22 luglio 2019

Lorenzo Damiani

Lorenzo Damiani è stato davvero un enfant prodige. Fu chiaro a tutti, verso la fine degli anni 90, al suo debutto, giovanissimo, al SaloneSatellite. In poco tempo, il suo tratto e la sua creatività arrivarono a un pubblico internazionale. Oggi, 20 anni dopo, Lorenzo Damiani può essere considerato degno erede dei maestri del design italiano degli anni Sessanta. Non per nulla, è l’unico della sua generazione ad aver avuto una personale presso la Fondazione Achille Castiglioni nel 2012. Della storia di quel maestro ha compreso la capacità di rendere il pesante leggero e di mettere in equilibrio armonico gli opposti. Damiani possiede la rara capacità di rendere il marmo elastico, di sollevare una lastra di metallo al limite delle sue possibilità, di creare oggetti belli da quello che chiunque altro vedrebbe solo come un mucchio di sassi. Non per sorprendere a tutti i costi, ma ispirato da un profondo senso della sostenibilità e dell’economia della forma. Per lui il design è ricerca, sperimentazione, semplificazione. Accompagnato da una profonda conoscenza dei metodi di produzione. Il progetto è come una bottiglia in mezzo al mare che contiene un messaggio di cambiamento. Così vedono la luce progetti incentrati sul rispetto della materia prima, della funzione del fruitore. Marco Romanelli lo ha intervistato durante l’ultima edizione Salone del Mobile.Milano.

In apertura: Photo by Andrea Basile

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