10 settembre 2019

Nanda Vigo. Light Project

Una mostra decisamente importante perché la prima antologica dedicata all’artista, figura di assoluto rilievo nel panorama europeo, da una istituzione museale italiana. E una mostra particolarmente coinvolgente per il suo ingrediente fondamentale: la luce che supera se stessa spingendosi oltre la sua immaterialità e accompagnando il visitatore lontano nello spazio e nel tempo.

Promossa dal Comune di Milano | Cultura, Palazzo Reale, in collaborazione con l’Archivio Nanda Vigo, e a cura di Marco Meneguzzo, la mostra – una ottantina di opere esposte tra progetti, sculture e installazioni – è il resoconto del viaggio di ricerca che Nanda Vigo (classe 1936) ha intrapreso dagli esordi alla fine degli anni Cinquanta sino alle esperienze più attuali. Mostra che si inserisce nella programmazione estiva di Palazzo Reale dedicata ai maestri dell’arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi, esplorando il rapporto che hanno avuto con la città di Milano dove hanno vissuto, creato ed elaborato la propria ricerca.

Nanda Vigo nasce, appunto, milanese anche se espatria subito laureandosi in architettura al Politecnico di Losanna e approdando, poi, in Arizona, a Taliesin West, da Frank Lloyd Wright e, ancora subito dopo, in un grosso studio di architettura a San Francisco per poi, però, ritornare nuovamente a casa, nella Milano degli anni ’60 in pieno fermento artistico e sviluppo urbanistico, che ben riflette la sua estetica innovativa e in continua evoluzione.

Qui, all’ombra delle nuovissime architetture della Torre Velasca e del Pirellone, dà avvio alla propria ricerca artistica, partendo dalla luce e impregnandosi di quei nuovi linguaggi ben espressi da artisti come Lucio Fontana e da architetti come Gio Ponti (con i quali creerà un forte sodalizio artistico). E, in piena sintonia con lo spirito di ZERO, gruppo transnazionale di artisti tedeschi, olandesi, francesi, belgi, svizzeri e italiani al quale prese parte, Nanda Vigo inizia a realizzare i suoi Cronotopi, concretizzazione artistica della sua ricerca costante sulla luce, trasparenza e immaterialità. Telai metallici di varie forme racchiudono lastre di vetro industriale trasparente – la cui unica nota estetica è data dal semplice pattern che la fornace ha stampato sulla lastra – talvolta illuminati da neon, attraverso i quali la luce penetra e si manifesta allo sguardo, metafora di leggerezza e mutazione. Presto questi lavori prendono le forme di veri e propri ambienti (alcuni realizzati in collaborazione con Lucio Fontana) e di specchi inclinati e tagliati in modo da riflettere un’impensata visione della realtà, mentre continua il suo lavoro di progettazione di design e di architettura (famosa la collaborazione con Gio Ponti per la Casa sotto la foglia a Malo del 1965 e la realizzazione del Museo Remo Brindisi a Lido di Spina del 1967).

Un lavoro incessante quello dell’artista-architetto che dai Cronotipi – le esperienze mentali – passando per le “piramidi” degli anni Settanta e per il periodo postmoderno degli Ottanta, è arrivato fino a oggi con i Deep Space, le evocazioni sentimentali, e un ritorno alla seduzione del neon, delle luci radianti e diffuse, delle forme semplici e dinamiche. Tutto sotto il minimo comun denominatore della trasformazione dell’oggetto d’uso – il vetro rinforzato edilizio in oggetto simbolico. “Il vetro – spiega il curatore – è una soglia permeabile a un unico elemento: la luce. E la luce nella nostra epoca è l’elemento unificante tra spazio e tempo, tra “crono” e “topo” che smettono di essere fattori contrapposti … e vengono ricondotti a un’unità ancora più originaria, quella della luce, appunto”.

Cuore del percorso espositivo è l’affascinante Global Chronotopic Experience del 2017. Un grande ambiente - 400x400x300 cm - che esprime la quintessenza del modo di intendere l’arte di Nanda Vigo: una situazione esistenziale che consenta di vivere esperienze trascendenti, andando oltre la materialità del quotidiano per riuscire a percepire fisicamente – per quanto possibile – una realtà più alta, una sintonia universale attraverso la contemplazione, la smaterializzazione, la comunione con il “tutto”.

Fiat lux!

Nanda Vigo. Light Project

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Fino al 29 settembre
Ingresso gratuito

https://www.palazzorealemilano.it/mostre/light-project

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