07 aprile 2020

Una cappella stradale in Svizzera

È la prima chiesa mai pensata lungo un’autostrada in Svizzera. Un luogo di raccoglimento sia per gli abitanti del luogo, sia per gli automobilisti che viaggiano lungo la A13, l’asse che attraversa il Canton Ticino da nord a sud, nel cantone dei Grigioni. E presto – non appena la costruzione sarà portata a termine – diventerà sicuramente anche un luogo di culto per gli appassionati di architettura. A firmarla, infatti, lo studio degli architetti Herzog & de Meuron che, originari proprio del villaggio di Andeer, dove la cappella sorgerà, hanno pensato a un volume scultoreo ben visibile anche da lontano, volutamente bianco, colore-segno di distinzione di molti dei loro progetti. Il Cantone dei Grigioni è disseminato di cappelle, nei boschi e nei prati, di cui molte antiche e perfettamente integrate nel bellissimo paesaggio alpino. Ed è stata proprio questa perfetta simbiosi tra costruito e ambiente e il senso di spiritualità che ne deriva, che ha spinto gli architetti a “inventare” una cappella stradale contemporanea. Senza però alcuno spirito competitivo nei confronti dell’antico, insuperabile soprattutto per l’aura che emanano le pareti affrescate.

Il progetto non è nato definito, ma si è evoluto nel corso dei vari incontri avuti con la comunità locale e il pastore di Andeer. Nessun modello tipologico come riferimento, né chiesa, né luogo di preghiera. Ma un desiderio, quasi una necessità, emerso dalla percezione del luogo e della strada. Ed è proprio un ponte preesistente che collega il villaggio al paesaggio circostante il punto di partenza nella scelta precisa del sito dove edificare.

Il primo problema che Herzog & de Meuron hanno dovuto affrontare è stato quello del rumore della strada, da tenere assolutamente lontano in un luogo di raccoglimento. Una porta non sarebbe stata sufficiente per separare il dentro dal fuori, sia acusticamente sia spazialmente. La soluzione è arrivata pensando all’orecchio umano in cui le onde sonore entrano nel canale uditivo sempre più in profondità, finché il nostro cervello le trasforma in suono. La cappella è stata quindi pensata come una sequenza di spazi sotterranei, piccole caverne-catacombe che confluiscono l'una nell'altra senza soluzione di continuità, svincolate nella loro fisicità da una visione antropomorfa, vicine invece a forme arcaiche e astratte, dove il visitatore più si addentra, più si allontana dai rumori esterni che si indeboliscono del tutto nell’ultima stanza, silenziosissima e con vista sul paesaggio attraverso la grande finestra ovoidale. E dove un pannello in vetro rosso esaspera la luce del tramonto, creando atmosfere particolarmente suggestive ed evocative, perfettamente consone alla destinazione finale del luogo.

Dalla strada la cappella appare come un enorme cartello stradale, un volume aperto il cui ingresso è un arioso santuario fuori terra racchiuso da mura che si appoggiano una sull'altra e, allo stesso tempo, sostengono. Nessun segno o simbolo religioso lo connota, ma la sua neutralità religiosa lo rende un luogo di sosta laico messo lì, lungo l’autostrada, apposta per far vivere intensamente ai visitatori il luogo e la natura circostante, spingendoli fino in un viaggio introspettivo in se stessi.

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