29 ottobre 2019

Sempre più MoMa

MoMA=New York. Ovvero, dal museo alla città. Questa la vera essenza dell’ultimo importante make up riservato al tempio dell’arte moderna che si rinnova per approfondire ulteriormente il dialogo con la Grande Mela. Ed esserle ancora più vicino. Per accogliere un numero maggiore di opere (+1000) e di visitatori (+500mila quelli attesi), rendendo visita e permanenza nei suoi spazi sempre più comode, funzionali e stimolanti.

Il Museum of Modern Art – in arte MoMA – è un luogo che non ha mai smesso di crescere, evolversi e ripensarsi. E continua, in questo modo, la sua missione originaria: essere una istituzione educativa proprio come la sognarono e la realizzarono a fine anni Venti le tre signore-fondatrici – Abby Aldrich Rockefeller, Lillie P. Bliss e Mary Quinn Sullivan – e come, poi, lo diresse il suo primo direttore, Alfred Barr, che ne volle fare un vero e proprio museo sperimentale.

L’intervento di ampliamento, che ha visto l’inaugurazione dell’ultima fase il 21 ottobre scorso, è l’ultimo di tanti, di cui fra i più significativi quelli a firma di Philip Johnson del 1953, con il nuovo giardino delle sculture, e del 1964, che hanno visto la creazione della East e Garden Wing e di un nuovo atrio; di Cesar Pelli del 1984, con la nuova West Wing e la Museum Tower, edificio residenziale di 56 piani; e, il penultimo, di Yoshio Taniguchi in occasione, nel 2004, del 75° anniversario del museo che ha dato vita all’atrio del secondo piano e alla facciata di vetro e granito entrata nell’immaginario collettivo.

La celebrata istituzione si arricchisce ora di nuove sale, gallerie, corridoi, atrii, terrazze pari, nel loro complesso, a un terzo della sua precedente volumetria. L’intervento dello studio americano Diller Scofidio + Renfro, in collaborazione con lo studio Gensler, vuole, infatti, dare rinnovata energia per poter accogliere un nuovo pubblico che possa sperimentare e vivere il museo, in primis, come laboratorio e – vero valore e cuore del progetto – per partecipare all’esperienza artistica in modo nuovo: interattivo e interdisciplinare. Le opere non saranno più suddivise per periodi e movimenti ma per associazioni e grandi temi e verrà dato più spazio ad artisti poco conosciuti e a forme artistiche meno rappresentate, mentre la selezione nelle gallerie cambierà più frequentemente, variando il 30% delle opere esposte ogni anno.

Il nuovo progetto – 5 anni di lavori e 450 milioni di dollari di costi – ha come cuore dell’intervento, oltre al grande atrio centrale a doppia altezza che cuce la 53a strada alla 54a senza soluzione di continuità, lo Studio, luogo di presentazione di programmi e performance di arte e istantanee di cultura contemporanea. Al secondo piano, invece, il Creativity Lab inviterà il pubblico a connettersi con nuove visioni sul passato, presente e futuro. L’ampliamento tocca anche le gallerie a livello strada, aperte ora a tutti, collegando in modo più agevole e diretto il museo alla città, portando così l’arte sempre più vicina alla gente. Rinnovato anche il flagship store che scende di un piano ma resta ben visibile dalla strada grazie a un’ampia e scenografica parete di vetro, mentre un nuovo caffè con ampia terrazza al sesto piano è già il nuovo punto di attrattiva della metropoli.

Un’elegante facciata nera traslucida, infine, filtra delicatamente la luce solare lasciando scoperto solo il vano scale in un armonico dialogo con il corpo originario.

The Museum of Modern Art

11 West 53rd Street tra Fifth and Sixth Avenues
New York

www.moma.org

#MoMA, #New York, #architettura, #ristrutturazione, #Diller Scofidio + Renfro, #Studio Gensler, #Cesar Pelli