30 luglio 2020

Il giro del mondo in 80 design (I parte)

Progettare fa rima con viaggiare. E d’altronde alla base di queste due attività umane vi è il medesimo spirito: aperto, curioso, intraprendente. Pochi, allora, sono i designer e i brand che non hanno in portfolio almeno un oggetto ispirato a un luogo, amato, vissuto, immaginato che sia. Sono questi gli arredi che più raccontano non solo storie ma anche suggestioni ed emozioni, aprono prospettive e propongono nuove avventure. Alle porte di una stagione da sempre dedicata alle esplorazioni – vicine o lontane, urbane o esotiche, calde o fredde –, ma quest’anno forse più “castigata”, quello che proponiamo è un ideale giro del mondo in 80 pezzi di design: per allargare i nostri orizzonti e arricchire di significato i nostri spazi.

ITALIA

Iniziando il viaggio dal nostro Bel Paese, l’iconica Venezia ha, da sempre, fatto innamorare di sé schiere di artisti e creativi. Non è rimasto indifferente al suo fascino il parigino Philippe Starck che le dedica la seduta Venice per Kartell, reinterpretando il mood delle più classiche poltroncine degli storici caffè lacustri. E, tantomeno, un milanese come Claudio Bellini che le dedica una consolle dallo stesso nome realizzata da Riva1920 con il legno massello delle briccole, i pali dismessi provenienti dalla Laguna. Non è da meno la città eterna: tra gli altri, ispira il design del tavolo scultura Roma di Gio Minelli e Marco Fossati per De Castelli, che interpreta la forma tonda e capiente del braciere e la cui finitura cangiante è memoria di braci sempre accese. Anche Vito Nesta in collaborazione con CO.DE Contemporary Design by Jannelli&Volpi nella collezione Primavere del suo Grand Tour ritrae Roma tra sogno e realtà, immaginandola in un preciso momento dell'anno, la primavera, e focalizzandosi su un oggetto significativo come l’anfora. Ma anche Bologna, città sede della più antica università del mondo, non poteva che ispirare nuove forme: nasce, così, la poltrona Sanluca di Achille e Piergiacomo Castiglioni − celebre la foto che la ritrae sotto quei portici, oggi, Patrimonio mondiale dell’UNESCO − inizialmente prodotta da Gavina e, in seguito, da Poltrona Frau.

Nuova località del jet set internazionale è il lago di Como, amato da star, artisti, politici, intellettuali, tutti alla ricerca di un nuovo tempo lento e dilatato da trascorrere su queste coste. Alla città da cui prende il nome, Baxter dedica un letto con sommier in multistrato di pioppo o legno d’abete rivestito in pelle. Mentre alla più glam Bellagio, Gordon Guillaumier si ispira per il tavolo Bellagio Dining Wood, progettato per Minotti: una base unica in legno curvato con l’appoggio a terra in metallo color bronzo − tonalità che citano i colori del litorale su cui sorge la cittadina. E alla sua natura che si manifesta attraverso paesaggi soffusi, evanescenti, liquidi, piante e fiori, riflessi e rifrazioni affascinanti e mutevoli, Glamora dedica la carta da parati Bellagio. Mentre SCIC Italia vi intitola una cucina completa, disegnata dagli architetti Anna ed Enrico Cattaneo, dalla texture matelassé a rilievo declinata in raffinate nuance.

Se si scelgono le montagne, meta turistica raffinata ed esclusiva è Cortina, cuore pulsante delle Dolomiti: circondata da splendide vette, è rinomata non solo per bellezza del paesaggio ma anche per l’eccellenza dell’ospitalità. A lei, Gordon Guillaumier intitola, ancora per Minotti, una poltrona caratterizzata da eleganza formale, dimensioni contenute, grande confort e sofisticati dettagli di confezione.

Scendendo in Toscana, terra incantata di città d’arte e piccoli borghi pittoreschi, campagne bucoliche e dolci colline, Carrara dà il nome al luminator statuario ed essenziale di Alfredo Häberli per Luceplan. Siena per Naoto Fukasawa significa armonia; e, dunque, B&B Italia battezza così il letto disegnato dal maestro per il brand: della città ha la medesima sinuosità delle colline che la circondano abbinata alla tradizionale semplicità del tatami di ispirazione nipponica. Gumdesign, invece, dà forma ai sapori e ai colori della tradizione di questa terra con Bolgheri, il nuovo lavabo freestanding per Antonio Lupi, i cui colori ritraggono il verde delle foglie e dei frutti degli ulivi, il bruno rossiccio di uva e vino, l’azzurro profondo del mare.

Ma l’Italia è, soprattutto, il paese del Mediterraneo che ne lambisce 7.900 km di costa da nord a sud, contribuendo a definirne territorio e spirito. È per questo mare che è famosa nel mondo. Con le sue acque, le sue località e le sue isole. Impossibile non restarne abbacinati: così, Ignazio Gardella dedica ad Arenzano una delle sue luci più famose, progettata allora per Azucena, oggi rieditata da Tato. E Aldo Londi a Rimini intitola la sua celebre collezione, Rimini Blu per Bitossi Ceramiche, in cui ogni oggetto veste una precisa combinazione di smalto che mescola nuance cobalto, verde smeraldo e azzurro acquamarina ricordando i giochi del sole riflesso nel mare. Paola Navone non è da meno: con Baxter, a questa città dedica una raffinata sdraio con poggiapiedi, entrambi pieghevoli e in cuoio trattato per resistere all'esterno. Enzo Mari, dal canto suo, era innamorato di tutte le nostre isole: per Danese firma un’intera serie di oggetti da scrivania a loro dedicati: il portapenne Ventotene, il tagliacarte Giglio, il portamatite Lampedusa, i vasi Cicladi e Murano. Altra isola, altra collezione. Con Panarea di Pedrali, il team CMP Design dà forma una poltrona e una lounge caratterizzate da un intreccio artigianale che si ispirano al paesaggio costiero mediterraneo riportandone alla mente i colori. E non poteva mancare Capri, protagonista, per esempio, del mosaico Soli a Capri, realizzato da Bisazza in collaborazione con Fornasetti: un insieme di soli raggianti ritraggono ironicamente il volto di Piero e illuminano uno sfondo nelle tonalità del mare blu dell’isola.

EUROPA

Al di là dei confini del Bel Paese c’è, ovviamente, un mondo da scoprire. Non abbandonando subito il Mediterraneo, la vicina Francia offre, a pochi chilometri da noi, località balneari suggestive come Saint-Jean-Cap-Ferrat, antico villaggio di pescatori e vero scrigno verde nel cuore della Costa Azzurra, e Roquebrune-Cap-Martin, pittoresco borgo medioevale a picco sul mare tra Mentone e Monaco. A loro Carlo Colombo dedica due divani imbottiti disegnati per CappelliniCap Ferrat e Cap Martin Sunset: dal design rigoroso e atemporale il primo, ispirato alle atmosfere elegantemente vintage degli anni ‘50 il secondo. Ma è difficile resistere alla riviera francese: lo sanno bene Marta Laudani e Marco Romanelli che per Laboratorio Pesaro firmano la tavolaSaint Tropez, di sicura, ma non scontata, eleganza grazie a un fresco gioco cromatico e alle forme essenziali degli oggetti. Oltrepassata la Costa Azzurra, ai piedi della Provenza troviamo Marsiglia, una delle più antiche e grandi città francesi: di lei Dumas amava dire che era “il punto d’incontro di tutto il mondo” mentre per Le Corbusier fu sede di un esperimento utopistico e collettivo − La Unité d’Habitation, nota anche come Cité radieuse perché esposta al sole sia a ovest sia a est – per molti anni considerato “strano” e “brutto”, mentre, oggi, ampiamente rivalutato. E allora, proprio per il suo appartamento a Marsiglia di quegli anni, Le Corbusier disegna la Lampe De Marseille, oggi prodotta da Nemo: lampada con due snodi sul braccio e attacco a parete che ne permette la rotazione. Arriviamo a Parigi, centro mondiale di arte, moda, gastronomia e di grande fascino. Chi le sa resistere? Non il duo british Barber Osgerby che per ClassiCon firmano Paris, libreria intrigante per la sua versatilità e semplicità compositiva, affidata a piani orizzontali collegati tra loro da sottili partizioni di lamiera inseribili a incastro senza viti né sistemi di fissaggio permanente. E, una volta a Parigi, perché non fare una visita alla reggia per antonomasia, Versailles? Che Philippe Starck vi abbia visto sorgere l’alba e sia stato ispirato proprio lì per la sua Bon Jour Versailles, lampada da tavolo a luce diffusa progettata per Flos?

Se la Francia sembra, per dirla in maniera contemporanea, l’influencer principale in fatto di naming di prodotto, non è, di fatto, la sola. La sua eterna rivale, per esempio, l’Inghilterra, sembra essere molto cara a Rodolfo Dordoni che, per Molteni&C, dà a tavoli, imbottiti e sedute i nomi dei più iconici quartieri di Londra: Kensington (poltrona), Camden (divano), Chelsea (collezione divano, sedia, poltrona), Belgravia (tavolo), Mayfair (tavolini), Gatwick (tavolo). Come lui stesso afferma: “Oggi l’oggetto singolo è superato dal concetto di collezione, che definisce un’atmosfera, uno stile, un ambiente in cui sentirsi a proprio agio”. Anche Berlino non manca di estimatori importanti: a lei, Charles Rennie Mackintosh dedica l’omonimo tavolo, oggi edito da Cassina, Catalogo I Maestri: si tratta di un tavolo ampliabile in ciliegio naturale, esempio di perfetto equilibrio tra classico e contemporaneo, che Mackintosh progettò nel 1905. Nel portfolio di Baxter troviamo altre due capitali europee: Budapest, il primo divano disegnato da Paola Navone per il brand, dal design essenziale e moderno, e la più recente Bruxelles, poltrona con rivestimento in pelle e struttura in tubolare di metallo rivestita in cuoio naturale, salvia, blu o antracite. Pocci + Dondoli, dal canto loro, raccolgono per Desalto due capitali in un solo progetto fusion: Riga + Lisbona è una sedia rivestita in cuoio, confortevole, leggera e impilabile. Sempre per lo stesso brand, Caronni + Bonanomi firmano la libreria Helsinki, un vero e proprio passe-partout, razionale e pratico, pensato per caratterizzare lo spazio living soddisfacendo ogni tipo di funzione. A Ginevra ci porta, invece, Citco Privé con l’omonimo tavolo caratterizzato da un piano dal gusto classico e una base total white lavorata con un’alternanza di pieni e vuoti − un suggestivo gioco di pieghe e curvature che danno vita a figure complesse e intriganti ricordando le increspature del lago della città. Patricia Urquiola ci riconduce alla sua Spagna, reinterpretando un manufatto iconico della cultura basca, il kaiku, un utensile multiuso in legno che veniva usato per mungere il latte ma anche per riscaldare liquidi con un sasso rovente. H2O Bilbao è una caraffa in ceramica disegnata per Bosa e utilizzata nei ristoranti della città per bere l’acqua dell’acquedotto cittadino, tra le migliori in Spagna, al prezzo simbolico di € 1: i ricavi vengono devoluti per costruire pozzi artesiani in Etiopia.

Anche l’Europa ha le sue belle isole. Alle Faroe incontaminate e inesplorate, un arcipelago immerso nell'oceano Atlantico settentrionale, straordinario paradiso naturalistico dai paesaggi mozzafiato e pittoreschi villaggi di pescatori − Gordon Guillaumier dedica una collezione di contenitori e sedute freestanding progettata per Lema: isole da personalizzare e organizzare in diverse composizioni, giocando con elementi imbottiti rivestiti in pelle, cassettiere disponibili in più altezze e allestimenti interni. All’estremo opposto, sperdute nell'Atlantico del Sud, con un territorio scosceso e coste ricche di promontori, centinaia di isole e isolette danno vita all’arcipelago delle Falkland che, seppure non geograficamente in Europa, batte bandiera britannica! A loro Bruno Munari si ispira per una lampada a sospensione − Falkland suspension, appunto − di Artemide la cui forma nasce dalla tensione di un tubo di filanca e dal peso di alcuni anelli metallici: è una forma spontanea, generata unicamente dalla tensione delle forze interne che la compongono.

Prendiamoci ora una pausa per sognare altre mete in altri continenti: perché, da viaggiatori, sappiamo che un “confine” è sempre una tentazione da esaudire.

Immagine in testata: Panarea, Pedrali, CMP Design - art direction Studio FM ©Andrea Garuti

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