23 luglio 2020

Pininfarina: il design come fattore essenziale

Le candeline sono state spente lo scorso febbraio durante la grande celebrazione alla Triennale di Milano. Il regalo lo ha fatto la storica azienda – oggi brand globale e icona di bellezza ed eleganza, nonché massima espressione del Made in Italy – agli ospiti, presentando l’ultimo suo progetto: il complesso residenziale di lusso a Estepona, nel Triangolo d’Oro della Costa del Sol, improntato sulla sostenibilità.

90 anni, dunque, al passo con i tempi e un’identità rimasta identica a quella degli anni Trenta, quando era solo una piccola carrozzeria artigiana: centralità del design, senso estetico, costante innovazione, capacità di interpretare le esigenze del cliente. Valori tramandati attraverso tre generazioni, dimostratisi sempre un affidabile ponte verso il futuro.

90 anni composti da tanti numeri: +1200 le vetture progettate, +600 i progetti di industrial design, architettura, transportation, +50 i premi ricevuti negli ultimi 10 anni; 48 gli anni di esperienza nella ricerca aerodinamica e 42 quelli nella mobilità elettrica (sua la prima vettura elettrica sviluppata nel 1978), 34 gli anni di presenza in Borsa, 650 i dipendenti, 3 le sedi in Italia e 4 nel mondo.

La saga inizia nel 1930 quando Battista Farina, detto “Pinin” (il soprannome viene integrato nel cognome nel 1961, su autorizzazione del Presidente della Repubblica in quanto con quel nome si era affermato all’estero un aspetto dell’industria e dello stile italiano), apre a Torino la Società Anonima Carrozzeria Pinin Farina, impegnata nella concezione e costruzione artigianale di carrozzerie speciali, per singoli clienti o in piccola serie. Pur fornendo vetture di lusso a un ristretto gotha – da case regnanti a diplomatici, maraja, sceicchi, attori – Pinin Farina è convinto che l’automobile diventerà lo strumento essenziale della mobilità individuale.

La Pinin Farina abbraccia fin da subito la causa della modernità e dell’aerodinamica, definita dallo stesso fondatore “la forma della velocità”. Visionario e con piglio decisamente avventuriero, dopo i gravi danni subiti dalla Seconda Guerra, Pinin Farina riprende l’attività con grinta e determinazione. L’Italia, sconfitta, è esclusa dal Salone dell’Automobile di Parigi, ma Pinin con il figlio Sergio non si danno per vinti e partono alla volta della Francia con due novità – l’Alfa Romeo 6C 2500 S e la Lancia Aprilia Cabriolet – che parcheggiano quotidianamente di fronte al Grand Palais, finché l’ultimo giorno il segretario della mostra annuncia a Pinin Farina che si è guadagnato la partecipazione al Salone dell’anno successivo.

Con il suo “antisalone” personale Pinin Farina apre la strada del successo alla sua industria-atelier: la Cisitalia 202 (1947) segna una svolta epocale nello stile automobilistico per le sue linee pure, lisce ed essenziali ed è la prima vettura al mondo entrata a far parte della collezione permanente di un museo d’arte moderna – il MoMA di New York. E quando nel 1952 Pinin Farina si reca in America per assistere alla presentazione della Ambassador, su suo disegno, e della Nash Healey, viene accolto con grandi manifestazioni di stima: è la prima volta che l’industria automobilistica americana lancia il nome del disegnatore di una vettura.

Lo “stile Pinin Farina” conquista subito anche il cinema americano: la Nash Healey sfreccia in “Sabrina” di Billy Wilder, con Audrey Hepburn, William Holden e Humphrey Bogart mentre l’Alfa Romeo 1600 Spider, ribattezzata “Duetto”, diventa un’icona con “Il Laureato” e, profondamente rinnovata e con diverse denominazioni, sarà prodotta fino al 1993 in 140.000 unità. Non è da meno il cinema italiano con la Lancia Aurelia B24 S, la “fuoriserie prodotta in serie”, protagonista del cult “Il sorpasso” di Dino Risi. Considerata una delle più belle automobili di tutti i tempi, conquista il mercato americano e molti dei 761 esemplari prendono la via degli Stati Uniti. 27.000, invece, le Alfa Romeo Spider, “la bella signorina” come la battezzò lo stesso Pinin Farina, pensata per il mercato statunitense ma presto desiderata in tutta Europa: è il passaggio definitivo alla produzione industriale. Pietra miliare del design è, invece, la Lancia Florida II (1957), vettura personale dello stesso Pinin Farina, i cui elementi stilistici influenzeranno per molti anni la produzione automobilistica mondiale.

Dalla fine degli anni Cinquanta, e per tutto il decennio successivo, è un’infilata ininterrotta di nuovi successi: “la Ferrari” per antonomasia, la 250GT a passo corto (Short Wheel Base), archetipo del processo evolutivo tecnico-estetico Ferrari-Pininfarina, connubio di sportività ed eleganza senza tempo; la Pininfarina X, dalla spiccata forma aerodinamica e con disposizione romboidale delle ruote che, a parità di potenza, consentono velocità massime superiori e consumi più contenuti; la Chevrolet Corvette Rondine, che anticipa la soluzione stilistica delle linee posteriori della Fiat 124 Sport Spider; la Pininfarina Sigma, studio di carrozzeria con 14 soluzioni tecniche nel campo della sicurezza, 8 delle quali saranno di uso corrente nella produzione automobilistica del futuro; la Fiat 124 Sport Spider, da subito uno dei maggiori successi con i suoi 200.000 pezzi, molto ambita da una clientela americana.

Alla fine degli anni Sessanta l’azienda vede la scomparsa del suo lungimirante fondatore, ma la produzione continua a portare avanti il suo pensiero: design, estetica, ricerca, innovazione e visione del futuro. Si inaugura, così, il Centro Studi e Ricerche a Grugliasco e vengono fatti grandi investimenti che porteranno alla creazione del Centro Calcolo e Disegno attrezzato con le Touching Machines della DEA, passo decisivo verso il processo di automazione del design che avrà pieno sviluppo nei decenni seguenti.

Nella metà degli anni Settanta, con la crisi energetica, il tema dell’aerodinamica, tanto caro a Pinin, riacquista centralità. La Pininfarina, grazie all’intuizione del suo giovane Presidente disponeva della Galleria del Vento, potendo offrire ai clienti un servizio esclusivo e cruciale nell’economia del processo progettuale.

Con la ripresa degli anni Ottanta, viene proposto un servizio di design potenziato, dotato di tutte le facilities per lo sviluppo di un’attività creativa come quella dell’ideazione di una nuova carrozzeria. Contemporaneamente, le attività di design si estendono ad altri mezzi di trasporto e al design industriale con la nascita della Pininfarina Extra a Cambiano, nel 1986, anno in cui l’azienda si quota in Borsa, inaugura un nuovo stabilimento a San Giorgio Canavese e presenta al Salone di Parigi la convertibile di lusso Allanté, per la quale la Cadillac fa ricorso alla progettazione e alla capacità produttiva di Pininfarina, che fornisce a Detroit le carrozzerie completamente allestite tramite un ponte aereo gestito da Alitalia, con base a Caselle. 22.000 le unità prodotte.

L’inarrestabile impresa vede negli anni Novanta, oltre al terzo stabilimento, a Bairo, nel torinese, la nascita di Pininfarina Deutschland, ma soprattutto l’espansione delle attività produttive: si rinnova la gamma con quattro nuovi modelli: Ferrari 456 GT, Coupé Fiat, Peugeot 306 Cabriolet e Bentley Azure e, dal ’96, si aggiungono la LanciaK Station Wagon e la pluripremiata Peugeot 406 Coupé, disegnata e sviluppata da Pininfarina. Anche in quegli anni non mancano i riconoscimenti, come il “Car design award 1990” e il Compasso d’Oro alla carriera a Sergio Pininfarina nel 1994, lo stesso premio che il padre aveva conquistato quasi quarant’anni prima.

L’inaugurazione del Centro di Engineering di Cambiano, nel 2002, rappresenta la decisione di riposizionare la Società fornendo anche servizi di Engineering. Continua in parallelo il processo di internazionalizzazione con la costituzione di una joint venture in Svezia con Volvo Cars, per sviluppare e produrre le convertibili di nuova generazione. Gli anni 2000 vedono altri premi – per la Quattroporte con Maserati e il prototipo di ricerca Birdcage 75th, sviluppato in collaborazione con Maserati e Motorola – e l’avvio di un nuovo centro di engineering in Marocco e lo sviluppo di rapporti coi paesi emergenti, in primis la Cina.

Il design Pininfarina, anche oltre l’automobile, si afferma definitivamente: Paolo Pininfarina (terza generazione) ritira il “Red Dot: Design Team of the Year”, per il miglior Design Team 2004. Fra gli altri pezzi, la Torcia Olimpica dei Giochi Olimpici Invernali Torino 2006, “imparentata con l’automobile perché il design è, per noi – aveva dichiarato Andrea Pininfarina, mancato prematuramente nel 2008­ – estetica applicata alla funzione e all’uso”.

In linea con la sua vocazione innovativa, Pininfarina annuncia, anticipando i grandi costruttori sul tema dell’ecomobilità, lo sviluppo della prima auto elettrica italiana in partnership con Bolloré e presenta un concept, Sintesi, che esplora soluzioni per l’auto del futuro. L’impegno nella mobilità sostenibile prosegue con la vettura elettrica Nido EV e con la Cambiano, concept di berlina sportiva di lusso a propulsione elettrica. La collaborazione con nuovi costruttori asiatici dà vita a decine di altri progetti, soprattutto nella mobilità sostenibile. Nel 2019 Automobili Pininfarina, nuovo marchio di auto di lusso sostenibili di proprietà del gruppo Mahindra, che nel 2015 ha acquisito l’azienda, lancia la hypercar elettrica Battista.

Le competenze dell’azienda nel frattempo si estendono ad altri ambiti, affermandosi tra i più importanti studi di architettura e design operanti in Italia. Basata a Torino, con filiali a Miami e Shanghai, Pininfarina Architecture ha realizzato progetti di interior design – appena inaugurato lo scorso maggio nella zona di Shibuya, a Tokyo, il nuovo concept store per Rakuten Mobile, il neo operatore di telefonia mobile Shibuya; di arredo – come i vari modelli di cucine Snaidero frutto di 25 anni di collaborazione o il sistema coordinato Living per Reflex; e di architettura, aggiudicandosi numerosi premi internazionali, come l’International Architecture Award 2016 per la torre di controllo del nuovo aeroporto di Istanbul, l’International Architecture Award 2019 per Cyrela, torre residenziale a San Paolo e il Good Design Award 2019 per le pensiline dei bus di Miami Beach.

Oggi Pininfarina è l’indiscusso punto di riferimento del design automobilistico e industriale ed è profondamente impegnata nella progettazione di customer e user experience uniche, fondendo mondi fisici e digitali attraverso estetica e tecnologia. Il futuro sembra essere ancora suo!

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