05 maggio 2020

Viaggi da camera

Anche l’arte “resta a casa” al tempo del Coronavirus. In un momento in cui metà della popolazione mondiale è costretta a chiudersi fra le proprie mura, la casa è diventata il vero tangibile universo. È da lì (pardon, da qui) che si lavora, si fa la spesa, si socializza con gli amici. È da lì, anche, che nascono nuovi pensieri, fantasie, immaginazioni, paure e speranze.

Inserendosi in questa reclusione obbligata, la Fondazione Nicola Trussardi lo scorso 27 marzo ha avviato il progetto online “Viaggi da camera”: più che una mostra, un invito agli artisti selezionati ad aprire le porte del loro spazio domestico e privato, delle loro stanze reali e immaginarie. Il sito e i canali social della Fondazione diventano, così, dispensatori quotidiani di immagini, video e testi inediti, realizzati dagli artisti per raccontare la propria dimensione casalinga. Ogni giorno una nuova opera arricchisce questo palinsesto in progress che ha trovato la sua ispirazione nel romanzo “Viaggio intorno alla mia camera”, scritto nel 1790 da un ufficiale dell’esercito sardo, Xavier De Maistre, durante un isolamento domiciliare obbligato di 42 giorni a causa di un duello con un compagno d’armi.

Xavier De Maistre descrive la sua stanza come un quadrato allungato che ha un perimetro di trentasei passi, rasentando le pareti molto da vicino” e anticipa che “la traverserò spesso in lungo e in largo oppure diagonalmente senza seguire regola né metodo… Il mio spirito è così aperto a idee, a gusti, a sentimenti d’ogni specie; accoglie tanto avidamente quanto si presenta!... E non c’è niente di più allettante, secondo me, dell’andar dietro alle tracce delle proprie idee, come il cacciatore insegue la selvaggina, senza far mostra di mantenere una qualche rotta ” Una camera, dunque, come una prateria dove muoversi in assoluta libertà e dove ogni oggetto diviene spunto per divagazioni, aneddoti, osservazioni filosofiche.

La stanza ha affascinato da sempre anche gli artisti figurativi che ci hanno condotto per mano attraverso i loro spazi domestici, alias specchi delle loro intimità: si pensi a Vincent Van Gogh con la sofferta camera da letto di Arles, a Henri Matisse e la stanza rossa sprizzante serenità domestica, a Giorgio Morandi, chiuso in studio nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, o a Marisa Merz, che nella sua casa di Torino incitava a guardare il mondo a occhi chiusi, per lei "straordinariamente aperti".

“Viaggi da camera” ha esordito con l’immagine di Carlo Benvenuto: una tazza da tè di porcellana decorata con motivi floreali in bilico su una tavola, metafora calzante della condizione attuale. Poi, giorno dopo giorno, si sono susseguiti la lucertola di Maurizio Cattelan intrappolata in un labirinto disegnato; il balcone – quale unica distanza consentita in questo periodo -– di Grazia Varisco, dove una mela diventa cibo per una merla golosa, evitandole immaginarie code al supermercato; lo specchio di Giuseppe Penone raddoppia il cielo e la boscaglia in cui è collocato, a ricordarci della natura distante; le allegre animazioni-cartoon di Massimo Grimaldi sono invece un pizzico di buon umore. Per continuare a vivere il progetto basta un click sul sito della Fondazione. Il successo dell’iniziativa ha portato, dopo una settimana, all’apertura al pubblico: chiunque, dunque, potrà postare sui social network il proprio “viaggio da camera”.

Tra i molti artisti invitati (anche l’invito è in progress) nomi illustri accanto a giovani emergenti del panorama artistico italiano: da Irma Blank, a Monica Bonvicini, Letizia Cariello, Maurizio Cattelan, Alberto Garutti, Genuardi/Ruta, Emilio Isgrò, Luisa Lambri, Marcello Maloberti, il duo Masbedo, Giuseppe Penone, Diego Perrone, Gabriele Picco, Paola Pivi, Marinella Senatore, Patrick Tuttofuoco, Grazia Varisco, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli, Nanda Vigo, Luca Vitone.

In un momento di chiusura forzata in casa come questo, “Viaggi da camera” vuole stimolarci a non restare chiusi mentalmente nelle quattro mura ma a intraprendere nuovi tragitti all’interno dei confini della propria stanza, per provare a scoprire inedite pagine della nostra fantasia e nuovi punti di fuga. E a sovrapporre le proprie emozioni quotidiane con quelle degli artisti. In un gioco di visioni e condivisioni per superare questo nuovo distacco necessario dagli altri, ma non da sé stessi, creando una reclusione più intima e umana. Un viaggio mentale ed emozionale sicuramente liberatorio. Lasciamo, però, l’ultima parola a Xavier De Maistre che alla fine della sua quarantena così scrive: “Graziosissimo paese dell’immaginazione! Conceduto agli uomini dal più benefico degli esseri per consolarli dalla realtà! … Essi mi vietarono di percorrere una città, un punto; ma l’immensità, l’eternità rimasero a mia disposizione… Perché perché non lasciarmi finire il mio viaggio! Ero io adunque relegato nella mia camera – deliziosa contrada, che racchiude tutti i beni, tutte le dovizie del mondo? Tanto varrebbe esiliar il topo nel granaio”.

Viaggi da camera
Fondazione Nicola Trussardi

www.fondazionenicolatrussardi.com

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