25 febbraio 2020

Tomás Saraceno: Aria

Dal 22 febbraio al 19 luglio 2020, Palazzo Strozzi presenta Tomás Saraceno: Aria, mostra dedicata a uno dei più originali e visionari artisti contemporanei, la cui ricerca poliedrica e creativa combina varie discipline: arte, architettura, scienze naturali, astrofisica, filosofia, antropologia, ingegneria. Argentino, classe 1973, Tomás Saraceno trasforma Palazzo Strozzi nel suo più grande progetto mai realizzato in Italia: uno spazio di sperimentazione e coinvolgimento che apre un nuovo capitolo nella riflessione contemporanea sul rapporto tra Uomo e Natura. Qui, l’artista propone un cambiamento di paradigma − non più l’Uomo al centro del Mondo, ma l’Uomo come parte di un Universo in cui ricercare una nuova armonia – per affrontare il tema della sostenibilità, della crisi ecologica e del surriscaldamento globale.

Saraceno suggerisce di immaginare un’era diversa, l’Aerocene, caratterizzata da una nuova ecologia del comportamento in cui il superamento di barriere geografiche e sociali è finalizzato alla progettazione di nuovi modi di muoversi, abitare e stare insieme qui sulla Terra. Nella sua visione, l’uomo si muoverà galleggiando nell’atmosfera, in un nomadismo aereo affrancato tanto dai combustili fossili quanto dalle frontiere che ne limitano il pensiero e l’esistenza. L’artista propone una visione aperta e interconnessa del cosmo attraverso cui annullare le tradizionali gerarchie tra gli esseri viventi e mostrare i complessi rapporti che collegano differenti fenomeni e forme di vita. L’Aerocene si delinea come un progetto artistico interdisciplinare che, in maniera poetica e collettiva, invita ad allearsi con l’aria per superare l’attuale era geologica dell’Antropocene, segnata dall’attività umana. Ma è anche un discorso politico intorno all’aria, colonizzata, stretta da confini territoriali, devastata da materie nocive e onde radio, trasformata in un bene per pochi.

Punto di partenza della mostra è la grande installazione site specific nel Cortile di Palazzo Strozzi Thermodynamic Constellation composta da grandi sfere specchianti sospese, prototipi di sculture capaci di fluttuare in tutto il mondo verso una nuova era di sintonia con l’aria e l’atmosfera. La mostra prosegue poi al Piano Nobile, in un percorso di ambienti immersivi, potenti e immaginifici, fatti di nuvole specchianti, tele di ragno – Mirror Connectome, Sounding the Air, Webs of At-tent(s)ion, How to Entangle the Universe in a Spider Web?, Particular Matter(s) Jam Session, Aerographies –, forme e atmosfere che richiamano il cosmo (A Thermodynamic Imaginary) e giardini sospesi (Flying Garden).

Il ragno e le ragnatele, in particolare, rappresentano la metafora principale della mostra. Le ragnatele tessute da varie specie di ragni creano sculture ibride formando un paesaggio fluttuante: essendo gli aracnidi sordi e muti, le ragnatele sono un’estensione dei loro sensi e rappresentano le loro orecchie, occhi, bocche, oltre che spazio vitale e humus per il loro sostentamento. Attraverso i filamenti delle ragnatele, i ragni inviano e ricevono vibrazioni e, forse, anche pensieri: le sculture in mostra offrono a queste creature un modo per collegarsi e dialogare con il mondo. Utilizzate come strumenti narrativi, come in un “Palazzo dei destini Incrociati” ambientato in un universo parallelo, le carte da Aracnomanzia di Tomás guidano il visitatore attraverso la mostra svelando e velando al contempo i significati di ciascuna delle nove installazioni e creando inaspettate connessioni tra elementi apparentemente lontani.

Stiamo assistendo a un’importante crisi ecologica, la Sesta Estinzione di Massa, in cui invertebrati come aracnidi e insetti stanno scomparendo molto velocemente con conseguenze importanti sia per l’ambiente sia per i singoli ecosistemi. Parallelamente, la mancanza di diritti degli esseri non viventi è ancora più radicale, in quanto l’estensione dei sistemi naturali si sta riducendo sempre più, proporzionalmente agli investimenti intercontinentali delle multinazionali agricole. Ciò che sta fra noi e il Sole è controllato da pochi e sempre più compromesso: le emissioni di carbonio riempiono l’aria, le polveri sottili galleggiano nei nostri polmoni mentre le radiazioni elettromagnetiche avvolgono la terra, dettando il ritmo del capitalismo digitale e del surriscaldamento globale. Tuttavia, è possibile pensare a un’era diversa. A tal fine è necessario lo sviluppo di ideali collettivi, ponendosi la domanda: come sarebbe respirare in un’economia che prescinde dai combustibili fossili? Gli ecosistemi devono essere pensati come reti di interazioni al cui interno la natura di ciascun essere vivente si evolve insieme a quella degli altri. Focalizzandoci meno sull’individualità e più sulla reciprocità, possiamo ipotizzare uno sviluppo condiviso del nostro quotidiano. Lasciamo che la ragnatela ci guidi”.

Questo l’invito e il monito di Tomás Saraceno.

Tomás Saraceno: Aria

22 febbraio − 19 luglio 2020

Palazzo Strozzi, Firenze

www.palazzostrozzi.org

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