27 novembre 2019

La cultura progettuale milanese: racconti di vita dalla Fondazione Achille Castiglioni
Achille Castiglioni: la città

“Da vecchio milanese so che questa città, pur con tutte le sue contraddizioni, è un ambito in cui è possibile lavorare con piacere con spirito internazionale.
Ecco: vorrei che le trasformazioni in corso facessero di Milano una città dove per molto tempo ancora, per tutti quelli che ci vivono e per i molti che ci arrivano da altri luoghi, sia possibile continuare a lavorare con piacere in uno spirito internazionale”.

Achille Castiglioni, 1987

San Gabriele Arcangelo in Mater Dei, 1956 - Progetto Achille e Piergiacomo Castiglioni

“La nostra opera è stata ispirata al rispetto della “essenza sacra della parrocchia” tenendo cioè soprattutto presente la funzionalità liturgica dei vari organismi della chiesa, dall’altare maggiore al battistero; dalla liturgia sono derivate la forma, le proporzioni e le strutture che hanno dato una fisionomia modestamente composta ma, crediamo, sinceramente mistica al nuovo edificio”
Piergiacomo Castiglioni

Sistemazione urbanistica
L’area di mq. 3.200, a disposizione, ha forma pressoché rettangolare, con un lato di m. 47 aperto su via Termopili […] All’area si accede da via dei Transiti, attraverso un passaggio porticato di m. 14,50 ricavato sotto un edificio ad abitazioni, preesistente. Questo accesso è di particolare importanza, perché si collega direttamente con la grande arteria di V.le Monza.
L’asse longitudinale della Chiesa è perpendicolare a via Termopili, sulla quale è stato sistemato l’ingresso principale.
Un ingresso laterale è stato ricavato nel fianco sinistro della Chiesa, aperto su un ampio sagrato sistemato a giardino, al quale si accede da via dei Transiti e da via Termopili.
Il corpo di costruzione adibito alle opere parrocchiali si sviluppa su via Termopili.

Caratteristiche distributive
La Chiesa è a una sola navata con una cappella laterale aggettante verso il sagrato.
Il battistero è incorporato a fianco dell’ingresso principale.
Al seminterrato hanno sistemazione i locali dell’oratorio maschile, un grande salone conferenze, magazzini, centrale termica e cantine. Il salone conferenze è servito da tre scale comunicanti direttamente su spazio aperto.
Al piano rialzato sono la portineria, con alloggio del portinaio, e i locali per l’assistenza caritativa.
Al primo piano i locali della casa parrocchiale e le sale di ritrovo per gli uomini.
Al secondo le sale dell’oratorio femminile, al terzo l’appartamento del Coadiutore.
Una scala e un ascensore servono il primo, secondo e terzo piano, un’altra scala mette in comunicazione l’abitazione del Parroco e le sale di ritrovo uomini col piano della Chiesa e col salone conferenze al seminterrato.

Caratteristiche della costruzione
Strutture in C.A., con solette in laterizio armato.
I pilastri che portano le gravature della copertura della platea sono quattordici e coincidono con le quattordici stazioni della via Crucis.
Rivestimenti esterni in cotto.
Copertura della platea e sacristia a tetto piano, copertura dell’abside e delle cappelle con tetto a falde inclinate, copertura dell’edificio su via Termopili con un unico tetto a due falde che copre la scalinata d’ingresso, i lucernari delle sale ritrovo uomini e una leggera cella (struttura in ferro) per un concerto di piccole campane.
Pavimentazioni e gradinate esterne in lastre di beola e cancellate in ferro.

Prospetto su via delle Termopili
L’edificio che si affaccia su questa via, è inserito tra gli altri edifici che formano fronte continuo sulla strada.
Il filo di gronda si allinea con quello degli edifici contigui e continua anche sul porticato dove si aprono gli ingressi della Chiesa.
Tutte le superfici esterne, escluse le strutture in vista delle coperture, sono rivestite in cotto; i serramenti sono in ferro (a filo muro) per le aule e i servizi, e in legno (arretrati e con persiane) per i locali di abitazione.
[…] Nella parete esterna del battistero si apre una piccola feritoia, con spalle in beola, dalla quale si può vedere l’interno della Chiesa.
I pavimenti e le gradinate esterne sono in lastre di beola e le cancellate in ferro.
Sotto il porticato si sviluppa un piano rialzato che costituisce il sagrato di accesso alla Chiesa, alla casa parrocchiale al cortile-sagrato interno, alla sacristia e al sottostante salone di riunione-conferenze.
Verso il sagrato, al primo piano della casa parrocchiale, si apre la finestra dello studio del parroco e al piano rialzato una finestrella della portineria.

Prospetto verso il cortile-sagrato
Le pareti saranno tutte rivestite in cotto escluso l’abside che ne sarà parzialmente solo con fasce che racchiuderanno le superfici intonacate.
Le vetrate che illuminano l’altare maggiore e quello laterale hanno struttura in ferro e sono protette dalla copertura a tetto che sporge notevolmente sopra le vetrate stesse.
Il cortile-sagrato interno che sarà sistemato a giardino mette in comunicazione l’ingresso laterale della Chiesa con il passaggio all’importante arteria di V.le Monza e attraverso le gradinate del sagrato coperto con la via delle Termopili.

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