16 dicembre 2020

Design Parade (III parte)

Se, in un tempo ormai lontano, il bagno e la cucina erano considerati “spazi di servizio”, oggi sono essi a rappresentare lo statement di una situazione abitativa. Facendo conoscenza con una casa, non sarà quindi una passeggiata tra living e sala da pranzo a permetterci di individuare il livello socio-culturale degli abitanti, il loro sogno di auto-rappresentazione, ma piuttosto una “gita in bagno”, uno spuntino al volo, in cucina.

Questo è il primo e più intenso segnale che ci proviene da quei mondi così diversi per funzioni, ma così simili nella loro improrogabile “necessità”, che sono il bagno e la cucina. Inutile negarlo: il bagno e la cucina hanno oggi dilatato la loro dimensione sia fisica sia mediatica. Sono, potenzialmente, spazi grandi e iper-progettati. Sovente multifunzionali e non nel senso operativo cui ci aveva abituato il progetto di interni aggiungendo sauna o fitness alla sala da bagno, dispensa, office o cantinetta alla cucina, ma potremmo dire in chiave contemplativa, puramente edonistica. Niente di strettamente funzionale quindi: in bagno potrà ad esempio comparire una zona caminetto, così come in cucina potremmo ubicare un angolo lettura-relax.

Intarsio, Cesar

Il bagno e la cucina vengono intesi, oggi, come spazi “da inventare”, sommatoria di stimoli e di occasioni e, in questo, si accostano alla fruizione che era tipica per le zone giorno della casa (ove eravamo soliti trovare living, zona pranzo, studiolo, area musica). Tra le zone giorno e le “ex” zone servizi persiste, tuttavia, una sostanziale differenza, di carattere “costruttivo”: le seconde, a differenza delle prime, scelgono mono-matericità. Se in un salone andremo ad abbinare un tavolo in marmo, con sedie in metallo e cuoio e morbidi divani imbotti e ciascun elemento porterà con sé il suo linguaggio materico-esperienziale, in un bagno o in una cucina “di ultima generazione” si prediligeranno le grandi superfici continue, in cui la materia trovi la sua massima esaltazione in termini di “metri quadrati”: marmi, legni, con ottoni e metalli bruniti per gli attacchi, dispiegheranno allora un’estensione che li trasformerà in brani di architettura o in opere d’arte (la contemplazione di una lastra di marmo rimane una delle esperienze più emozionanti rispetto alla “creatività” della natura).

Happy, Duravit

Ecco quindi che, in questa fine 2020, i segnali maggiormente significativi provenienti dal bagno e dalla cucina (e conseguentemente dal mondo dei rivestimenti che qui la fanno da padrone) sono segnali di lusso, di perfezione.

Qui, il “disegno puntuale” del prodotto conta meno della materia con cui è realizzato: proprio per mettere in risalto la seconda, il primo viene, se non annullato, “silenziato”. Concetto verificabile sia nelle cucine sia nei bagni, anche se, in questa seconda situazione, il rapporto di scala che necessariamente i sanitari conservano con il corpo umano ci riporta a dimensioni ergonomiche che meglio conosciamo e controlliamo.

GLI SPAZI DEL CUCINARE

Se volessimo trovare un simbolo condiviso per la ricerca 2020 probabilmente sarebbe il monolite: volume puro e silenzioso, sovente posizionato al centro dello spazio, sempre finito con materiali preziosi e cromie sofisticate. Esso nasconde al suo interno un cuore tecnologico pulsante ove i punti acqua e fuoco compaiono al bisogno con grande efficienza e numerosi accessori, ma sono altrettanto pronti a sparire, terminato l’uso. Intanto, potenti cappe aspiranti (quelle di ultima generazione posizionate sul piano e non sospese) assicurano che l’atmosfera circostante non rechi tracce di odori di cibo o di fatiche umane: insomma, il mondo della cucina è più simile, oggi, a una galleria d’arte che non all’antro della fattucchiera con annesso pentolone. Si è guadagnato o si è perso? Difficile rispondere, senz’altro qualche nostalgia deve sopravvenire nei fruitori se, una volta installata tutta questa purezza, ecco comparire delle trecce d’aglio appese!

Carlo Colombo, con Isøla per Rossana, propone un bancone, appunto a isola, ove i due prospetti (quello rivolto al living e quello prospiciente le attrezzature tecniche) sono trattati in modo differente anche se comunque importante (vedi, sul fronte, la breccia imperiale abbinata al castagno termotrattato).
www.rossana.com

Isøla, design by Carlo Colombo, Rossana

Altre fonti di ispirazione sono senz’altro i grandi banchi di lavoro delle cucine industriali, a essi guarda ad esempio, per Ernestomeda,Giuseppe Bavuso nel disegno di K-Lab.
www.ernestomeda.com

K-Lab, design by Giuseppe Bavuso, Ernestomeda

Francesco Meda concentra, invece, la sua attenzione sul tema dell’accessoriamento e della immediata reperibilità (quindi visibilità) di tutti quei complementi che pratiche culinarie sempre più sofisticate (e un maggiore tempo passato nelle proprie case causa le recenti emergenze sanitarie) hanno reso indispensabili. Nel Sistema XY per Dada in particolare si osserva la possibilità di piani orizzontali scorrevoli sulle basi, da posizionarsi ove l’estro creativo del momento (e il piatto in fieri) richiede.
www.dada-kitchens.com

XY, design by Francesco Meda, Dada

Fabio Novembre, infine, progetta Dandy Plus per Scavolini: arredi essenziali a ponte che si animano di colori pop a segnalare i punti di interfaccia, dalle maniglie ai pulsanti, attivabili attraverso il sistema Bticino Living Now e, per la prima volta, con l’ausilio di Alexa, assistente vocale di Amazon.
www.scavolini.com

Dandy Plus, design by Fabio Novembre, Scavolini

Nel frattempo, gli elettrodomestici se da un lato, come abbiamo detto, “spariscono” nell’architettura dell’insieme, dall’altro sono sempre più presenti attraverso modalità di connessione che li trasforma in “assistenti personali”: la prima tappa di una robotica che a breve ci apparirà assolutamente normale.

Possiamo esaminare, ad esempio, i piani a induzione Sense di AEG dotati di termosonde wireless che consentono di impostare con la massima precisione la temperatura di cottura oppure di individuare, dalle vibrazioni della bollitura, il pericolo di fuoriuscita dell’acqua dalla pentola. Il discorso sull’efficienza è ormai tuttavia inscindibile da quello sulla sostenibilità: Electrolux, ad esempio, introduce nelle lavastoviglie un’interfaccia intuitiva, denominata QuickSelect, e un programma automatico, AutoSense, in grado di riconoscere il livello di sporco e il carico realmente inserito. Analizzando la proposta di Smeg, recuperiamo un ulteriore, importante segnale di ricerca, questa volta centrato sull’interfaccia: appare, infatti, sempre più importante, in parallelo con la complessificazione degli apparecchi, semplificare le istruzioni d’uso, basandosi su una sorta di intuitività del comando. Nella collezione dei forni alto di gamma, Smeg introduce il display VIVOscreen, caratterizzato da una grafica immediata e iconica.
www.aeg.it - www.electrolux.it - www.smeg.it

SenseBoil, AEG

LA “STANZA” DA BAGNO

Innanzitutto, “stanze” e non sgabuzzini o loculi o ritagli di spazio: il bagno è, oggi, a tutti gli effetti, una delle stanze “più importanti” della casa. Da vivere individualmente o in coppia e da mostrare agli altri in una chiave edonistica che, guarda caso, va di pari passo con la sempre più diffusa attenzione per il corpo (non credete che sia possibile porre un’analogia tra la perfezione di certi ambienti e una cura individuale che supera l’igiene per farsi ossessione?).

A livello progettuale, nelle “stanze” da bagno, la tendenza pare indicare due direzioni in qualche misura contrapposte: da un lato, i sanitari confermano il loro ruolo di protagonisti, differenziandosi fortemente dallo sfondo, ossia dai rivestimenti, ma, dall’altro lato, si verifica un approccio “mimetico”, con un effetto di dissolvenza della parte funzionale nella parte ambientale. Quest’ultima ha assunto, infatti, in pochi anni, un’importanza fondamentale, portando alla riscoperta di marmi rari e di antiche tecniche di posa a casellario, a macchia aperta (dei test di Rorschach dietro al lavandino?), così come ha accelerato la ricerca sul grès porcellanato “finto marmo”, arrivando a risultati straordinari per somiglianza cui si aggiunge la possibilità di lavorare con formati veramente molto grandi (che la natura non può fornirci).

Tornando ai sistemi bagno, paradigmatico delle soluzioni di tipo architettonico è senz’altro Rigo di Patricia Urquiola per Agape. Progettato nel 2018 e continuamente aggiornato, Rigo propone una trave parallela alla parete che funge da appoggio per i lavabi e gli accessori. A livello propriamente di architettura degli interni hanno lavorato i Castiglia Associati per Vismara Vetro, proponendo un sistema articolato di pareti e porte (con apertura a 180°), in cristallo e alluminio, che permette di creare, all’interno dello spazio notte, vere e proprie “nicchie” bagno, internamente da definirsi, ma esternamente compatibili con il progetto dell’ambiente: è lo sviluppo ultimo della “povera” cabina doccia di un tempo.
www.agapedesign.it - www.vismaravetro.it

Rigo, design by patricia Urquiola, Agape

Nella tendenza contrapposta, ossia quella del mettere in evidenza i sanitari, il procedimento è senz’altro di tipo volumetrico se non addirittura sculturale. Ne è esempio impeccabile Plissé lavabo free standing di Paolo Ulian per Antonio Lupi, che prosegue la ricerca del grande designer toscano sulle potenzialità espressive del marmo. Sempre per Antonio Lupi, i Gumdesign propongono un accostamento assolutamente inedito di materiali (e quindi di cromie): nel lavabo free-standing Bolgheri la colonna è realizzata in sughero naturale mentre il bacino è in cristalmood (resina trasparente).
www.antoniolupi.it

Bolgheri, design by Gumdesign, Antonio Lupi

Lavorano, invece, sulla suggestione della memoria Andrea Marcante e Adelaide Testa proponendo, per Ex.t, la collezione Frieze ove la nostalgia per i tempi andati si declina in parallelo a una citazione post-moderna: senz’altro un progetto non omologato!
www.ex-t.com

Frieze, design by Marcante - Testa, Ex.t

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