19 dicembre 2019

Oro, argento e rosso

C’è della magia nel modo in cui la stagione delle Feste riesce a trasportarci altrove, nel tempo e nello spazio. Indietro, fino alla nostra infanzia. Altrove, in spazi da condividere con chi ci è caro. Spesso, anche solo un oggetto e pochi – tradizionalissimi – colori creano l’atmosfera della celebrazione e innescano un’alchimia unica e avvolgente che sembra pervadere ogni cosa. Ma soprattutto ogni casa. La nostra casa. Perché nessun altro luogo al mondo ci rende altrettanto felici.

E, allora, proviamo a immaginare come il design possa rendere suggestive le nostre stanze, mixando sapientemente décor ed essenzialità, iconicità e stravaganza, declinati nelle nuance – che anche il Pantone Institute non potrebbe che definire natalizie – rosso, oro e argento.

Iniziamo dalla cucina, teatro di tutto quel che di buono accadrà in questi giorni. Averne una dalle tonalità festive, certo già predispone al buon umore e permette di non ricorrere a troppi ornamenti in questo spazio che deve rimanere super funzionale ed efficiente per ottemperare in maniera ottimale ai tanti pranzi che vi si dovranno cucinare. Cesar propone un rosso contemporaneo nella cucina Unit mentre Brummel punta sul color oro puro che conferisce all’ambiente un’allure elegante e preziosa. E se c’è un momento dell’anno in cui osare e portare il sogno a casa, questo è proprio Natale. E allora, per chi non può resistere al fascino di un’icona del Made in Italy anche in questo ambiente, ecco che il frigorifero SMEG500, realizzato a partire da stampi originali Fiat e assemblato interamente a mano, è l’oggetto (possibile) del desiderio: dà sfogo a una passione e tiene al fresco lo champagne.

Veniamo al tavolo vero e proprio. Quello per il desinare di questi giorni dovrà essere improntato sul tema della convivialità e, dunque, dovrebbe essere molto grande per ospitare, comodamente, tutti. Meglio senza capotavola per evitare gerarchie e facilitare la conversazione. Un esempio? Il tavolo da pranzo Cooper di Roberto Cavalli Home con i suoi particolari in platino o dorati e il top in onice bianco che porta il candore della neve dentro casa. Ma anche il tavolo della collezione Platner Gold di Knoll (a cui accostare le sedute della stessa serie), caratterizzato dall’esclusiva e preziosa finitura in oro 18 carati. Disegnato nel 1966 dall'architetto Warren Platner, che già desiderava venisse realizzato anche placcato oro – cosa impossibile per l’epoca – ricorda le generose forme dei covoni di grano, allegoria di abbondanza, ricompensa e pace.

A suggerire una differente convivialità, in bilico tra gioco e funzionalità, dove protagonista indiscusso è il mondo immaginifico di Marcel Wanders, è la collezione Circus di Alessi che dimostra come il design possa cortocircuitare l’archetipo apparentemente immutabile del banchetto delle feste, proponendo nuovi stili decorativi. Oppure, la collezione Kintsugi di Seletti in cui l’arte giapponese del riparare con l’oro assume forme contemporanee puntando sulla bellezza dell'imperfezione, a dispetto dell’idea che la “perfezione” debba essere un must almeno in queste occasioni. E al posto dei consueti centritavola, perché non optare per i vasi Owls di Bosa a evocare un mondo magico e misterioso? In fondo, nell'immaginario comune, gufi e civette sono considerati simbolo di saggezza, intelligenza, nonché portatori di fortuna. Per chi, invece, preferisce una creatività più astratta, l’alternativa potrebbe essere la collezione Showtime 10 di Bd Barcelona, realizzata dal poliedrico Jaime Hayón: in porcellana bianca o smaltata oro, le cinque piccole sculture faranno risaltare a loro modo il rosso delle bacche dell’Ilex aquifolium, del Biancospino o del Viburnum opulus.

Caldo suggerimento per questi giorni è quello di avere a disposizione un appendiabiti capiente e, possibilmente, in tema come Stella disegnato da Alessandro e Francesco Mendini per Caimi Brevetti un vero e proprio “simbolo” che, svincolato dal funzionalismo a tutti i costi è, soprattutto, un allegro elemento decorativo.

Contemporaneamente, occorre considerare seriamente di aumentare le sedute nel living. Ve saranno grati gli ospiti che non rimarranno in piedi per ore. Una soluzione semplice è Heritage di EMECO su disegno di Philippe Starck: in argento alluminio, impilabile (si ripongono senza troppo sforzo), classica e moderna allo stesso tempo, è disponibile con cuscinetto in resistente vinile che ne aumenta la comodità. Altrettanto easy ma molto poetica, la seduta Strong di Desalto su disegno di Eugeni Quitllet caratterizzata da una forma continua e lineare, rigorosamente in rosso. Opzione più informale e morbida, versatile e irriverente (ma, da oggi, anche eco-sostenibile), è la seduta Sacco di Zanotta, rigorosamente in rosso, dove poter sprofondare in piena libertà. Sacco si plasma sulle esigenze di chi si siede trasformando ciascuno di noi nel “designer” del proprio riposo. E proprio al relax pensava Osvaldo Borsani quando progettò la P40 di Tecno, dove ergonomia e design si fondono con praticità per accogliere il corpo dalle posizioni più distese fino a chiudersi anche del tutto, in una serie di gradazioni. Ma cosa c’è di più dolce, caldo e accogliente dell’abbraccio materno? Forse solo rievocare quella sensazione accomodandosi sulla Poltrona Up di B&B disegnata da Gaetano Pesce: giocata su geometrie curvilinee e contraddistinta da una personalità pop, questa seduta trasmette un senso di protezione, comfort e comodità. Cosa ci potrebbe essere di più hygge a Natale? E in questo periodo di gesti benauguranti, perché non invitare gli amici ad accomodarsi sul divano rosso Victoria and Albert di Moroso? Il suo elemento generatore è un segno tracciato senza mai staccare la matita dal foglio: un otto orizzontale, simbolo dell’infinito, di fecondità e prosperità. Lo sapeva bene, Ron Arad quando l’ha progettato.

E se vogliamo vivere e far vivere non solo spazi ma anche emozioni e momenti indimenticabili, giocare con la luce è fondamentale. Ci sono oggetti che vi riescono in modo davvero speciale: Atollo di Oluce − progettata da Vico Magistretti e oggi archetipo della lampada da tavolo − per l’occasione nella finitura oro; Eclisse di Artemide, anch’essa disegnata da Magistretti, un equilibrio all'avanguardia tra forma e funzione, design e utilità; Twiggy di Foscarini, opera di Marc Sadler, un segno lineare e flessibile, ampio ed essenziale, elegante e formale.

Chi è alla ricerca di mobili contenitori di design per riporre piccoli e grandi regali (ma non solo quelli), può scegliere tra l’essenzialità dei Componibili di Kartell, nati da un’idea vincente di Anna Castelli Ferrieri, nella triplice versione rosso, oro e argento, e la preziosità di Scrigno di Edra firmata dai fratelli Campana, le cui particolarissime superfici esterne sono un mosaico di schegge di specchio (anche in finitura dorata), pezzi unici realizzati a mano. In mezzo, c’è un mondo.

E sebbene a Natale torniamo tutti bambini, ogni anno si ripropone lo stesso quesito: cosa regalare ai più piccoli? Oggi, la risposta è questa: oggetti che stimolino la loro creatività, intelligenza e curiosità, disegnati e creati da aziende che riescono a coniugare praticità e design, senza dimenticare il lato più ludico e poetico della progettazione. E, allora, divertiamoli facendoli accomodare sull’Happy Bird o il Puppy di Magis, gli animali della Zoo Collection di EO, facendoli nascondere nella tenda indiana Teepe Play di Circu o giocare con le Wooden Doll di Vitra.

E dopo aver pensato a casa, amici e bimbi, nulla sarà più dolce di un lungo bagno rilassante in una vasca in foglia oro o argento di Glass Design e di un sonno ristoratore nel ILletto di Opinion Ciatti. Un pezzo caratterizzato dall’estrema riconoscibilità delle forme e dalla funzionalità pura che, nella finitura oro, stupisce e trasporta immediatamente nel mondo dei sogni di una favola.

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