27 gennaio 2021

Per fare un tavolo ci vuole il legno

Ancestrale ma al contempo molto attuale, il legno è il materiale del momento perché l’unico che derivi da fonti rinnovabili e rigenerabili, l’unico davvero completamente riciclabile e, in molti casi, l’unico il cui approvvigionamento può considerarsi a km0. In un momento storico come il nostro, in cui lo sfruttamento delle risorse energetiche è sull’agenda di tutti i governi, immaginare il design e l’architettura senza di esso non è più possibile. Al contrario, utilizzare questa materia nell’arredo (e in edilizia) è, oggi, una necessità, un atto di responsabilità e di maturità. Non significa seguire una tendenza o una moda intellettuale o meramente estetica. E non implica una “perdita” in termini di fascino, emozione, calore. Anzi, per chi lo sceglie, il legno è una costante sorpresa perché ogni tronco, ogni ramo, ogni asse o doga è irripetibile, originale, diversa l’una dall’altra. Il legno concilia in sé funzionalità, estetica e grande versatilità: leggero ed elastico, viene lavorato con straordinaria ricchezza di forme, variamente intagliato, decorato o anche intarsiato. Dimostra, dunque, di essere assolutamente contemporaneo e all’altezza di tanti altri materiali innovativi.

E, difatti, moltissime sono le aziende che, oggi, riscoprono non soltanto le maestranze artigiane, il loro sapere e le loro abilità, ma anche le tecniche antiche di lavorazione per metterle a servizio della visione contemporanea dei progettisti. Ne nascono prodotti in cui il taglio, modellatura, levigazione e rifinitura ci fanno quasi dimenticare che siano realizzati in serie. Sono arredi “vivi”, creati per durare e andare oltre un’effimera sensibilità estetica grazie alla grande forza espressiva del legno.

Ne abbiamo selezionati poco più di 20, dal segno inconfondibile seppur sobrio, dalla solidità silenziosa ma preziosa, che sono un invito a toccare con mano la materia di cui sono fatti.

Ma prima di partire per il nostro viaggio, una citazione è d’obbligo: nell’anno appena conclusosi, Riva1920, sinonimo del wood furniture Made in Italy per eccellenza, ha spento 100 candeline e con la Centenarium Collection ci guida alla scoperta di un mondo fatto di legni scelti con cura, provenienti da tagli controllati e programmati, di riuso come le briccole di Venezia oppure di grande pregio come il Kauri millenario della Nuova Zelanda, tutti plasmati da maestri artigiani e rifiniti a mano attraverso l’utilizzo di olii e cere. La produzione di Riva1920 è un connubio di nuove tecnologie e artigianalità per creare arredi su misura e tramandare storie e sentimenti. Certamente quello del marchio è un importante percorso scandito dal grande amore per questa materia, da una progettualità sostenibile e collaborazioni con designer di rilievo, con lo sguardo sempre rivolto verso l’ambiente e le nuove generazioni.
www.riva1920.it

Freedom, Tao design by C.R.&S. Riva1920; Bungalow, design by Jamie Durie, Riva1920

Veniamo, allora, alle sedute. Chi ha detto che per essere comode devono necessariamente assumere l’aspetto di un imbottito? Quelle di ultima generazione (anagraficamente parlando) e in legno, oltre a essere decisamente belle, sono anche funzionali e confortevoli. Ne è un esempio Armadillo, progettata e realizza artigianalmente a Mogente (Valencia) da MUT Design per Expormim. La seduta, una revisione di un classico dell’arredo in rattan − il Papasan −, trae ispirazione non solo nel nome ma anche nella silhouette dal divertente animale, comunicando serenità pur avendo una forte personalità data dai tratti post-moderni tipici del segno dei due progettisti spagnoli.
www.expormim.com

Armadillo, desgn by MUT Desing, Expormim

Guarda, invece, all’antica arte degli origami Alfredo Häberli quando progetta Time per Alias. L’idea della seduta si basa sulla trasformazione di un semplice foglio bidimensionale in una scocca tridimensionale di grande equilibrio stilistico e dalle evidenti caratteristiche ergonomiche. La fustellatura del foglio, realizzato con un sandwich di legno e compositi, consente un incastro perfetto delle parti e restituisce un disegno avvolgente ed ergonomico.
https://alias.design/

Time, design by Alfredo Häberli, Alias

Jasper Morrison ci racconta che, durante una gita in campagna, alcuni vecchi sgabelli attirarono la sua attenzione: fatti a mano con gambe a bastone ricurve e sedili circolari in legno massello, gli sono sembrati possedere la forma perfetta per una seduta. La sua versione ne conserva il tratto diretto, pratico e genuino pur essendo più leggera, flessibile e decisamente più colorata. È Zampa di Mattiazzi e il designer la considera uno statement contro tutto ciò che è “fashion and fakeness” nell’arredo.
www.mattiazzi.eu

Zampa, design by Jasper Morrison, Mattiazzi
Photo Fabian Frinzel

Il legno seduce anche Patrick Jouin che firma Héra per Pedrali. Design puro e forma fluida − per rispettare al massimo la materia − riescono a fondere leggerezza, comfort ed ergonomia in questo prodotto che è anche sostenibile. Infatti, gli elementi in legno della seduta provengono da foreste certificate mentre le vernici all’acqua sono composte per lo più da resine di derivazione vegetale.
www.pedrali.it

Héra, design by Patrick Jouin, Pedrali

Dall’energia creativa dei GamFratesi nasce Romby per Porro, traduzione di una figura geometrica molto semplice, il rombo, in qualcosa di tridimensionale come un mobile. I designer hanno lavorato con la modellazione e i disegni 3D per preservarne la forma originale. La sedia è, così, costituita da due elementi in equilibrio tra loro: la base a tronco di cono in legno massello, la cui forma svasata viene realizzata a spicchi in un esercizio di alta ebanisteria, e la seduta girevole imbottita, soffice e compatta.
www.porro.com

Romby, design by GamFratesi, Porro
Photo Kasia Gatkowska

Frank Jiang trae libera ispirazione dalle trame dei tralci di vite per lavorare la struttura in legno di Vine, poltroncina disegnata per Turri. Ne deriva un segno leggero per una poltroncina che risulta comoda e profonda e che riprende il design tipico degli anni ‘50, grazie allo schienale e ai braccioli che si fondono in un complesso equilibrio tra linee dritte e geometrie curve.
https://turri.it/it/

Vine, design by Frank Jiang, Turri

Nikari, brand finlandese noto per la produzione responsabile di arredo in legno massello, guarda, invece, agli anni ‘60 e al suo heritage. Lo sgabello Storia, progettato da Kari Virtanen, fondatore del brand, fa leva sul minimalismo per valorizzare la bellezza naturale della materia ed è un omaggio alle tradizioni artigiane nordiche e al primissimo sgabello che disegnò tanti anni fa.
https://nikari.fi/

Storia, design by Kari Virtanen, Nikari

Veniamo ora al tavolo: la sua funzione non è più unica e univoca. Nel corso della giornata, viene utilizzato per pranzare in compagnia o bere un caffè da soli, come postazione di lavoro e studio o come fulcro attorno al quale radunare l’intera famiglia per nuovi rituali di convivialità e condivisione. Insomma, quello che era il mobile dedicato al desinare diventa, oggi, fulcro di molteplici attività domestiche. Una certezza, tuttavia, rimane: il tavolo in legno racconta sempre una storia, profuma di accoglienza e trasmette intimità.

Così Nara, siglato Poliform e nato dalla creatività di Jean-Marie Massaud, non è un semplice coffee table ma, all'occorrenza, si trasforma in un pratico sgabello o in un comodino. La forma è fluida, il tratto pulito, forte la personalità e il suo potere evocativo.
www.poliform.it

Nara, design by Jean-Marie Massaud, Poliform

Un pezzo di legno che appoggia su una struttura molto semplice può bastare a realizzare un mobile? Questa è la domanda che Christophe Pillet si è posto nel progettare la console Any Day per Flexform. La risposta non può che essere affermativa se “in questa ricercata semplicità ritroviamo la cura dei dettagli, l’equilibrio delle proporzioni, l’aderenza all’eleganza della silhouette e la maestria nell’esecuzione, caratteristiche che definiscono la qualità particolare di quell’oggetto”.
www.flexform.it

Any Day, design by Christophe Pillet, Flexform

Thomas Bentzen ci ricorda che siamo solo agli inizi dello smart office con i tavoli della serie Linear System per Muuto, che rispondono in maniera efficace alle esigenze in continua evoluzione dello spazio di lavoro contemporaneo. Non semplici tavoli ma sistemi di scrivanie con piani, luci, schermi e alimentazione integrati. La personalizzazione è, poi, cosa ovvia. Qui, l’utilizzo del legno, con la sua calda matericità e l’espressione familiare, trasmette all’utente un senso di appartenenza.
www.muuto.com

Linear System, design by Thomas Bentzen, Muuto

Shibumi, nuova creazione firmata Jiun Ho per Porada, è, invece, un tavolo da pranzo che unisce l’artigianato italiano con elementi di design giapponese. Caratterizzato da un design elegante e da una certa personalità, combina geometrie di forte impatto visivo e un materiale vivo ed espressivo come il legno di frassino.
www.porada.it

Shibumi, design by Jiun Ho, Porada
Photo Davide Cerati

Arredi da sempre protagonisti dell’ebanisteria sono librerie e madie, wunderkammer domestiche in cui esponiamo o celiamo gli oggetti che raccontano una vita. Tornate in auge nel disegno degli interni, sono riattualizzate da progetti d’autore che contaminano l’allure del legno con il segno contemporaneo. Carl Hansen & Søn, per esempio, ritrova i progetti mai realizzati di Børge Mogensen e mette in produzione BM0253 Shelving System, una libreria modulare ideata nel 1958 ma mai portata sul mercato: dalle infinite possibilità compositive, il design minimalista è il punto di forza di questo arredo che ben interpreta l’interesse per il legno del Danish Modern.
www.carlhansen.com

BM0253 Shelving System, design by Børge Mogensen, Carl Hansen & Søn

Anche l’operazione di Gordon Guillaumier per Alf Da Frè è molto interessante: riadatta, infatti, il “rigadin” − tradizionale disegno a strisce realizzato sulla superficie di vasi e bicchieri di Murano per ottenere particolari rifrazioni della luce − alla lavorazione del legno e realizza una collezione composta da credenza, madia e tavolo in legno massello che prende il nome dalla lavorazione stessa. Il legno massello è l’essenza di Rigadin e le superfici in rilievo ne trasmettono il calore e ne moltiplicano l'intensità.
www.alfdafre.it

Rigadn, design by Gordon Guillaumier, Alf Da Frè

Di emozioni racconta il progetto del duo Setsu & Shinobu Ito per Giorgetti. Si chiama Kiri ed è un mobile bar, uno scrigno prezioso, un oggetto senza tempo che deve il nome a un’antica tradizione giapponese: alla nascita di ogni figlia femmina veniva piantato un albero, appunto, di Kiri. La pianta cresceva con la bambina e, in occasione del suo matrimonio, veniva trasformata in una preziosa madia che avrebbe accompagnato la sposa nella nuova vita. I due designer rivestono il loro oggetto-gioiello con listelli verticali in noce canaletto mentre scelgono il marmo scavato per il top.
www.giorgettimeda.com/it/

Kiri, design by Setsu & Shinobu Ito, Giorgetti

Come nei thriller della più classica tradizione cinematografica, quella che sembra una semplice parete si attiva automaticamente e rivela una stanza segreta. Poi si richiude, diventando una maestosa libreria. È Lybre, disegnata da Piero Lissoni per Lualdi: un’imponente libreria rotante in rovere fossile ad attivazione manuale o elettrica. Un’idea creativa per separare, definire e, contemporaneamente, collegare gli spazi.
www.lualdiporte.com

Lybre, design by Piero Lissoni, Lualdi
Photo Beppe Raso

Anche Cassina si confronta con l’heritage e con il dictat di oggi – dividere. In collaborazione con gli eredi di Giacomo Balla, il brand riporta in vita il paravento ideato dall’artista nel 1917, che rappresenta in pieno i principi rivoluzionari del movimento Futurista di cui fu esponente di spicco. Dai toni vivaci e dalla forte personalità, il Paravento Balla è composto da tre pannelli di altezza e larghezza diversa in legno tamburato con un’apertura orientabile in entrambe le direzioni.
www.cassina.com

Paravento Balla, Cassina

Un altro arredo, per così dire, vintage riscoperto quale decór per interni eclettici è la specchiera da terra. Zanat propone Sky di Monica Förster: non solo oggetti funzionali ma sculture d’arte moderna, intagliate a mano nel legno massello tanto precisamente da risultare belle da qualsiasi parte le si osservi. Così, come totem, diventano protagonisti degli spazi domestici.
https://zanat.org/

Sky, design by Monica Förster, Zanat

Ma non fermiamoci alla cucina o al living. Il legno entra anche in bagno. È qui che facilita un relax intimo e naturale. Lo sa bene Effegibi che, con Yoku di Marco Williams Fagioli, guarda a un ramo particolare della medicina naturale giapponese basata sugli effetti benefici del contatto con le piante e con l’atmosfera delle foreste. Pur avendo un design essenziale, equilibrato e rigoroso, Yoku è, al suo interno, accogliente mentre l’ampia vetrata frontale è scandita all’esterno da elementi verticali in legno naturale che diventano elementi portanti di ripiani a giorno che “dialogano” con ogni tipo di spazio circostante.
www.effe.it

Yoku, design by Marco Williams Fagioli, Effegibi

Non solo mobili. Anche la luce non resiste al fascino del legno. Lens, per esempio, è un’intera collezione di apparecchi luminosi progettata da MUT per LZF che fa di questa materia il proprio punto di forza. Il paralume perfettamente circolare o ellittico, vuoto al centro o impreziosito da uno specchio nella versione a parete, emana una luce radiante calda e soffusa. Disponibile anche come lampada da tavolo e da terra, si poggia su una sottile base metallica: l’immagine che ne scaturisce è di un oggetto fluido, perfettamente simmetrico, semplicemente elegante.
https://lzf-lamps.com/

Lens, design by MUT Design, LZF
Photo Angel Segura Foto

Anche Illan di Luceplan, lampada a sospensione disegnata dalla giovane designer ungherese Zsuzsanna Horvath e presentata, in versione prototipale, al SaloneSatellite valorizza tutte le qualità del legno. In ungherese, il termine illan indica qualcosa di effimero, fugace, la cui bellezza va colta subito, senza lasciarsi distrarre dalla vita frenetica di tutti i giorni. Questa luce si compone di un corpo molto leggero dal forte accento decorativo, ottenuto da un multistrato in legno, sottile e flessibile, tagliato al laser secondo linee fitte ed equidistanti, e sospeso al soffitto. È per effetto della gravità che assume la sua caratteristica forma che fluttua nell’aria: ne deriva design etereo, vibrante, in quanto è soggetto al moto ondulatorio dell’aria che, in modo sempre diverso, ne sollecita l’andamento e ne influenza l’aspetto luminoso sempre molto confortevole e rilassante.
www.luceplan.com

Illan, design by Zsuzsanna Horvath, Luceplan

Con la pandemia, parole e concetti come circolarità, ecodesign, rispetto per la natura hanno acquisito nuove potenzialità e nuovo dinamismo. ReThinking The Future di Tabu esprime questa consapevolezza attraverso lo studio e lo svelamento di nuove potenzialità del legno: si tratta di una nuova collezione di piallacci e intagli, una polifonia di essenze, forme e colori, espressione e sintesi di bellezza e dei trend emergenti nell’interior design.
https://tabu.it/

ReThinking The Future, Tabu

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