17 dicembre 2019

Smart Forest City

L’uomo che piantava gli alberi – potremmo descrivere così l’architetto Stefano Boeri citando il titolo del meraviglioso romanzo breve di Jean Giono del 1953. Come un moderno Elzéard Bouffier, l’architetto milanese con impegno pionieristico e costante, riforesta siti urbani con una nuova generazione di edifici, alte torri dove i balconi diventano spazi abitabili per accogliere molteplici specie di alberi di diverse dimensioni, altezze e tempi di crescita. Le città sono le maggiori responsabili del problema del cambiamento climatico e hanno – secondo il pensiero dell’architetto espresso nel suo Manifesto dell’Urban Forestry – l’opportunità di diventare parte integrante della soluzione. Queste architetture diventano quindi un dispositivo architettonico che promuove la compresenza di architettura e natura nelle città per favorire la creazione di ecosistemi urbani complessi.

Dopo il pluripremiato Bosco Verticale di Milano del 2014, esportato nel mondo – da Losanna a Nanjing, Utrecht, Parigie Eindhoven fino alla visione futuristica della Colonia di Boschi verticali su Marte – e sempre impegnato nella campagna globale sulla forestazione urbana che moltiplichi la presenza di foreste e alberi nelle nostre città, Stefano Boeri Architetti fa un ulteriore “passo” ambientalista presentando la prima città-foresta del nuovo millennio, la Smart Forest City a Cancun in Messico, che restituirà al verde una grande superficie di terreno su cui avrebbe dovuto sorgere un grande centro commerciale. 7.500.000 piante (appartenenti a 400 specie diverse, selezionate dalla paesaggista e agronoma Laura Gatti) di cui 260.000 alberi, circa 2.3 alberi per abitante, e la restante parte composta da arbusti e cespugli – complessivamente 400 ettari di superfici verdi su una superficie di 557 ettari pensati per accogliere una popolazione di 130mila abitanti. Grazie ai grandi parchi, ai tetti giardino e alle facciate verdi verranno restituite alla natura le superfici da questa attualmente occupate con un’equivalenza perfetta tra superfici vegetali e quelle costruite. Il progetto prevede di assorbire 116.000 tonnellate all’anno di anidride carbonica con 5.800 tonnellate di CO2 stoccate per anno.

La Smart Forest City sarà una città sostenibile e all’avanguardia, una “città aperta” e internazionale ispirata essenzialmente ai valori dell’innovazione tecnologica e della qualità ambientale. Pensata come un insediamento autosufficiente dal punto di vista energetico, la città sarà caratterizzata da un anello perimetrale di pannelli fotovoltaici e da un canale collegato a un impianto ipogeo al mare che consentiranno di alimentare la città in modo sostenibile, sviluppando un’economia circolare relativa all’utilizzo dell’acqua. L’acqua risulta, infatti, essere l’elemento chiave del progetto, raccolta all’ingresso della città in una grande darsena e una torre di desalinizzazione, e distribuita da un sistema di canali, anche navigabili, che servirà l’intero insediamento irrigando anche la cintura esterna di campi agricoli.

In questa città troveranno la loro collocazione ideale dipartimenti universitari, organizzazioni, laboratori e aziende che si stanno occupando di sostenibilità ambientale e del futuro del pianeta. Al suo interno sono previsti anche centri di ricerca e sviluppo destinati a ospitare studenti e ricercatori provenienti non solo dalle università messicane, ma dalle accademie più qualificate del mondo. Anche dal punto di vista della mobilità la Smart Forest City sarà all’avanguardia grazie a un articolato sistema di trasporto che prevede una mobilità interna unicamente elettrica e semiautomatica: banditi i veicoli a combustione che dovranno essere lasciati fuori città sia dagli abitanti che dai visitatori. Infine, il progetto urbanistico di Smart Forest City è pensato secondo i principi di una urbanistica non deterministica. Definite le grandi invarianti della struttura urbana - relative alle infrastrutture energetiche, alla mobilità, al verde, alla presenza dei principali nuclei di ricerca e sviluppo, al diritto di ogni abitante ad avere a disposizione tutti i servizi a una distanza pedonale e ciclabile congrua – la città prevede una grande flessibilità nella distribuzione delle diverse tipologie edilizie ad architettoniche che potranno essere diversamente articolate nei cinque grandi comparti previsti dal Master Plan.

Una città che è un inno alla sensibilità ambientale e al valore della presenza del verde in ambito urbano, per il rispetto della biodiversità e per il contrasto di polveri sottili e CO2. Una città-speranza.

#architettura, #Bosco Verticale, #Cancun, #economia circolare, #innovazione, #Messico, #Smart Forest City, #sostenibilità, #Stefano Boeri, #Urban Forestry, #urbanistica