07 luglio 2020

Progettare l'emergenza - 2a puntata

Dopo la prima ondata di creatività istantanea e di primo soccorso del lockdown, che ha portato designer e architetti, tecnici e ingegneri a reagire prontamente al Covid-19, creando, in primis, un vero e proprio fronte difensivo tra scudi facciali e mascherine, dispositivi di sanificazione e sistemi di controllo della temperatura, ora anche il mondo del progetto è in piena Fase 3. Il pensiero creativo ha avuto il tempo, le pause e i ripensamenti necessari per anticiparne le nuove esigenze, singole e collettive.

In questa, cosiddetta, “nuova normalità”, la socialità fa – o meglio farà – la parte del leone. Ecco allora che il distanziamento sociale per la prevenzione sanitaria è il minimo comun denominatore di una gran parte dei progetti. A questa necessità risponde Pininfarina, che in partnership con Blimp, start-up specializzata nell’intelligenza artificiale, sta mettendo a punto una soluzione che, integrando design fisico e digitale, tecnologia e servizi, consentirà di verificare e monitorare, attraverso l’analisi dei flussi di persone, l’applicazione delle misure di contenimento anti-Covid in tutti gli ambienti indoor e outdoor.

Tra gli spazi chiusi gli ascensori sono quelli più frequentati e, di conseguenza, quelli più a rischio contagio. Cabina e pulsantiera possono essere sanificati in pochi minuti grazie al kit CARe, su progetto dello Studio Marco Piva e sviluppato da IGV Group, che utilizza in contemporanea due tecnologie. Una luce ultravioletta UV-C, la stessa impiegata per la sanificazione degli ambienti ospedalieri, garantisce la sterilizzazione completa delle superfici, mentre un dispositivo di ventilazione con filtro assoluto HEPA combinato a una membrana ai carboni attivi in grado di catturare virus e batteri sanifica l’aria. Il ricambio dell’aria è quasi istantaneo e la sterilizzazione avviene nella fase di stand-by. Invisibile, silenzioso e a basso consumo energetico, con un minimo intervento può essere applicato a qualsiasi tipo di ascensore.

Da Bergamo, la provincia più colpita dalla pandemia, arriva TEXO®, un sistema di pannelli modulabili in tessuto a particelle d’argento, capaci di annullare la carica batterica del coronavirus. A proporlo Tensoforma, azienda specializzata nella progettazione e ingegnerizzazione di involucri architettonici innovativi. Il tessuto sfrutta le note proprietà antibatteriche del metallo prezioso e un trattamento produttivo brevettato genera la riduzione della carica virale del 95% dopo un quarto d’ora dal contatto e del 99,5% dopo un’ora. Le proprietà antivirali sono state testate e certificate dal laboratorio VirHealt di Lione, specializzato in applicazioni virucide delle tecnologie di contaminazione.

“Non avrei mai immaginato che un divisorio potesse diventare lo strumento di socialità del domani”, dichiara l’architetto Matteo Cibic che presenta COV, una serie di divisori per ambiente, elegante soluzione per scandire la giusta distanza al ristorante, dal parrucchiere o in ufficio: ossia, pareti trasparenti in perspex in varie dimensioni e sagome, con struttura portante in alluminio anodizzato in diverse finiture, realizzate da FusinaLab. Volendo anche custom-made.

Made in France è invece la proposta del designer Christophe Gernigon che immagina un’intimità raccolta sotto una grande bolla di plexiglass. Plex’Eat è una cupola a soffitto sotto la quale si può mangiare comodamente e in piena sicurezza. In via di sviluppo anche le versioni a due posti per una cena romantica o a più posti per un ritrovo di famiglia.

Dalla campana alla serra il passo è, come dire, solo geografico. Ad Amsterdam nel ristorante Serres Séparés di Mediamatic, importante centro artistico incentrato sulle relazioni tra arte, design e scienza, si mangia, come annuncia il nome del locale, in piccole serre trasparenti a due posti, in riva all’acqua. Camerieri rigorosamente protetti da schermi facciali servono i piatti su lunghi vassoi per non entrare in contatto ravvicinato con gli ospiti, garantendo massimo confort.

Si riprende ad andare al ristorante, così come a frequentare i parchi, soprattutto in vista della bella stagione. Il britannico Paul Cocksedge propone la coperta da pic-nic fai-da-te Here comes the sun, per aiutare le persone a mantenere le distanze richieste, non sempre facili da visualizzare e, di conseguenza, da applicare. Di forma circolare per essere adagiata intorno a un albero e per facilitare l’aggregazione tra amici e familiari.

Dai parchi, alle spiagge, ma anche in luoghi chiusi, ovunque sia possibile sedersi a terra e tracciare il proprio spazio. Questi i posti per cui è stato pensato C’entro, una soluzione di design per vivere la socialità al meglio. Progettato dallo studio milanese SBGA Blengini Ghirardelli, è un sistema di pali colorati in fiberglass, estremamente flessibili, che si inseriscono l’uno nell’altro fino a formare a terra il perimetro di un cerchio imperfetto, allargabile fino a contenere due persone. Al cerchio è collegato un distanziatore di un metro e mezzo che permette di misurare lo spazio libero tra le persone.

Pensato prima del ritorno ai viaggi in aereo in modalità pre-Covid, l’Isolate kit di FactoryDesign, agenzia di design londinese specializzata in consulenza aeronautica, attrezza ad hoc il sedile tra due passeggeri, garantendo la massima sicurezza. Il tavolino ribaltabile diventa la base di appoggio di uno schermo trasparente in termoplastica o in schiuma termoformata rifinita in pelle. Il kit è facilmente smontabile per garantire la vicinanza a chi viaggia in coppia.

Il poter finalmente uscire ha portato vari designer a ri-pensare la città, da percorrere e vivere. Interessante il progetto parigino che ha visto la sindaca Anne Hidalgo indire un concorso per una nuova segnaletica urbana anti-Covid, vinto dal collettivo 5.5 Studio, da usare inizialmente in prossimità delle scuole. Grandi onde azzurre segnalano agli automobilisti la presenza di studenti, mentre una serie di ondine bianche ricorda agli allievi (e ai genitori) l’obbligo della distanza. L’onda ha sua valenza specifica in quanto richiama il motto di Parigi “Fluctuat net mergitur” (naviga tra i flutti ma non affonda) e la sua Senna, uno dei simboli più potenti. Sempre a Parigi e sempre grazie al Comune, in sinergia con JCDecaux, su oltre 2.000 pezzi di arredo urbano, dalle pensiline degli autobus ai servizi igienici autopulenti, sono stati applicati dei distributori di soluzioni disinfettanti per mani a firma di Patrick Jouin. Il colore azzurro brillante non è solo simbolo di igiene, ma è anche ben visibile e, riflettendo la luce del sole, evita che il disinfettante si surriscaldi.

Anche se meno esposti a questa pandemia, i bambini, sono stati comunque oggetto di progetti di protezione, soprattutto in vista del loro ritorno a scuola. Così, i bioarchitetti mantovani Ilaria Bizzo e Stefano Cornacchini di bc Studio hanno creato il qb_quarentine box, autoportante, replicabile, prefabbricato, riciclabile. Si tratta di una struttura squadrata di legno, con tamponamenti in plexiglass trasparente o colorato, di dimensioni tali da costituire una cellula protettiva nella quale alloggiare banco e sedia. Alla tutela nel gioco, uno dei momenti di maggior contatto, hanno invece pensato i berlinesi Martin Binder e Claudio Rimmele, rispettivamente designer e psicologo, creando Rimbin, dall’inglese rim=bordo e bin=contenitore, un’eco delle robuste foglie di ninfee sull’acqua: un grande campo giochi composto da tante aree, anche sopraelevate, connesse visivamente e acusticamente tramite dei lunghi tubi cavi. Sempre per i bambini, dai 4 agli 8 anni, un divertente scudo facciale realizzato in 3D dallo studio Metaform, da applicare alla visiera del cappellino, può essere personalizzato inserendo semplicemente tra le due lastre di plexiglass un foglio di carta ritagliato nella sagoma di corona, o di orecchie di coniglietto o di grandi occhi! Qui le istruzioni per realizzarlo.

Per adulti invece, l’Anti Virus Mask di Iosa Ghini design workshop: copre interamente il volto, lasciando però a vista l’identità di chi la indossa. Una ventola fa passare l’aria attraverso un sistema di filtraggio, customizzabile in base al tipo di particolato da contrastare: virus, smog o altri agenti patogeni. Allo studio elementi di implementazione della maschera, dal microfono a device smart per dialogare con dispositivi portatili, e sistemi di sanificazione a luce UVC.

Ispirato ai fumetti di fantascienza degli anni ‘50 e ai movimenti utopici degli anni ‘60, il gruppo artistico berlinese PlastiqueFantastique propone iSphere, allegro scudo facciale, ma al contempo oggetto serio in quanto stimola a meditare su questa situazione eccezionale. Un progetto opensource: prendendo due semisfere trasparenti e ritagliando lo spazio per la testa, in 30 minuti e con circa 25 euro, si realizza un fantastico casco-bolla, anche personalizzabile, fra gli altri accessori, con microfono, ventilatore e parasole.

La protezione passa anche per il fashion style. Elegantissimo lo scudo da sole ideato dal newyorchese Joe Doucet, alla ricerca di qualcosa che fosse desiderabile da portare, e non solo obbligatorio. Sul plexiglass, con protezione UV e anti-appannamento, può essere stampato il profilo di una montatura, in modo da creare modelli diversi per uomo, donna e bambino. Da indossare proprio come un vero paio di occhiali! Tra moda e arte i Cappelli Struttura firmati dalla costumista Veronica Toppino. Arte, però, intesa quale distanziatore sociale: è questo il concetto base di questo progetto pre-Covid, ma ora spunto di riflessione sulla moda quale strumento di soluzione alle nuove esigenze sociali. Come le crinoline vittoriane fungevano da protezione creando spazio fisico attorno al corpo, anche questi cappelli suggeriscono un’orbita intorno alla testa, grazie alla larga tesa. In versione da donna, foderato in seta e rivestito con rete dello stesso colore, da uomo con struttura di alluminio a vista.

Non ci resta che l’imbarazzo della scelta, certamente sicura!

#5.5 Studio, #bc Studio, #Blimp, #Christophe Gernigon, #Claudio Rimmele, #FactoryDesign, #Iosa Ghini Design Workshop, #Joe Doucet, #Martin Binder, #Matteo Cibic, #Metaform, #nuova normalità, #Patrick Jouin, #Paul Cocksedge, #Pininfarina, #PlastiqueFantastique, #SBGA Blengini Ghirardelli, #Serres Séparés, #Studio Marco Piva, #Tensoforma, #Veronica Toppino