Nati al Satellite

08 febbraio 2019

Thomas Schnur

Semplice non vuol dire facile, non è stato lui il primo a dirlo, ma l’affermazione calza alla perfezione sul modo di progettare di Thomas Schnur (1983). Con lui, lo studio del dettaglio segna la differenza e ti fa apprezzare la chiarezza espressiva dell’oggetto anonimo, che tanto anonimo non è.

Nella tua mostra e libro Common Things, del 2017, affermi: "Questi sono oggetti che tutti - indipendentemente dalla propria cultura, nazionalità o stato - hanno visto da qualche parte o li hanno usati". Perché hai condiviso le tue esperienze su questi 21 oggetti?
Quando ho iniziato la mia attività di designer, mi sono interessato principalmente alla trasformazione di oggetti di vita quotidiana anonimi. Ho trasformato per esempio uno stantuffo in gambe per un tavolo (Rubber Table) o esteso la metà di una sedia di plastica bianca su una panca (Bench Chair). Con la mostra e il libro Common Things apro la mia ricerca al pubblico.

Anche i designer Naoto Fukasawa e Jasper Morrison dedicano la loro attenzione agli oggetti Super Normal attraverso il loro lavoro e una selezione di oggetti per un libro e una mostra. Cosa ne pensi del concetto Super Normal? C'è una connessione con il tuo concetto di "cose comuni" e la tua passione per la progettazione della vita quotidiana?
Il libro e la mostra Super Normal contengono oggetti di design e oggetti anonimi che rappresentano oggetti di vita quotidiana attraverso gli occhi di Naoto Fukasawa e Jasper Morrison. Nel mio libro Common Things, ho selezionato oggetti che rappresentano il mondo industrializzato in cui viviamo. Fanno parte della nostra vita, non importa se ci piacciano o no. Oggetti che sono diventati stereotipi di funzioni specifiche a causa della loro efficienza tecnica e del commercio globale.

Convertire un problema in un'opportunità è consapevolezza elementare per ogni designer. Questa è un'altra tua frase. Puoi spiegarla con alcuni esempi della tua produzione?
L’appendiabiti Gravity ad esempio. L'idea è nata perché dovevo trovare un posto dove mettere i miei vestiti. Con l’aiuto di un vecchio manico di scopa, due bastoncini di legno, alcuni ganci e una corda, ho costruito spontaneamente un appendiabiti.

Sei anche un insegnante: qual è il tuo messaggio personale e professionale per gli studenti di design?
Come giovane designer ti trovi sempre di fronte a molti nuovi compiti e materiali. Prova ed errore in combinazione con la crescita della conoscenza è certamente una buona pratica per estendere il modo personale di lavorare.

Hai partecipato al SaloneSatellite in passato (2012, 2013, 2014). Suggerisci ai tuoi studenti di partecipare al SaloneSatellite?
Dipende dalla personalità e dagli obiettivi personali. Il SaloneSatellite è sicuramente un buon posto per entrare in contatto con l’industria del mobile di design.

Hai condiviso una mostra con Klemens Grund (un altro designer che ha partecipato alle recenti edizioni del SaloneSatellite), nella galleria HBKsaar. Puoi parlarci di questa mostra?
Nella mostra GRUND + SCHNUR abbiamo presentato il nostro lavoro attuale vis à vis. La mostra è un dialogo continuo tra me e Klemens, iniziato un anno fa con una conversazione in un parco. Stavamo parlando del nostro background, del perché e del modo in cui siamo arrivati alla nostra professione di designer. I nostri approcci sono molto diversi, ma i risultati nei nostri pezzi di arredo hanno qualcosa in comune.

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