28 maggio 2020

The Whale

Chissà come avrebbe reagito Carlo Collodi nel trovarsi una balena come questa davanti agli occhi, forse non troppo dissimile da quella che aveva immaginato nel suo Pinocchio! La storia del burattino di legno sembra proprio continuare in questo edificio fiabesco che pare emergere dalle acque del mare e allo stesso tempo sorgere dalla terra, come se un gigante avesse sollevato un lembo di crosta terrestre.

Pronto nell'estate del 2022, The Whale – la Balena – inizia a raccontarsi proprio dal guscio di cemento armato che prende forma direttamente dal paesaggio lunare nei dintorni di Andenes, un paese di 2.600 abitanti sulla costa del Mare di Norvegia.

La scelta del luogo non è stata certamente casuale, anzi. Andenes a 300 km a nord del Circolo Polare Artico, sulla punta più settentrionale dell’isola di Andøya, a sua volta l’isola più a nord dell’arcipelago delle Vesterålen – è la cittadina più prossima al Bleiksdjupet, il canyon sottomarino che con i suoi quasi 2.000 m di profondità è l’habitat perfetto per i grandi mammiferi marini, dai capodogli alle orche e globicefali durante l’estate e dalle megattere alle balenottere e orche durante l’inverno. Andenes si è trovata, così, grazie all’abbondante presenza dei cetacei e alla conseguente facilità di avvistamento durante le uscite in mare – a essere il più importante centro norvegese di whale watching dalla fine degli Ottanta. E per consolidarne il primato – a oggi sono 50.000 i visitatori annui – la società The Whale AS, nata nel 2018 unendo realtà pubbliche e private, ha indetto il concorso per la creazione di un centro site-specific per l’osservazione e lo studio dei grandi cetacei che fosse al contempo un’architettura iconica, poetica, organica e sostenibile.

Vincitore tra i 37 studi partecipanti – tra i quali i finalisti BIG, Snøhetta and Reiulf Ramstad – è stato lo studio danese Dorte Mandrup A/S affiancato da Marianne Levinsen Landskab e dai consulenti JAC Studios, Thornton Tomasetti, Nils Øien and An-ders Kold. Particolarmente sensibile all’attenzione verso paesaggi incontaminati, Dorte Mandrup ha al momento altri tre progetti in corso – l’Icefiord Centre a Ilulissat, in Groenlandia, e due centri visitatori sul Mare di Wadden – che, insieme a due edifici già terminati, sorgono in aree dichiarate Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. The Whale si presenta da subito come un edificio perfettamente inserito nella morfologia del paesaggio, fatto di dolci colline. E con la struttura parabolica della copertura rivestita in pietra locale non lavorata, resistente nel tempo e di facile manutenzione, vuole rimarcare la totale connessione con la natura circostante. L’edificio va, quindi, oltre il mero inserimento nel paesaggio ma ne accentua il carattere e si aggiunge quale elemento complementare. Anche dall’interno la natura entra al chiuso: la vista si apre sul paesaggio grazie a un lungo nastro vetrato.

The Whale è un edificio scultoreo che deriva in primis dalla formazione di ceramista e scultrice di Dorte Mandrup. L’ampio guscio – che all’interno serve come schermo per le proiezioni – è di cemento, come i pavimenti, proveniente dal cementificio di Breivik, nel sud della Norvegia, che sarà il primo impianto al mondo a impatto zero. La sagoma parabolica permette di avere un interno ampio e privo di strutture portanti, riducendo così al minimo l’impiego di materiali. La forma aerodinamica è anche a prova di turbolenze atmosferiche e l’accumulo di neve nei mesi invernali risulta minimo. “The Whale – dichiara l’architetta danese – è un segno in un paesaggio maestoso e antico e un’occasione di grande responsabilità, a sua volta di grande motivazione e ispirazione”.

Il “ventre” dell’edificio – ossia gli spazi interni occupati dalle aree espositive, gli uffici, i depositi e una caffetteria-ristorante – si articola su un unico piano aperto e flessibile, affine al viaggio senza confini che fanno le balene intorno al mondo. Il percorso espositivo diventa un’estensione stessa dell’architettura e del paesaggio coinvolgendo viste, acustica, soffitti e pavimenti quali intermediari o co-narratori dell’affascinante universo dei cetacei. La visita al museo continua anche all’esterno a partire dalla copertura stessa che diventa uno spettacolare osservatorio panoramico verso l’arcipelago delle Vesterålen, particolarmente affascinante durante il sole di mezzanotte. La zona gode di un clima mite nonostante la latitudine per cui anche l’area circostante l’edificio è stata pensata come luogo didattico dove sculture e installazioni proseguono i racconti iniziati all’interno: dall’evoluzione delle balene alla loro biologia e comportamento, dalle ricerche su cetacei e mammiferi marini alla loro presenza nei miti e nelle leggende per arrivare al rapporto con l’uomo. Il percorso espositivo includerà sia installazioni tradizionali come scheletri in scala 1:1 e manufatti storici realizzati a partire da denti o ossa, sia tecnologie digitali e multimediali, dai film ai video mapping.

3000 mq di superficie e circa 16 milioni di euro ben utilizzati e ben spesi!

https://www.dortemandrup.dk/

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