10 dicembre 2019

“....the Illuminating Gas”

Forse molti si ricordano la sua installazione I=N=V=O=C=A=T=I=O=N (I call your image to mind), realizzata espressamente per Euroluce 2009 nel Giardino della Triennale di Milano: una scultura al neon di circa 6 metri di diametro, lunghi tubi attorcigliati su se stessi a formare una nuvola luminescente che sembrava galleggiare nell’aria in un dialogo tra il percepito e il grado di familiarità dell’osservatore verso la luce in termini spaziali e temporali. Cerith Wyn Evans, gallese ma con studio e residenza a Londra, ritorna ora a Milano con una mostra concepita come una composizione armonica in cui luce, energia e suono offrono al visitatore un’esperienza sinestetica unica. A cura di Roberta Tenconi e Vicente Todolí, la mostra presenta lavori storici e nuove produzioni, venticinque in tutto, che riempiono con grande discrezione, eleganza ed equilibrio formale gli ampi volumi espositivi di Pirelli HangarBicocca.

Il titolo stesso dell'esposizione “....the Illuminating Gas” – oltre a far riferimento all’ultimo lavoro di uno dei suoi artisti preferiti, Essendo dati: 1. La cascata d'acqua, 2. L'illuminazione a gas di Marcel Duchamp, che rappresenta un enigmatico diorama visibile esclusivamente attraverso il foro al centro di una porta – richiama l’elemento centrale di tutta la mostra, la luce, e in particolare il neon, ossia il gas che diventa incandescente quando viene attraversato dall’energia elettrica.

Il viaggio iniziatico in questo paesaggio luminoso e sonoro attraversa una selva di sette colonne doriche alte venti metri che si accendono e spengono a intermittenza creando una suggestiva coreografia che alterna traslucenza a forte luminosità. StarStarStar/Steer (totransversephoton) fa da contrappunto al suono emesso dall’opera attigua, Composition for 37 flutes: un’eterea scultura in vetro dalle cui sottili canne l’aria scaturisce in un sibilo a suggerire uno stato di tensione tra l’armonia di un respiro e il suo dissolversi. Lungo le Navate, invece, si incontrano esclusivamente elementi sospesi in una coreografia che alterna ritmi differenti, pieni e vuoti: le tredici sculture al neon della serie Neon Forms (after Noh), ispirate ai gesti e ai costumi degli attori del teatro Noh, dialogano con l’arabesco chilometrico di rette e curve luminose di Forms in Space...by Light (in Time), un’opera originariamente concepita per la Tate Britain di Londra, ispirata anch’essa a Marcel Duchamp e alla sua La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche meglio conosciuta come Il Grande Vetro, e qui presentata in una nuova configurazione.

L’effimerità di luce e suono, tratto distintivo dei lavori di Evans trovano espressione nei “bagliori sonori” di C=O=N=S=T=E=L=L=A=T=I=O=N, un grande mobile polifonico, posto in prossimità dell’ingresso del Cubo, formato da sedici dischi realizzati con casse direzionali e superfici riflettenti dove una regia strategica di rifrazioni, giustapposizioni, sovraincisioni, occlusioni, rivelazioni mettono alla prova i parametri cognitivi del visitatore. Il Cubo – ultima tappa del percorso luminoso sonoro – invece è attraversato, fra le altre opere, da un testo al neon sospeso diagonalmente nello spazio a descrivere un’eclissi solare e la sua traiettoria che attraversa diverse aeree geografiche in diverse ore del giorno, immaginando un viaggio che unisce tono poetico a terminologia scientifica. La mostra prosegue anche all’esterno con TIX3, prima opera al neon dell’artista formata dalla scritta “exit” al contrario – materiale testuale che, decontestualizzato, viene tradotto in un linguaggio luminoso – e con la nuova scultura To....fold, an apprentice in the Sun realizzata con fuochi d'artificio che, nell'atto spettacolare del bruciare, mette in scena la sua natura effimera. Le due opere riassumono la ricerca di Evans focalizzata sul potenziale immaginativo della parola e sull’uso del montaggio come tecnica compositiva, oltre che per la centralità della dimensione temporale e del concetto di durata nella fruizione di un’opera.

“....the Illuminating Gas”

Pirelli HangarBicocca
Via Chiese 2, Milano

Fino al 23 Febbraio 2020

pirellihangarbicocca.org/

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