28 luglio 2020

Point: un sogno, una famiglia, 100 anni

Cent’anni quest’anno, ovvero da quando José Pons Pedro ritorna dall’Argentina, dove era emigrato, da solo, in cerca di esperienze e di fortuna e dove, oltre a imparare a lavorare il vimini e altre fibre naturali, come il rattan, inizia a sognare in grande. Così nel 1920, una volta rimpatriato in Spagna, a Gata de Gorgos, suo paese natale, pone la prima pietra del suo sogno: creare una famiglia e un’azienda, che in qualche modo fossero un’unica e solida realtà.

Un progetto, che a distanza di un secolo, ha ancora la forza e l’entusiasmo originari. Grazie alla sua intraprendenza, José Pons Pedro apre un laboratorio specializzato in sedie, ma con altri prodotti a catalogo – lampade, contenitori da cucito e arredi decorativi per gli ingressi – insegnando i segreti degli intrecci in vimini a molti suoi concittadini, portando così in breve tempo il paesino dell’Alicante ad affermarsi quale centro specializzato nella lavorazione delle fibre naturali e dando vita a un fiorente artigianato, ancora oggi peculiarità e attrazione della zona. Anche il grande centro logistico a Jalón – a 11 km da Gata de Gorgos – ha contribuito a dare nuova vita all'economia locale. Ed è proprio dedicata “al loro contributo al miglioramento della società e della qualità di vita delle persone” la motivazione del Premio Nazionale di Design conferito nel 2019 dal Ministro della scienza, innovazione e università ai quattro fratelli Pons, i rappresentanti della terza generazione.

Fil rouge di questa storia imprenditoriale centenaria è la “voglia” di progettazione, vero e proprio motore propulsore della continua crescita dell’azienda. Negli anni Cinquanta si pensa alla prima espansione con la nascita di una nuova unità produttiva dedicata alla lavorazione del rattan. Juan Bautista Pons, figlio del fondatore, si assicura la presenza dei migliori tessitori a mano e il passaggio da bottega a impresa è determinante. Gli anni Sessanta sono, invece, gli anni in cui grazie al talento artistico di Gabriel Pons vengono ridefinite estetica e funzionalità degli arredi e si ampliano la gamma dei colori e le cartelle dei tessuti, oltre a sperimentare innovative commistioni del vimini con altri materiali. Con cinquecento addetti ai lavori, l’azienda inizia ad affermarsi quale punto di riferimento del design e dell’outdoor. La grande scommessa sul design porta la Pons ad affacciarsi sui mercati internazionali: dagli Stati Uniti, sede del primo stabilimento di assemblaggio fuori Spagna, alla Germania, Francia, Gran Bretagna e, via via, negli anni Settanta, in Medio Oriente, America centrale e Africa settentrionale.

Con la grande crisi degli anni Ottanta, nascono invece nuove opportunità di crescita e diversificazione.

Il divieto di esportazione di materie prime, in particolare il rattan, imposto dai paesi del sud-est asiatico, a favore di prodotti semilavorati o finiti, costringe l’impresa a ripensare ai propri processi produttivi portandola, così, ad aprire la sua prima fabbrica in Asia, nello specifico in Vietnam. In parallelo, prende avvio la ricerca di nuovi materiali che culmina, negli anni Novanta, con lo sviluppo di una fibra sintetica riciclabile, altamente resistente e flessibile e con tutte le specificità delle fibre naturali: la Shintotex, con cui, a tutt’oggi, viene realizzato il 90% della produzione. L’attenzione all’ambiente è, infatti, molto sentita ed è uno degli obiettivi primari della politica aziendale: dalla sede operativa che, dal 2008, è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico, ai materiali utilizzati, totalmente riciclabili, fino al legno proveniente da boschi sostenibili e controllati. In particolare, il teak viene selezionato in base all’elevato tasso di sostanze oleo-resinose che ne aumentano la flessibilità e durabilità.

Il grande impegno rivolto alla progettazione unito allo spirito innovativo hanno consacrato Point quale eccellenza nella produzione di mobili per esterni, particolarmente resistenti al tempo e agli agenti atmosferici. Oltre 40 le collezioni, 300 i pezzi a catalogo, 1000 i progetti esportati in 70 Paesi e presenze in Europa, Stati Uniti, Asia e Medio Oriente. Chiave del successo, come più volte espresso dagli stessi Pons, è il fatto di “essere produttori, da sempre”.

Quella della Point è una storia di incroci di competenze: la grande conoscenza delle materie prime dei maestri artigiani (alcuni da varie generazioni in azienda) si integra all’innovazione portata dagli architetti e designer, come quella di Mario Ruiz che dal 2016 è stato chiamato in veste di art director. Le collezioni sono esattamente un riflesso di questo mix di know-how: quelle classiche, da un lato, rappresentano lo spirito della famiglia Pons e le sue preferenze per un design tradizionale e più classico, imperniato sulla lavorazione delle fibre naturali - come nelle collezioni Alga o Charleston, quest’ultima un’eco degli Anni Venti, o nell’iconica poltrona Emmanuelle. Dall’altro, invece, i prodotti si associano a linee più contemporanee, frutto della collaborazione con designer internazionali - vedi la pluripremiata collezione “Weave” di Vicent Martínez, ispirata agli intrecci dei nidi degli uccelli tessitori baya, o la FUP di Francesc Rifé, una famiglia di pouf dalla semplicità essenziale accentuata dalla perfetta forma circolare. Non da meno, le tre collezioni di Christophe Pillet, comprensive di divano, sedute di corda e panche che farebbero la loro bella scena anche in un interno.

Arredi che incarnano lo spirito mediterraneo, semplice ma solido, e la sua arte di vivere all’aperto, con stile e comodità, capaci di trasmettere emozioni e sensazioni, proprio come davanti a un bel tramonto sul “mare nostrum”. Chaise-longue, sedie, poltrone, poltroncine, divani, gusci, tavoli, tavolini che incontrano il gusto di una clientela internazionale che ama il bello e l’eleganza, il lusso e l’innovazione, le stesse qualità che si ritrovano nei resort o negli alberghi esclusivi che hanno scelto gli arredi Point – dal Four Seasons allo W, allo Shangri-La, The Langham e Hyatt Regency passando da Dubai a Parigi, Londra, Miami, dalle Americhe all’India fino all’Australia e Oceania.

Cent’anni di un sogno diventato realtà, ma che resta un sogno infinito rivolto al futuro.

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