09 luglio 2019

The Shed, avamposto della creatività

Con The Shed, polo artistico multidisciplinare progettato da Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con Rockwell Group, New York si riappropria di diritto dell’appellativo di “capitale mondiale dell’arte”. Inaugurato in aprile, The Shed è l’edificio che, insieme a The Vessel di Thomas Heatherwick, è già diventato un’icona di Hudson Yards, il più costoso (ma il meno significativo, architettonicamente parlando) progetto immobiliare nella storia degli Stati Uniti. Situato nel West Side di Manhattan, The Shed si propone alla città quale luogo ultra-flessibile, fluido e camaleontico, aperto a ogni genere di arte e di pubblico.

Quando nel 2008, Diller e Rockwell decisero di collaborare per realizzare un complesso dedicato alla cultura, il loro primo pensiero fu di progettare qualcosa che mancasse alla città. Ripercorrendo le riflessioni di allora, Elizabeth Diller racconta: "Le arti a New York sembrano vivere, separatamente, in compartimenti stagni. Ma non è così che ragionano gli artisti contemporanei". Per questo, nella mente dei progettisti, la struttura doveva poter accogliere ogni tipo di creatività. Da qui, la necessità di creare un edificio versatile e dinamico, che potesse essere percepito come un work in progress perenne, sempre più intelligente e funzionale.

Ne è nato The Shed, un complesso dalla forma aerodinamica, dotato di un guscio esterno telescopico movibile costituito da un telaio in acciaio rivestito da “cuscini” traslucidi in ETFE, le cui proprietà termiche e isolanti garantiscono la qualità della struttura. Tale porzione, all’occorrenza, può spostarsi lungo dei binari fino a occupare la piazza antistante l’edificio. “Vedo l’edificio come ‘un’architettura di infrastrutture’, tutta muscoli e niente grasso, sensibile ai bisogni sempre mutevoli degli artisti in un futuro che non possiamo prevedere. Il successo per me significa che l’edificio resisterà alle sfide presentate dagli artisti, coinvolgendoli allo stesso tempo in un dialogo fruttuoso” ha commentato Elizabeth Diller. The Shed è un lavoro molto complesso dal punto di vista costruttivo, che trae ispirazione dalle infrastrutture dei bacini portuali e dei sistemi ferroviari e ricorda i carroponte per il sollevamento e il trasporto dei materiali dai cargo. Nota interessante: la struttura dell’edificio è stata realizzata da un’azienda italiana, la Cimolai, storica impresa friulana con sede a Pordenone, specializzata in strutture d’acciaio per ponti e dighe, e in generale anche per grandi infrastrutture portuali.

The Shed si sviluppa su 8 livelli: due piani di spazi espositivi liberi da colonne, un teatro, un’area per le prove, un laboratorio creativo per la produzione artistica e un’area dedicata agli eventi. Il guscio mobile si estende dall'edificio principale su un binario esterno per creare uno spazio chiuso multiuso per eventi nella piazza adiacente, The McCourt, che può ospitare fino a 1.200 posti a sedere o 2.700 in piedi. Per aprirsi e chiudersi, The Shed impiega solo cinque minuti e utilizza la stessa forza motrice di una Toyota Prius. Una volta aperto, la calotta del guscio che funge da soffitto del palcoscenico è dotata di attrezzatura di sollevamento, illuminazione, gru industriale e sistema di schermatura per poter mettere in scena qualsiasi tipo di rappresentazione. Quando, invece, The Shed è “chiuso”, la piazza è uno spazio pubblico utilizzabile per ogni sorta di la programmazione all'aperto e la facciata est dell’edificio serve da sfondo per proiezioni. Per le funzioni di servizio, l’edificio si appoggia al grattacielo retrostante che, progettato dagli stessi architetti, ha rinunciato ai suoi piani più bassi per ospitare uffici, camerini, magazzini e spazi macchine.

The Shed lavora su commissioni di opere originali, trattando tutte le arti e tutti gli artisti allo stesso modo. Ricchissimo il carnet di esposizioni, mostre, spettacoli andati in scena in occasione dell’inaugurazione. Tra le performance appena inaugurate, invece, Dragon Spring Phoenix Rise: spettacolo a tema arti marziali, ambientato nella Chinatown di Queens, ideato da Chen Shi-Zheng, in collaborazione con gli sceneggiatori di Kung Fu Panda. In autunno, è prevista la prima grande retrospettiva newyorchese dedicata ad Agnes Denes, artista concettuale, pioniera dell’arte ecologica. Unica opera permanente è il lavoro site specific commissionato a Lawrence Weiner e integrato nella piazza antistante The Shed: si intitola In Front of Itself ed è, letteralmente, una frase inserita nella pavimentazione, ripetuta due volte, una di fronte all’altra.

Insomma, The Shed è un avamposto per l’inventiva e la curiosità, un luogo decentrato e inclusivo. Una contemporanea cattedrale gotica umanistica incastonata nello skyline cristallino di New York. Un luogo che parla di futuro. Assolutamente da non perdere.

The Shed

545 W 30th St, New York, NY 10001

https://theshed.org/

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