11 luglio 2019

The Vessel. A Stairway to Nowhere

New York ha la sua nuova icona architettonica. Una gigantesca scultura a nido d'ape, una versione americana della Torre Eiffel, una “Scalinata verso il Nulla” (citando – male − Stairway to Heaven di Led Zeppelin) di escheriana memoria che però assicura straordinarie prospettive sull’Hudson e sulla Grande Mela. In qualunque modo lo si voglia definire, The Vessel, a firma Thomas Heatherwick, è il nuovo landmark di New York. Più scultura che architettura, e sia, si è già imposto quale piattaforma social on site, star di Instagram, hashtag tra i più popolari. Insomma, un ardito progetto di architettura 3.0 non ben definibile né nella sua forma né nella sua funzione che, tuttavia, risponde appieno al brief della committenza che chiedeva una struttura in grado di competere con edifici simbolo come il Rockfeller Centre o l’Empire State Building.

Nella mente di Thomas Heatherwick c’era l’idea di creare qualcosa di originale e inaspettato che non avesse altro scopo se non quello di riunire le persone in uno spazio completamente pubblico e gratuito, sia orizzontale sia verticale, per offrire loro un’esperienza insolita e una nuova libertà, incarnando, così, il vero spirito di New York. Ispirato alle strutture dei tradizionali pozzi indiani (di cui però ribalta il modello), The Vessel è costituito da 154 corpi scala connessi tra loro, che, intersecandosi, demarcano 80 piattaforme panoramiche. La matrice esagonale di base viene ripetuta per 16 piani e 45 metri d’altezza per un totale di 2.500 scalini ed è costituita da enormi elementi prefabbricati in cemento e acciaio color bronzo totalmente made in Italy. È, infatti, ancora l’italiana Cimolai di Monfalcone a realizzare i pezzi di questo incredibile puzzle 3D che sono arrivati a New York via nave dopo un viaggio di 15 giorni per mare e trasportate su chiatte attraverso il fiume Hudson per arrivare al sito del cantiere.

Ciò che di The Vessel colpisce (spesso non in positivo) architetti, urbanisti, designer e critici è il suo essere un oggetto fondamentalmente enigmatico, che non demarca, non racchiude, non contiene nulla. Con nessuna funzione se non quella panoramica e aggregativa. Dall’atmosfera tra lo spettrale e l’avveniristico. E color rosa. Thomas Heatherwick spiega: “Al mio studio è stata commissionata la progettazione di un centro per un insolito lotto a New York. In una città piena di strutture accattivanti, il nostro primo pensiero era che non dovesse essere solo qualcosa da guardare. Abbiamo invece voluto fare qualcosa che tutti potessero usare e toccare. Influenzato dalle immagini che avevamo visto dei pozzi a gradini indiani, l’idea è stata utilizzare rampe di scale, quali elementi costitutivi dell’architettura. Ci siamo chiesti: e se fosse interamente costruito da gradini e pianerottoli? L’idea è che agirà come un set gratuito per la città e sarà un nuovo luogo di ritrovo pubblico per i newyorkesi e visitatori”. Il colore? No, il progettista non ha guardato alle tendenze attuali e alle preferenze dei millennials: “C'è troppo grigio in tutti gli edifici di tutto il mondo. Ho pensato che il bronzo potesse permettere alla struttura di differenziarsi”.

Ciò che colpisce, invece, il visitatore è l’intensità, il calore e la “socialità” di questa architettura che è già entrata nel cuore delle migliaia di persone che visitano e percorrono New York tutti i giorni. In fondo, chi dice che l’inutilità non possa essere “buona”? E chi ha il coraggio di affermare che uno spazio di aggregazione, inclusivo, aperto a tutti non abbia un’ottima ragion d’essere? Con buona pace di chi sostiene che 150 milioni di dollari spesi siano francamenti troppi per un “non luogo”.

The Vessel

Hudson Yards, New York City, NY 10001-2151

https://www.hudsonyardsnewyork.com/discover/vessel

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