06 agosto 2020

Il giro del mondo in 80 design (II parte)

Se niente può cancellare il ricordo del cammino percorso, l’immaginazione non resta ferma nei luoghi che abbiamo visitato ma si spinge oltre, verso nuove mete, nuovi progetti. Proseguiamo allora il nostro ideale giro del mondo in 80 pezzi di design: per allargare i nostri orizzonti e arricchire di significato i nostri spazi.

AMERICA

Siamo, così, giunti nel Nuovo Continente che, in fatto di località mozzafiato e città iconiche, non è secondo a nessuno. E quando si parla di America, New York è la metropoli che domina l’immaginario collettivo. A lei, tanti designer, architetti e creativi si sono ispirati. Primo fra tutti, Gaetano Pesce che qui ha abitato, lavorato, amato. Il suo Tramonto a New York è stata un’icona di Cassina. Souvenir di una città, oggetto da cartolina, ci ricorda, con la sua forma centrata tutt’altro che irregolare e con l’altezza della composizione, che ogni seduta nasce come un trono: è, infatti, un divano a tre posti costituito da sette imbottiti a forma di parallelepipedo e un ampio cuscino centrale rosso fiammante che rappresenta il sole al tramonto dietro i grattacieli della città. Lo stesso Pesce ci svela, poi, il finale di questa storia: “La produzione del Tramonto fu sospesa nel 1995 e oggi (2014 ndr) la riprendiamo, con una versione (Notturno a New York, non più a catalogo ndr) che rappresenta un frammento del luogo dove vivo, in un’ora più tarda, appunto; durante la notte, in una di quelle molto serene, dove il cielo è grande e la luna risplende e illumina gli edifici della città che ancora non dorme. Che notte magnifica, forse estiva, calma e calorosa...”. Peter Jamieson, invece, cita i marciapiedi di New York, la coda agli angoli della strada per uno spuntino e, soprattutto, gli hot dog stand: proprio da questi, nasce l’idea di riproporre, nella luce New York di Kundalini, la matrice dei tanti carrettini che si trovano un po’ ovunque in città e propongono lo snack veloce simbolo del take away. Altrettanto celebre è l’isola di questa città, Long Island, da sempre meta relax di industriali, artisti e poeti della New York “bene” tra cui Walt Whitman e Jackson Pollock di cui si possono, oggi, visitare le residenze. A lei, Christophe Pillet dedica una madia progettata per Lema: Long Island è un contenitore in legno con top in marmo in cui l’alternanza tra naturale e artificiale costituisce la fibra vitale del progetto.

Altra località turistica molto ambita dai VIP e dalle star di Hollywood, soprattutto in inverno, è Aspen, in Colorado. Oggi, sebbene sia meta ambita dal turismo di lusso, conserva ancora intatto il fascino dei suoi paesaggi, all’insegna delle maestose Montagne Rocciose. Jean-Marie Massaud le intitola, per Cassina, un divano semplice ed elegante, in cui la linea dello schienale che si assottiglia per creare un effetto di sospensione in orizzontale, ricorda la dolce curva delle piste da sci.

Ogni Stato americano ha il suo fascino e la sua personalità, ma quello della Florida, il cosiddetto “Sunshine State”, è davvero unico. L’immaginario più diffuso è quello di un Paese dominato da spiagge bianche orlate di palme, mare cristallino, vivace vita notturna e incredibili parchi divertimento. Ma c’è di più: lontano dalle strutture ricettive, si trovano foreste tropicali sterminate, fiumi e sorgenti naturali trasparenti, paludi misteriose, spiagge vergini dove la natura conserva ancora il suo fascino selvaggio e primordiale, isole che danno l’impressione di trovarsi ai confini del mondo e territori che ricordano i tipici paesaggi agricoli del profondo Sud. Proprio a questa regione, Rodolfo Dordoni si ispira per il sistema di sedute outdoor Florida disegnato per Minotti: una rigorosa aggregazione di volumi morbidi e geometrici definiti da profili in ecopelle per esterni, proposti in nuances ispirate ai colori della natura. Mentre Paola Navone, per Baxter, dedica a Miami, capitale di questo stato, un divano dal glam anni ‘70: forme rigorose e squadrate, ampi braccioli e un’accogliente seduta bassa. Altra meta turistica da sogno è certamente Barbados. Soprannominata “Little England” per l’influenza coloniale, mantiene diverse tradizioni del Regno Unito: la guida è a sinistra, il tè delle cinque è un rito irrinunciabile, lo sport più popolare è il cricket e i ritratti della Regina Elisabetta II sono appesi a ogni angolo. Terra della canna da zucchero e del rum, ha un fascino selvaggio caratterizzato da aspre scogliere e brughiere che ricordano le Highlands Scozzesi. Pensa a lei, Angelo Mangiarotti quando disegna il suo posacenere icona per Danese: semplicità, purezza e geometria conferiscono all'oggetto una particolare aura e dimensione contemplativa. Werner Aisslinger firma, invece, Bikini Island per Moroso: progetto figlio del suo tempo fa della flessibilità compositiva e di utilizzo il nuovo dictat. Sgabelli, tavoli, attaccapanni, contenitori, scaffali, separé, piani di appoggio e di seduta permettono una non comune trasversalità d’utilizzo.

Proseguendo il nostro viaggio verso il Sud America, nel centro troviamo Cuba che, da sogno dei rivoluzionari di ogni parte del mondo, affascinati dalle gesta di Che Guevara, è diventata meta di un turismo di massa affascinato da un tempo che, qui, sembra essersi cristallizzato al periodo coloniale: case colorate, automobili americane anni ‘50 e vestigia delle tante dominazioni. Alla sua capitale, Jozeph Forakis dedica Havana, versione da esterno di uno dei bestseller Foscarini, caratterizzata dalla linea semplice e naturale e da una luminosità calda e soffusa. Si trova, invece, all’estremità dell’America centrale − e in amerindo il suo nome significa “abbondanza” – Panama, lo Stato famoso per l’omonimo istmo che rappresenta il punto in cui gli oceani Atlantico e Pacifico si baciano. Porta il suo nome, la poltrona relax di Talenti, design Ludovica+Roberto Palomba, che si ispira chiaramente a forme naturali e organiche. La seduta è realizzata intrecciando la corda sulla struttura in alluminio che con il suo profilo allungato e curvilineo richiama le pietre levigate dal movimento dell'acqua.

ASIA

Dalle nuove tendenze di Pechino ai record di Shanghai, dalla storia millenaria di Xian alla natura ancora vergine di Guilin: un viaggio in Oriente è un tragitto in bilico tra presente e passato con un lungo sguardo al futuro. E proprio la città di domani, Shanghai, è fonte di stimolo per la creatività di tanti designer. A lei, Patricia Urquiola dedica la collezione Shanghai Tip di Moroso: il divano è raffinato e rassicurante, lusso understatement dal sapore vagamente orientale. Shanghai di Davide Groppi, invece, è una lampada a sospensione, dal design essenziale e filiforme che dà l’impressione di osservare una bacchetta sospesa nel vuoto. Porta lo stesso nome anche la sospensione di Martinelli Luce ideata da Studio Lucchi & Biserni e Angelo Micheli che nasce dal desiderio di giocare con la luce nello spazio: i suoi intrecci e le infinite possibilità di composizione le permettono di centrare l’obiettivo.

Spostandoci verso l’India, Jaipur, “la Città Rosa” è una delle destinazioni più celebri di tutta la regione settentrionale: frenetica e vivace, è sede di alcuni dei più straordinari esempi di architettura del Paese. Simbolo indiscusso della città è l’Hawa Mahal con la sua strana forma simile a quella di un alveare: è la residenza delle mogli del Maharajah ed è caratterizzata da una facciata punteggiata da un gran numero di finestre posizionate in modo tale da canalizzare l’aria per rinfrescare i diversi ambienti − per questo è conosciuto anche come Palazzo dei Venti. Alla città e al palazzo di ispira il letto matrimoniale Jaipur di Carlo Colombo per Flou: frutto di una profonda ricerca stilistica, interpreta con materiali e soluzioni differenti la grande tradizione sartoriale del brand e rende la testata il fulcro della camera da letto. Jannelli&Volpi con la collezione Kerala ci trasportano, invece, in questo lussureggiante stato del sud, fra il Mar Arabico e i Ghati Occidentali: un piccolo paradiso, con il suo paesaggio da cartolina, fatto di spiagge, cascate, campi di riso, colline verdeggianti. Fanno parte della serie i wallpaper Geometrico Calcutta, Goa, Mumbai e Bangalore che, con i loro fiori chiari e le trame tessili dai colori vivaci impreziosite da damaschi e patchworks, ci conducono attraverso la “terra delle noci di cocco”, dove le palme ombreggiano quasi l’intero stato e il paesaggio tropicale è attraversato da dozzine di fiumi e corsi d’acqua.

AFRICA

C’è uno stato d’animo particolare condiviso da chi ha visitato l’Africa, una “sindrome” non riconducibile a nessun altro luogo al mondo. È il mal d’Africa, ossia, parafrasando, un profondo senso di appartenenza e ritorno alle origini, un’attrazione decisa verso questa terra, la sua gente, i suoi colori, un sentimento per cui in quella terra ci sentiamo in pace con noi stessi. Immaginiamo che sia così anche per Antonio Marras che, per Wall&Deco, disegna My Africa, carta da parati ispirata alla wilderness, alle tonalità e alla fauna della savana. La stessa emozione sembra affiorare dalla credenza Malawi e dal cabinet Gibuti di Citco Privé: la prima raffigura un ipnotico e fascinoso branco di zebre dalle linee fluide in marmo bianco e nero; il secondo ritrae la giungla notturna con leopardi in bassorilievo scolpiti in una varietà di marmi colorati. Anche Lithos Design guarda al continente Madre, proponendo Sahara, un rivestimento di design in marmo che evoca la roccia incisa e lavorata dal vento caldo del deserto e Giza, moduli tridimensionali in pietra caratterizzati da una serie di piccole conche tridimensionali che ricordano la forma tipica delle piramidi.

OCEANIA

Terminiamo il nostro viaggio in Oceania, il continente “nuovissimo”, agli antipodi dell’Europa, i cui panorami spaziano dalle spiagge candide alle foreste pluviali, al deserto e dove regnano canguri, koala, emù, casuari, oltre 800 specie di volatili, 260 di mammiferi, 750 di rettili e un ambiente marino spettacolare. Incredibili sia le città come Sydney, Melbourne, Adelaide, Perth sia gli arcipelaghi della Polinesia, Melanesia e Micronesia. Insomma, come lo definiscono in tanti: un paradiso perduto. Facile per terre così lasciare il segno. Lo sa bene Jean-Marie Massaud che per Poliform firma il sistema di sedute Sidney − contrassegnato da un'estetica di forte carattere che, richiamandosi alla vivace città multiculturale di cui porta il nome, esplora inedite possibilità compositive grazie all'ampia varietà dei moduli disponibili – e per Cassina Auckland, che rivisita in chiave moderna la classica lounge chair: questa poltrona girevole con poggiapiedi ha il sedile a forma di conchiglia, volutamente esposto per sembrare un’armatura ed evocare la tradizione Kendo. Adelaide, invece, dona poesia alla collezione di vasi e oggetti per la tavola in porcellana Bone China di Xie Dong per Driade. La designer è riuscita ad accartocciare e increspare, quasi plissettare, la ceramica: così, le superfici lucide, pure e bianche giocano con la luce e sembrano reagire agli effetti luminosi come forme viventi.

Per finire, vogliamo citare il designer che, forse più di altri, ha fatto del viaggio in senso lato il suo mantra: Marcel Wanders, i cui progetti sono sempre in movimento. Da bambino legge le avventure dei Fratelli Montgolfier sul loro pallone aerostatico e ne rimane folgorato: i luoghi e gli oggetti mitici che trovano nei loro fantastici viaggi popolano spesso i lavori di Wanders pronto, ogni volta, a traghettarci nel suo mondo onirico. Così, quasi tutti i continenti, i Paesi, le città si ritrovano nelle sue opere: per Roche Bobois ha disegnato Globe Trotter, una collezione eclettica e contemporanea di mobili per la casa che riflette il potere trasformativo e la meraviglia del viaggio attorno al mondo; per LondonArt, WanderLust, capsule collection di carta da parati ispirata a 14 iconiche città tra cui Delft, Vienna, Versailles, Melbourne, Parigi, Londra, Shanghai, L'Avana, Amsterdam, Pompei, Kyoto, Machu Picchu, Rio de Janeiro e Città del Capo; per Louis Vuitton la Chaise Longue, la Lune Chair e il paravento Diamond Screen della collezione Objets Nomades del brand. Gran parte della sua produzione racchiude la sensazione di aver portato a casa un tesoro da un Paese lontano e risulta, dunque, un omaggio all'esploratore che ognuno di noi ha sognato di diventare.

La morale del nostro viaggio? Sulla strada e nel cambiamento troviamo forza, energia, emozione, vita. Lasciamo, dunque, che la diritta via venga smarrita: è così che inizia un viaggio – nel design, nel mondo come nella vita reale. E allora via, verso l’infinito e oltre!

Immagine in testata: Auckland, Cassina, design Jean Marie Massaud

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