21 maggio 2020

Torre Luma

Sarà pronta a breve l’iconica torre firmata dall’architetto canadese Frank Gehry che, con i suoi 56 metri di altezza, dominerà pantagruelica il paesaggio di Arles. Il sito dove sta sorgendo l’Arts Resource Center, già noto però come Torre Luma, era fino al 2013 un’area dismessa, caratterizzata da alcuni capannoni ferroviari adibiti alla produzione e riparazione delle locomotive a vapore che, dal 1971, tornavano in vita solamente durante i mesi estivi per ospitare il celebre festival fotografico Les Rencontres de la Photographie.

Ma chi ha voluto questa torre e perché? La risposta arriva dalla collezionista d’arte e mecenate Maja Hoffmann, ereditiera del colosso farmaceutico La Roche, che desiderava espandere oltreconfine la sua Luma Foundation, istituzione impegnata nell’arte e nella promozione di progetti legati a temi ambientali e umanitari, da lei fondata nel 2004 in Svizzera. All’acquisto del sito, la signora Hoffmann pensa immediatamente all’architetto che, forse, più di tutti ha legato il proprio nome alla riqualificazione urbana di aeree fortemente degradate – vedi l’operazione del Guggenheim di Bilbao, completata nel 1997. A Frank Gehry – Pritzer Prize 1989 e Leone d’Oro alla carriera della Biennale di Venezia del 2008 – affida il progetto dell’edificio a lei, forse, più caro mentre ad altri nomi prestigiosi del panorama architettonico attuale viene, invece, assegnata la riconversione di cinque dei sei capannoni industriali (alcuni già aperti al pubblico) e la creazione di un parco pubblico con un lago e flora locale in cui il centro culturale sarà immerso (apertura in due fasi primavera 2020 e 2021). Si tratta, rispettivamente, dello studio newyorkese di Annabelle Selldorf e del paesaggista belga Bas Smets. Il risultato finale sarà quello di una vera e propria cittadella della cultura: il Luma Arles – Parc des Ateliers sarà una piattaforma interdisciplinare composta da edifici e spazi diversi per scala e tipologia, un luogo pensato per far convergere persone e idee, realizzare progetti che contribuiscano all’attuale sviluppo culturale, ambientale, e sociale del mondo. Un luogo rivolto a una generazione che guarda in avanti.

La torre è una gigantesca scultura fantasmagorica. Un esempio del decostruttivismo architettonico di cui Gehry è uno dei massimi esponenti. Un grande puzzle verticale composto da undicimila placche di metallo, tutti pezzi unici e numerati, che, accostati gli uni agli altri secondo un criterio apparentemente illogico che privilegia le linee oblique e l’asimmetria, creano il guscio esterno dell’edificio, a tratti curvo, a tratti spigoloso. Un rivestimento scomposto, fatto di frantumi riflettenti su cui lo sguardo scorre senza riuscire mai a fermarsi su un punto focale. Così come avviene guardando le vicine formazioni geologiche delle Alpilles, la piccola catena montuosa contraddistinta da vette frastagliate immortalate da Vincent Van Gogh – che di Arles e dei dintorni aveva fatto la sua seconda casa per quasi due anni alla ricerca della salute e della luce mediterranea – e da cui l’architetto canadese ha tratto ispirazione cercando di catturarne il movimento e i colori. E proprio ai resti romani di Arles, in particolare l’Anfiteatro – la città fu, infatti, capitale provinciale dell’antica Roma e le sue rovine sono patrimonio dell’Unesco – la torre fa esplicito riferimento con la sua corona-tamburo in vetro a tre livelli che servirà da spazio di transizione tra interno ed esterno aprendo la vista sugli edifici industriali circostanti. Con i suoi 15.000 metri quadrati, l’Arts Resource Center ospiterà strutture di ricerca, studi per gli artisti, workshop, sale di presentazione, nonché una caffetteria e un archivio. Uno spazio versatile, una location ideale per mostre, festival programmi didattici e arti di ogni tipo. Tutti gli appassionati d’arte e cultura si ricordino di ringraziare, idealmente, Maja Hoffmann, mecenate di un grande sogno aperto a tutti.

Luma Arles
Parc des Ateliers
45 Chemin des Minimes
13200 Arles

http://www.https//www.luma-arles.org/

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