01 ottobre 2019

Ottobre in agenda

Marisa Merz a Lugano. Scomparsa recentemente, Marisa Merz era, senza dubbio alcuno, una delle esponenti più significative e più enigmatiche della arte contemporanea italiana. Assolutamente restia a ogni protagonismo e legata in un binomio coinvolgente e assoluto (che, a volte, l’ha persino messa in ombra) al vulcanico marito Mario, Marisa ha costruito nel tempo un percorso artistico personale e continuo, intessuto di segni sottili e misteriosi. Giancarlo e Danna Olgiati presentano una ricchissima retrospettiva del suo lavoro al LAC di Lugano fino al 12 gennaio 2020.

Alessandro torna a Groninger: il nostro “Alessandro Magno” del design, il mai abbastanza compianto Mendini, torna con una grande retrospettiva, al museo di Groninger da lui stesso progettato assieme al fratello Francesco, venticinque anni fa. Il “Mondo Mendini” (questo il titolo) si infila quindi in un vero e proprio mondo mendiniano: un progetto di mostra cui Sandro ha lavorato personalmente con passione fino all’ultimo giorno e che testimonia non solo il suo incredibile iter nella storia del design, ma anche un’indefessa energia vitale e una costante generosità nei confronti di altri progettisti, del passato e del presente, inseriti nel cuore stesso della mostra. Fino al 5 maggio 2020.

Perché la minigonna non è stata solo una gonna più corta delle altre! Fino al 16 febbraio 2020 il Victoria & Albert Museum di Londra celebra Mary Quant e la sua straordinaria invenzione: appunto non solo una gonna corta, ma un potente strumento di liberazione femminile e un’icona irrinunciabile del 1968 e della Swinging London (per non citare, sempre frutto della fantasia di Mary, gli hot pants con i collant colorati!)

Mimmo Jodice a Milano: usualmente non citiamo, in questa rubrica, le mostre che si svolgono nelle gallerie private, ma è impossibile tralasciare la prima monografica di Mimmo Jodice a Milano (da Vistamarestudio fino al 9 novembre). Intitolata “Open City/Open Work”, curata dall’americano Douglas Fogle, la mostra presenta i dimenticati primi lavori di Jodice, negli anni ’60, già comunque legati alla sua città dell’anima, Napoli.

Surrealism and Design: 1924 – Today. Fino al 1 gennaio 2020 il Vitra Design Museum affronta l’avanguardia artistica che da sempre suscita le reazioni più viscerali nel pubblico: totalmente amata o assolutamente rifiutata. Lo fa in chiave meta-storica, definendo il Surrealismo una costante progettuale sempre e comunque a nostra disposizione. Così i capolavori di Dalì, Magritte, Man Ray entrano in dialogo con opere di design prodotte da Carlo Mollino come dalle Front, ma anche da maestri apparentemente estranei al movimento quali Achille Castiglioni, Le Corbusier o Ray Eames. Tutto da scoprire quindi a Weil am Rheim, e forse molto da discutere tenendo comunque presente che il vero titolo della mostra è “Objects of Desire”.

Il Museo del Bauhaus a Dessau. Puntualmente inaugurato nell’anno del centenario della fondazione della celebre scuola, il nuovo museo è posizionato nel centro della cittadina tedesca ove il Bauhaus si spostò nel 1925. Destinato a conservare una delle maggiori collezioni al mondo di oggetti Bauhaus, è stato progettato dal gruppo catalano Addenda Architects, vincitore di un concorso internazionale. L’edificio si divide in due parti: un lungo corpo vetrato a piano terreno, destinato alle esposizioni temporanee (5.500 mq) e, all’interno, sopraelevato di 5 metri, la cosiddetta “black box” (1.500 mq) ove appunto viene presentata la collezione Bauhaus. Ha dichiarato Roberto González di Addenda: “la black box, sospesa sopra la testa dei visitatori, è sempre presente a tutti, così come l’eredità del Bauhaus”.

Bjarke Ingels: l’inarrestabile architetto danese, nei boschi della Norvegia. Appena inaugurato, su progetto di BIG, senz’altro oggi uno dei più importanti studi del mondo, un ponte-galleria d’arte nel parco di Kistefos. Destinato a congiungere le due rive dell’impetuoso torrente che attraversa il sito di scultura all’aperto, il ponte, interamente rivestito in alluminio, risolve il dislivello esistente con una espressionistica torsione. Kistefos, il museo all’aria aperta, fondato nel 1996 da un collezionista privato, ospita opere, tra gli altri, di Anish Kapoor e Olafur Eliasson e richiede, oltre alla curiosità artistica, una certa predisposizione al trekking.

Addio Luigi Colani: da sempre alternativo, da sempre non allineato, da sempre ostile a tutte le tendenze, il 16 Settembre ci ha lasciato, all’età di 91 anni, Luigi Colani. Tra i più celebri designer tedeschi, Colani viveva in un suo mondo progettuale particolarissimo, disegnando forme fluide e filanti, in particolare veicoli, che riuscivano puntualmente a far impallidire i più spinti sogni fantascientifici. Tra i moltissimi modelli di autovetture da lui creati, ci piace oggi ricordare la bellissima Ferrari Testa Oro del 1991. Realizzata in un unico esemplare, si aggiudicò, a 351 km/h, il record del mondo di velocità.

Il Praemium Imperiale 2019 per l’architettura va a Tod Williams and Billie Tsien: il prestigioso premio riconosce il trentennale lavoro, poetico e minimale, della coppia newyorkese. In un momento storico segnato dall’egocentrismo dei progettisti la motivazione ci parla chiaramente di un approccio antitetico: "The couple and their studio design buildings that blend seamlessly into their surroundings, have strong evidence of the hands from which they're made, and prioritise the experience of the lives lived within them”. Impossibile non ricordare, a questo proposito, l’Istituto di Neuroscienze a La Jolla in California, la Barnes Foundation a Philadelphia e il Lefrak Centre in Brooklyn. Loro il progetto per l’Obama Presidential Centre a Chicago, previsto per il 2022. Assegnato annualmente, il Praemium Imperiale è arrivato alla sua 31 edizione e ricorda tra i vincitori Norman Foster, Rem Koolhaas, Jacques Herzog e Pierre de Meuron, Peter Zumthor, Zaha Hadid, Steven Holl e David Chipperfield.

"Maestri Piccoli", ossia “Storie di bambini che erano bambini come voi” ossia ancora “anche i “grandi” maestri sono stati piccoli”. Una mostra lampo, quattro giorni soltanto, per farci sorridere guardando Mendini piuttosto che Ponti con i pantaloni corti. A cura di Chiara Alessi, Elisa Testori e Paolo Giacomazzi, ventidue vicende familiari a cavallo fra due guerre mondiali. Alla Sala Buzzati, Fondazione Corriere della Sera, Milano, via Balzan 3.

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