23 giugno 2020

The Centre for Music

Sembra quasi di assistere a una partita a scacchi, dove la nuova grande torre del Centre for Music si è mangiata, dapprima, lo storico Museum of London (che verrà ricollocato in una nuova e più grande sede, sempre nel West Smithfield) e, poi, il traffico automobilistico di quella che è stata fino a poco fa una affollata rotatoria ai margini del polo finanziario della City.

Progettato dallo studio newyorchese Diller Scofidio + Renfro, il nuovo iconico edificio si contraddistingue fin da subito per essere un luogo aperto più che un vero e proprio contenitore. Un volume che va oltre se stesso, alla ricerca di una interazione con il tessuto urbano e con la gente. Ad accogliere il pubblico, infatti, un grande spazio che conduce senza soluzione di continuità dalla strada al foyer. E la forte connessione tra il dentro e il fuori è estremizzata dal guscio trasparente che avvolge lo scheletro permettendo una totale osmosi.
Il nuovo landmark londinese rimanda immediatamente all’immagine di uno ziqqurrat con la sua imponenza, le sue piattaforme sovrapposte e la grande scala, ma al contempo è un’architettura avveniristica con l’imponente e affusolata torre scultorea dalle forme irregolari. Avvolta in un guscio trasparente, l’edificio è pertanto raggiungibile con gli occhi in tutta la sua intimità e in tutta la sua altezza. Lo sguardo infatti riesce a scorrere trasversalmente e fino in alto, soffermandosi sulla maestosa sala concerti. Quest’ultima è un vero e proprio scrigno ligneo a cui si arriva percorrendo “scale-anfiteatro” di reminiscenza escheriana e dove il pubblico è invitato a disporsi intorno al palco, abbracciando letteralmente chi in quel momento si trova lì. A impreziosire l’emozione, la spettacolare vista sulla vicina cattedrale di St Paul.

Il Centre for Music di Londra è il primo progetto di Diller Scofidio + Renfro nella capitale britannica, ma non il primo dedicato alla musica perché nel 2010 lo studio firma il restyling di uno dei luoghi più iconici della loro città: il Lincoln Center di New York. Anche qui vengono azzerati i confini tra gli spazi interni e quelli esterni amalgamando architettura, urbanistica, arte del paesaggio per dare vita a nuove forme di condivisione e socialità, come il grande prato sulla copertura e il padiglione del ristorante.

Nel segno della musica, il Centre for Music è collegato direttamente, tramite delle aree pedonali, ai passaggi sopraelevati della Highwalk del vicino Barbican, ora sede della London Symphony Orchestra, e della Guildhall School of Music & Drama.
Con queste tre esimie istituzioni la nuova casa della musica condividerà programmi e iniziative: in particolare, sarà sotto la direzione del Barbican, diventerà la sede permanente della London Symphony Orchestra e il punto di appoggio del nuovo Istituto per l’impatto sociale della Guildhall School of Music & Drama. Oltre a questa sinergia, l’edificio ha un ulteriore a tout: si trova, infatti, sull’asse culturale – il cosiddetto Culture Mile – che collega idealmente la Tate Modern, il Millennium Bridge e la cattedrale di St Paul, diventando così la nuova iconica porta d’ingresso. L’area del Culture Mile è una zona dove la creatività è diventata la nuova misura di valore e quindi destinata a essere ulteriormente trasformata – recenti le due nuove stazioni metropolitane della Elizabeth Line – e arricchita con importanti iniziative culturali.

Il Centre for Music è realizzato con tutte le tecnologie all’avanguardia, sia da un punto di vista costruttivo e architettonico sia acustico. Un edificio che aspira ad avere sulla musica lo stesso impatto che la Tate Modern ha avuto per l’arte più di vent’anni fa. Un edificio certamente per gli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto per tutti coloro che amano la musica e le discipline a essa connesse.

“Crediamo nel potere che la musica ha nel trasformare la vita delle persone”, dichiara Sir Simon Rattle, direttore musicale della London Symphony Orchestra. “E soprattutto, crediamo che è per tutti. Il talento per la musica, l’amore per la musica non hanno nulla a che fare con l’abilità di suonare uno strumento, di ascoltare o imparare. È il diritto naturale di ogni bambino”.

Se la missione del progetto è quella di infondere l’amore per la musica nelle nuove generazioni, questo ziqqurat, alias “monte cosmico” contemporaneo, ha tutte le carte in regola per farlo a partire dal richiamo della sua architettura. La montagna è il simbolo di congiunzione tra terra e cielo e che cosa non è la musica se non proprio questo?

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