stesso (non era affatto nel suo stile) ma soffermarsi su quelle realtà culturali e su quegli artisti che hanno permeato il suo iter creativo e di vita, che sono state fonte di insegnamento e ispirazione, come ad esempio l’Annunciazione di Alberto Savinio che incombeva sulla sua poltrona-incubatrice quando era un infante.

Oltre 200 gli oggetti esposti non solo, quindi, firmati Mendini (dalla Poltrona di Proust, la seduta pointillista proveniente dalla collezione Fondation Cartier al cavatappi-ballerina Anna G, uno dei bestseller di Alessi), ma anche pezzi che l’architetto ha scelto per affinità elettive e creative – dall’arte al design all’architettura – dei Maestri del Rinascimento fino ai giorni nostri passando da Signac, Kandinsky, Matisse, Schlemmer, van Doesburg e Rietveld. Un testamento spirituale, di affetti, amicizie, intese in particolare con altri progettisti italiani come Gio Ponti, Michele De Lucchi e Gaetano Pesce.

Un percorso di visita che ci conferma quanto Mendini sia stato protagonista di una vera e propria rivoluzione del design e quanto sia stato una personalità davvero eclettica, “un drago colorato con la testa da designer, il corpo da architetto, la coda da poeta, le gambe da grafico, i piedi da artista, la pancia da prete e le mani da artigiano", come lui stesso amava descriversi.

Intelligenza e ironia erano i suoi tratti caratteristici e questa mostra-testamento le sigilla per sempre.

Mondo Mendini - The World of Alessandro Mendini

www.groningermuseum.nl

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