24 gennaio 2019

Riapre il museo più importante di Stoccolma

Stoccolma si è riappropriata del suo gioiello più bello, il Nationalmuseum. Dopo 5 lunghi anni di chiusura per il primo intervento di restauro e rinnovamento in ben 150 anni di storia, ha, infatti, riaperto il museo più importante della capitale svedese, opera dell’architetto Friedrich August Stüler, progettista anche del Neues Museum di Berlino. Il museo custodisce oltre 700mila opere, che vanno dai capolavori rinascimentali di maestri come Arcimboldo, Bellini, Cranach e Dürer a ceramiche create l'anno scorso con una stampante 3D, passando per il capolavoro monumentale di Rembrandt “La cospirazione dei batavi” e la prima sedia venduta smontata, progettata nel 1943 da Elias Svedberg.

Il design dello spazio espositivo è stato ripensato da Joel Sanders Architect (New York) in collaborazione con i designer svedesi Henrik Widenheim e Albert France-Lanord e i lighting designer dello studio Kardorff Ingenieure Lichtplanung (Berlino).

L’obiettivo principale del progetto era quello di “spogliare” lo spazio per creare un ambiente contemporaneo che rispettasse l'architettura storica originale di fine Ottocento, ma fosse più funzionale all’esposizione delle tante opere d’arte – ad oggi il museo ha la capacità di porre in esposizione più di 5.000 opere contemporaneamente.

Il progetto di ristrutturazione ha dato, così, vita a uno spazio ricco di luce – sono state finalmente riaperte 300 finestre, chiuse dal 1930 – aperto, fluido e facile da esperire in cui l’arte può essere vissuta sia su grande sia su piccola scala, preservando, al contempo, l’integrità del patrimonio architettonico. Il carattere del museo ne ha giovato, soprattutto grazie alla nuova palette cromatica che ha privilegiato colori brillanti, dal giallo canarino al viola pallido e al rosso intenso, ciascuno ispirato ai disegni originali del 1866 del museo. I due ingressi gemelli dell'edificio originale sono stati ricoperti da un nuovo tetto di vetro geometrico e multi-sfaccettato, concepito per deviare il rumore sulle pareti fono-assorbenti sottostanti, facendo sì che i locali possano essere utilizzati sia per esporre sia per conferenze ed eventi. L'atrio si è evoluto con la connessione di due cortili originali rinnovati e riaperti per creare un'esperienza di visita più accogliente.

Sorpresa speciale del museo è il nuovo ristorante, che occupa una galleria a volte a piano terra affacciata sull'acqua, fino a poco tempo fa studio di restauro. Qui, l’ambiente non è formale come nei locali insigniti di stella Michelin del Rijksmuseum di Amsterdam, del Guggenheim di Bilbao, della National Gallery di Singapore o del MoMa di New York. Ma la raffinata reinterpretazione dei piatti della cucina svedese dello chef Fredrik Eriksson è davvero eccellente.
Come ci si potrebbe aspettare da un museo che ha come missione l'esaltazione del design svedese, ogni dettaglio è curato nei minimi particolari. I piatti, le stoviglie, i bicchieri e le tovaglie di lino sono stati disegnati per l'occasione rispettivamente da Carina Seth Andersson e Jakob Solgren, ispirati dai soffitti a cassettoni e dalle cupole del museo.

Tra le mostre temporanee, Design Stories (fino al 17 febbraio) è un viaggio curioso e interessante nel mondo del design svedese contemporaneo, in cui lo storytelling costituisce il fulcro non solo della forma del prodotto ma anche del suo processo creativo.

www.nationalmuseum.se/en/

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