15 gennaio 2020

(Ri)vestire in libertà

Come raccontavamo alle porte dell’ultimo Salone del Mobile.Milano, vi è una sorta di libertà espressiva nel design contemporaneo che, nell’epoca della personalizzazione estrema (o quasi) a seguito dell’avanzare delle tecnologie digitali, punta, sempre più, a valori quali unicità, bespoke, custom made. Parole chiave che, se vengono fatte proprie, oggi, dal sistema arredo, sono sempre state la raison d'être dell’interior decoration, tra i cui principali attori troviamo carte da parati e tappeti. In effetti, il settore dei tessuti per la casa sta vivendo una seconda età dell’oro. E, seppure la narrativa non sia univoca, i concetti ricorrenti anche in quest’ambito sono biofilia, benessere e comfort. Da qui, la preferenza per texture tattili che, sotto le dita delle mani e dei piedi, stimolano i nostri sensi − producendo così ossitocina, l’ormone della felicità! − e ci riconnettono alla nostra fisicità. Così, per il parato, accanto alle stampe digitali, vi è un ritorno a trame dense e ruvide, debuttano materiali morbidi come il sughero e il bambù e spopola l’utilizzo di carte ipertecnologiche spesse e impermeabili. Per il tappeto, il materiale è essenziale: lana, viscosa, seta, cotone, lino, fibre naturali e hi-tech a solleticare la pelle e infondere benessere e resilienza.

E il decor? Design floreali e animali, temi geometrici, architetturali e finanche spaziali, ispirazioni illustrative e artistiche: un magico mix tra passato, presente e futuro. Qui, la creatività esplode e corre veloce: vegetazioni fantasy − attualizzate dalle tecniche di stampa digitale e grafica 3D − si alternano a scenari lussureggianti o a giardini addomesticati di ispirazione francese; luci e ombre giocano con i decori grafici dai colori contrastanti; linee e forme creano pattern ritmici, a volte optical. Per le carte da parati, il protagonista assoluto delle varie palette cromatiche è il verde declinato in tutte le sue sfumature, accanto ai toni naturali. Per i tappeti, nuance calde e intense convivono con il ventaglio minimal bianco-grigio-nero e sprazzi di prezioso oro.

Ma, in assoluto, la tendenza del momento è la firma di un designer di grido. Moltissime quelle registrate in questa edizione del Salone, tra cui spiccano: Antonio Marras, Monica Armani, Cristina Celestino, Marcel Wanders, Martino Gamper, Patricia Urquiola, India Mahdavi, Studiopepepe, Setsu&Shinobu ITO, Marc Sadler, Sebastian Herkner, Rodolfo Dordoni, Gordon Guillaumier, Patrizia Moroso.

Insomma, quello che è certo è che l’effetto wow non è mancato. Con Wall&Decò che ha presentato Global Natives, collezione Arts and Crafts del XXI secolo, con effetti 3D e colori caldi che richiamano i toni della terra; Jannelli&Volpi che ha lanciato Composition - A tribute to Kandinsky, un’elaborazione dei quadri dell’impressionista russo in cui il colore è analizzato profondamente in tutte le sue sfumature; Londonart che ha creato una capsule collection ispirata a 13 città internazionali; KOHRO che ha portato Gleaming Wildscape, il cui soggetto è una misteriosa giungla urbana dove l’elemento primordiale incontra lo skyline metropolitano; Rubelli che ha presentato i nuovi tessuti in uno stand incentrato sul tema All about Colours.

Disegnati come quadri, annodati come abiti e progettati come architetture, i tappeti visti al Salone ridefiniscono la categoria. Amini si è dedicato ai grandi Maestri: la collezione Gio Ponti, per esempio, gioca su contrasti sfumati o tocchi di colore accesi, geometrie semplici e accostamenti ricercati; con Spectrum, CC-tapis pone l’accento sull’illimitata capacità di ricerca e sperimentazione del brand nell’ambito di diverse tecniche e finiture; con Garden of Eden, Golran ha presentato una collezione che si ispira al giardino persiano con un motivo a foglie regolari che sovrapponendosi gradualmente verso il centro sembrano muoversi allo spirare del vento; ispirazioni Bauhaus, avvincenti effetti optical, influenze artistiche dall’Oriente e geometrie dinamiche abbinate a un colorama soft hanno caratterizzato la Design Collection di Illulian; Sombra di Mohebban ha celebrato l’incontro tra architettura e natura; infine, Sahrai ha mescolato mondo naturale e spirituale e i colori dei tappeti che ne derivano rappresentano gli aspetti rilassanti e dinamici della natura.

Come a dire benvenuti nell’era dei parati e dei tappeti delle meraviglie.

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