10 novembre 2017

La cultura progettuale milanese: racconti di vita dalla Fondazione Achille Castiglioni
Achille Castiglioni: il pensiero
Il senso delle cose

© Findletar - Fondazione Achille Castiglioni

"Ho avuto la fortuna di disegnare molto, di progettare molto, e su questi oggetti si può fare una ricerca per capire il componente principale di progettazione. Tante volte l'elemento determinante è stato quello economico, altre volte il legame con i materiali, oppure i comportamenti. I materiali possono suggerire comportamenti diversi da quelli che ci sono oggi, certamente non per fare il diverso ma perché i materiali suggeriscono nuove azioni".

Lampada Taccia, Achille e Pier Giacomo Castiglioni 1958 – Flos 1962

"Il design c'è sempre stato, non è un'invenzione di oggi perché sempre qualcuno ha progettato le cose. C'è sempre stato un progetto per produzioni in grandi numeri: ci sono oggetti anonimi, ma ci sono anche oggetti che sono nati proprio in forma della funzione. La funzione delle forbici è quella di tagliare ma, a seconda di quello che tagli, cambia completamente il tipo di forbici."

Forbici dalla raccolta di oggetti anonimi di Achille Castiglioni

Così Achille rifletteva sul suo lavoro:

"Vorrei che le cose che io disegno non si riconoscano per la firma, ma solo per il rapporto di reciproca simpatia che si forma tra chi adopera l'oggetto e chi lo ha disegnato. Non voglio però che questo diventi un preconcetto, perchè spesso si sente dire che l'oggetto di design deve divertire... Ma deve divertire un cacchio, deve servire a qualche cosa".

In apertura: © Findletar - Fondazione Achille Castiglioni

Interruttore rompitratta, progetto di Achille e Pier Giacomo Castiglioni 1968 produzione VLM Relco Group - Foto di Yosuke Taky

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