18 settembre 2019

Vitaminic Living

Abitare a colori. Questo il caldo suggerimento dell’ultima edizione del Salone del Mobile.Milano. A riconferma che non solo la coppia Black & White è sinonimo di eleganza e contemporaneità ma che anche le altre tonalità sanno conferire stile allo spazio domestico. D’altronde, i colori catturano l’attenzione e hanno il potere di emozionarci. Dopo l’abbuffata di Millennial Pink, quali sono allora le palette emergenti e up-to-date? Sicuramente colori densi come i blu, i verdi e le nuance della terra che creano atmosfera e ci riportano alla natura − vera protagonista del living sia quando si tratta di palette e decór, sia quando si parla di materiali e texture − declinati nei tessuti per gli imbottiti e le sedute, nei pannelli laccati per gli arredi o nelle finiture per gli interni.

Ma le sfumature outsider che si impongono per il loro twist, già in verità anticipate dal Living Coral − colore dell’anno per Pantone Institute − sono quelle dell’arancione. Incredibilmente teatrale e gioioso, l’arancione incorpora in sé il calore di due tonalità radiose come il rosso e il giallo: per questo è percepito come nuance calda per eccellenza. Un colore che ci ricorda contemporaneamente le arance al tempo della raccolta e le foglie che cadono. Il suo spettro va dalle tinte calde e terrose ai toni più tenui e meno intensi delle albicocche e delle pesche, che evocano un morbido tepore.

Al Salone abbiamo visto assortimenti di sfumature che vanno da quelle allegre e vivaci − utilizzate sugli imbottiti da Vitra, Campeggi e Sancall mentre da Kartell, Magis e Sawaya&Moroni sulle sedie − a quelle opulente e succose che conquistano tutta la produzione di A Lot of Brasil e tentano quella di Flou; dalle gradazioni speziate e profonde di AlfdaFrè e Caimi a quelle che virano verso il corallo – le preferite da Arper, Moroso e MissoniHome –, fino ai sotto-toni più smorzati del marrone che conferiscono un tocco esotico ai divani e alle poltrone di Kristalia, Mascheroni, Zanotta, Poliform e alle sedie di Pedrali. Una nuance eclettica e audace che si appropria anche dei materiali come ben dimostrano Glas, Antonio Lupi, Cleaf e Coedition.

Una tonalità “facile” per i produttori di arredo, perché ben si accosta ai blu, viola, gialli, verdi mentre stupisce accanto ai bianchi e ai neri. La loro è una convivenza gioiosa, anarchica, più istintiva che razionale. Insomma, l’arancione come tonalità wow effect, potente e imprevedibile, che rifugge dal banale e fa vibrare l’anima del luogo e dello spazio in cui viene usata. Sicuramente da osare.

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