15 luglio 2020

Let's go outside

Mai come quest’anno, giardini, terrazzi, dehors, balconi e rooftop hanno scalato le vette di ogni sorta di lista dei desideri, posizionandosi stabilmente, per mesi, al primo posto. Perché lo stare a casa non necessariamente è stato letto come uno restare in casa. E, dunque, già molto prima della stagione estiva, l’outdoor è stato vissuto intensamente in ogni suo angolo dai fortunati proprietari o, in mancanza, vagheggiato e virtualmente progettato dagli altri.

Proprio dalla nuova consapevolezza di quanto prezioso sia lo spazio esterno per il nostro well-being, dalla sua rilettura in chiave non solo relax ma anche funzionale (quante le attività che abbiamo praticato en plen air: dallo smart working al desinare, dall’attività fisica alla chiacchierata via Zoom con gli amici) e dal valore quasi assoluto che, oggi, hanno assunto i concetti di biofilia e resilienza − due disposizioni d’animo che legano irrimediabilmente l’uomo alla natura − nasce il nuovo design open air. Non semplici prodotti o progetti, ma proposte per un vero e proprio “nuovo e green lifestyle” che, dopo tanta ricerca, coniuga bellezza, sostenibilità, innovazione e comfort.

E, se tanti studi ci raccontano dei molteplici benefici del contatto con la natura, ci sono aziende come Pratic che hanno voluto indagare meglio questo aspetto per ideare prodotti e trovare soluzioni in grado di veicolare un reale benessere. Scopriamo, allora, come la pergola sia l’unica architettura capace di mettere in equilibrio perfetto le esigenze ataviche degli emisferi destro e sinistro del cervello umano, combinando apertura e protezione, visione focale e panoramica, geometria degli spazi e possibilità di muoversi in libertà. Condizioni dettate da processi evoluzionistici e di sopravvivenza, che, oggi, si traducono in una naturale sensazione di benessere nel vivere gli spazi aperti. Serie Brera, ultima nata in azienda, è una pergola bioclimatica: le sue lame frangisole permettono di ottenere condizioni ideali di ventilazione e luce, semplicemente sfruttando gli elementi già presenti nell’ambiente naturale: sole e vento in primis.
Su questa scia, Kettal lancia una replica dell'attico in cima alla VDL Research House, l'ex casa di Los Angeles dell'architetto modernista Richard Neutra, un’opera del 1963 in cui l’autore ha espresso tutte le sue teorie architettoniche, tra cui il biorealismo, che mette in evidenza la relazione tra architettura e salute. Sotto la supervisione del figlio Dion, nasce la VDL Penthouse che vede un aggiornamento delle tecniche di costruzione e dei materiali utilizzati e presenta un sistema domotico per controllare l’illuminazione, la climatizzazione e il riscaldamento.
Anche nel portfolio di Gandía Blasco non mancano i pergolati come revisione contemporanea dei tradizionali “telai” in legno. Sono strutture in alluminio anodizzato che trasformano qualsiasi spazio in un posto dove incontrarsi, accomodandosi, magari, sull’ultima collezione, Onsen, disegnata a quattro mani dall’italiano Francesco Meda e dallo spagnolo David Quincoces che hanno pensato a un programma completo di parti dal design modulare e adattabile a ogni tipologia di esterno.

Ma, ricordandoci che siamo ancora in periodo di distanziamento sociale, ci sono soluzioni per gli spazi aperti che valorizzazione proprio una dimensione di benessere privato, accogliente e rassicurante. Così, Marco Lavit presenta per Ethimo Hut, una vera e propria capanna come “nido unico a misura d'uomo, un posto dove fermarsi e rigenerarsi. Invitante e confortevole, la sua struttura in legno guarda verso il cielo, proteggendo come una conchiglia. Un habitat in cui il ritmo alternato delle lamelle crea delle lacune che filtrano la percezione di questo spazio, in un dialogo naturale tra dentro e fuori”.
Proprio guardando la volta celeste, Ramón Esteve progetta un originale quanto scenografico daybed per Vondom che condivide con Hut questo aspetto di privacy e riparo. Moon ha una forma circolare che ne definisce il design, trasformando questo elemento d’arredo in una sfera avvolgente destinata al relax en plein air. Il prodotto si compone di due semisfere: quella inferiore di seduta, realizzata in polietilene, rivestita con una morbida imbottitura anche sullo schienale e quella superiore in corda intrecciata, una cupola protettiva che può essere rimossa all’occorrenza.

A proposito di sedute confortevoli, le novità del 2020 sfoggiano forme ampie e morbide talvolta persino organiche ma, in ogni caso, sempre accoglienti e assai versatili. La maggior parte dei tessuti sono ottenuti da filati che le rendono impermeabili e idrorepellenti e che, allo stesso tempo, garantiscono una sensazione naturale al tatto. La ricerca attorno a pattern, tonalità, bordature e texture punta alla massima personalizzazione – pur mantenendo l’identità e le unicità del design originario – e all’effetto sartorialità. Le nuance sono quasi tutte calde e ispirate alla natura eccezion fatta per l’uso, da parte di qualche brand, di bianco e nero puramente grafico od ottico. Interessante anche la ricerca di nuove funzionalità come in Oh, it rains! di Philippe Starck alla sua prima collaborazione con B&B Italia: un divano e una poltrona caratterizzati da un generoso ed ergonomico schienale che crea uno spazio intimo e protettivo e che, in caso di pioggia o maltempo, si reclina sulla seduta.
Rodolfo Dordoni si lascia ispirare delle atmosfere molto glam della villeggiatura anni ’50 con Sail Out disegnato per Cassina: un divano componibile che ricorda la forma dei materassini gonfiabili in tela e promette un comfort elevato dato l’utilizzo nell’imbottitura di un prodotto a base di fibra di poliestere soffiata e memory foam. Per Roda, invece, firma il divano Eden che si caratterizza per l’ampiezza e lo spessore dei cuscini di seduta, per la combinazione di più materiali e per la sua estrema modularità.
Antonio Citterio recupera una suggestione mitologica per la collezione Atlante − nome del Titano che reggeva sulle spalle l’universo − di Flexform: arredi che, alla rigorosa struttura in metallo, contrappongono la generosità di cuscini imbottiti con profilo in gros grain per sottolinearne le importanti e assai comode forme. Da affiancare al daybed per organizzare il proprio spazio outdoor con grande libertà interpretativa. La collezione Cruise Alu, firmata Ludovica+Roberto Palomba per Talenti, nasce, invece, sullo stimolo delle emozioni dell’universo nautico e vede come protagonista assoluta la corda che avvolge ogni elemento della linea: divano, pouf, poltrona living e le poltroncine da pranzo.
Raffaello Galliotto con l’azienda Nardi punta sul totale rispetto dell’ambiente: il sistema modulare Komodo, ispirato in effetti agli intrecci dei rami degli alberi, è fresco di German Design Award e Good Design Award, e Komodo EcoWall, divisorio modulare per l’esterno realizzato in plastica riciclata ottenuta dal ritiro di mobili per giardino obsoleti, ha appena ricevuto il Green Good Design. Ricerca e produzione sostenibile che nulla tolgono alla comodità e alla flessibilità compositiva della serie.
Infine, Roche Bobois porta open air il proprio prodotto icona ideato da Hans Hopfer nel lontano 1971: il Mah Jong, un divano che offre totale libertà di forma e funzione, partendo da tre semplici elementi, affiancati o sovrapposti. Un “semplice” materasso diventa, così, poltrona, divano, chaise longue, letto, spazio da vivere.

Accanto ai divani, anche le poltrone sono protagoniste dell’outdoor. Marcio Kogan con il suo studio mk27 propone per Minotti le sedute Daiki, nate dalla passione dell’architetto brasiliano per la cultura giapponese, che migrano in uno spazio all’aperto concepito e vissuto come un’estensione del living interno: seduta profonda, con e senza braccioli, poltroncina dining e pouf poggiapiedi.
Al centro del progetto Adell di Lievore + Altherr Désile Park per Arper ci sono pensieri quali riduzione, riutilizzo e riciclaggio. Non solo le linee arrotondate, la texture, la leggerezza e le tonalità di questa poltroncina evocano una suggestiva presenza naturale ma è soprattutto la scocca in polipropilene riciclato all’80% che produce uno stato d’animo rasserenante in relazione alla nostra coscienza ambientale.
Stesso approccio è quello di Paola Navone che per Gervasoni Outdoor firma Jeko, una confortevole seduta con struttura in ECOTeak proveniente dal riutilizzo di travi ed elementi in teak recuperati dalla demolizione autorizzata dalle autorità locali e concessa solo in mancanza di vincoli a tutela del patrimonio architettonico nazionale delle tradizionali case in legno dell’isola di Giava in Indonesia. Gli elementi recuperati sono tagliati a misura, riparati con legno riciclato, assemblati e levigati per evidenziare le venature originali e la finitura finale prevede la lucidatura a mano con panni di canapa e trucioli.

Ma nella bella stagione, pranzare e cenare all’aria aperta è davvero piacevole: così, grande importanza assumono sedie leggere, pratiche, funzionali. Ma anche belle e colorate. Appeal e durevolezza è quel binomio da cui il design di questi prodotti non si discosta. Così, Exteta propone Locus Solus Loveseat − realizzata in acciaio e tessuti dalle fantasie originali e inedite − che è la riedizione di una collezione disegnata dall’imprevedibile estro di Gae Aulenti nel 1964. La seduta, progettata per due (rigorosamente dello stesso nucleo familiare!) celebra lo stile e la condivisione e ci riporta ad atmosfere vintage a partire dai divertenti motivi dei tessuti, fino alla sinuosità delle linee arrotondate e morbide.
Le Rías sono strette insenature nella costa che ricordano, per linea e poeticità, i fiordi norvegesi. Da questi lembi di terra che accolgono e contengono il mare e le imbarcazioni, Alberto Lievore ha tratto ispirazione per la scocca curva e avvolgente di (appunto) Ria, sedia in alluminio pressofuso ed estruso che accoglie il benessere e il comfort del corpo disegnata per Fast.
Disponibile anche nella versione outdoor, invece, LEM – che è l’acronimo di Lunar Excursion Module – compie 20 anni. Disegnato da Shin & Tomoko Azumi, questo sgabello è uno dei prodotti cult di Lapalma. Leggerissimo, sfrutta l’assenza di gravità che nel vuoto creato dal suo disegno − una doppia curvatura del tubolare a sezione rettangolare che ne definisce il profilo, unendo in una linea continua seduta e poggiapiedi − stimola la relazione con l’ambiente. Sintesi perfetta tra cultura giapponese e tecnologia italiana.
Diversa, ma altrettanto raffinata, l’eleganza e il tratto esile della sedia impilabile ideata da Mut Design per Expormim. ‎L'azienda aveva chiesto di ridurre al minimo la gamma di materiali utilizzati senza ovviamente sacrificare comfort o usabilità.‎ Nasce, così, Petale, realizzata in tubo di acciaio inossidabile e tessuto.‎ Nulla di più.‎ Eppure c'è tanta bellezza nella sua deliberata semplicità e moltissimo comfort nel suo schienale a forma di petalo.‎
Love is not about staring at each other, but about looking in the same direction. Questo il super romantico concept a cui si sono ispirati i designer di Extremis per Bistroo, una combinazione di tavolino e sedute poste non una di fronte all'altra ma una accanto all'altra per guardare, per l’appunto, nella stessa direzione, lo stesso orizzonte. Tre gambe, due posti a sedere e un piano d’appoggio costituiscono gli elementi di questa idea simpaticamente e ironicamente innovativa.

Lo spazio esterno è sinonimo di convivialità e il tavolo ne è decisamente il re. Di forme, materiali, colori e dimensioni non c’è che l’imbarazzo della scelta. Quadrati, rettangolari o tondi; con strutture in resina, plastica, metallo, teak, corda o midollino; con top in vetro, bioplastica, grès, pietra o legno; leggeri e geometrici o spaziosi e imponenti. Insomma, per qualunque esigenza e tipologia di outdoor, non è difficile trovare il tavolo da pranzo (o cafè) che fa al caso nostro. Ma vogliamo terminare questa certamente non esaustiva rassegna dedicata al design en plen air con un set proposto da Carl Hansen & Son e creato da uno dei più iconici designer danesi: Børge Mogensen. Mentalità funzionalista, di lui i suoi figli raccontano che “ha creato mobili praticamente per tutto ciò di cui avevamo bisogno a casa e nella vita”. Il tavolo e le panche rieditate dal brand sono il simbolo di un design funzionale, semplice e preciso, con listelli in teak che conferiscono a questi elementi un aspetto accogliente che invita a stare insieme, fianco a fianco. Grazie alla cornice stretta, le gambe del tavolo non danno fastidio a nessuno. E quando l’estate volgerà al termine, entrambi gli elementi si possono ripiegare e conservare in un posto sicuro per la prossima bella stagione. È in questa essenzialità che si avverte il valore dello stare insieme con semplicità e vi è – supponiamo per tutti – il dolce ricordo di tante estati fa.

Immagine in testata: EDEN collection, Roda, design Rodolfo Dordoni, Photo by Andrea Ferrari
Immagine in home page, destra: KOMODO collection, Nardi - sinistra: MOON collection, Vondom, design Ramón Esteve

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